Sono sempre stato un fan delle “leggende” che tornavano sul ring dopo il loro ritiro. Ancor di più lo sono di quei wrestler, un po’ avanti con l’età e con una carriera già affermata, che continuano a regalarci emozioni sul ring. Vuoi per generosità verso questo mondo che li ha creati e verso il quale sono debitori, vuoi per semplice e puro egoismo, quei lottatori che superano i 45 e che sono impegnati ancora attivamente, sono da considerarsi patrimonio dell’umanità da custodire gelosamente.

Per contro però, non mi piace quando questi lottatori vengono sospinti ancora sulla cresta dell’onda a discapito delle giovani leve, le quali vengono perciò “soffocate” sino a rischiarne il pericoloso “decesso” professionale. Un esempio plastico di questo fenomeno è Rey Mysterio. Lottatore osannato da sempre, tanto da non ricordarmi di un suo singolo giorno da heel, che ancora oggi, a vent’anni dal suo debutto in WWE, continua a vincere title shot ai titoli secondari. Che lui sia meritevole di queste chance è fuor di dubbio, essendo ancora atleticamente forte. Ma che lo sia più di altri è inconcepibile, soprattutto in questo momento in cui il personaggio più “hot” sui social è LA Knight, il quale ha dovuto cedere il passo al “navigato” folletto di San Diego.

Già la vittoria a discapito di Dominik a Wrestlemania 39 è stata discutibile, non avendo Rey tratto alcun vantaggio da ciò. Anzi, “affossando”, se possibile, la credibilità del figlio che in quel momento era in netto rilancio. Ma, dopo la vittoria nel Fatal 4 Way di Smackdown scorso nel quale figurava proprio il favorito del pubblico, LA Knight, la direzione narrativa che coinvolge il maestro della 619 sembra alquanto incomprensibile. Ancor di più se si pensa che solo qualche anno fa Rey paventava un pensionamento imminente, lasciando intendere che restava da definirne solo le tempetistiche. Da allora Mysterio non ha stravolto nulla, né la sua carriera, ancor meno il suo personaggio (il che è forse anche comprensibile). Eppure sembra in gran spolvero, senza però sentirne davvero l’esigenza.

Magari adesso la WWE, come spesso accade, si renderà conto dell’errore commesso e troverà il modo di inserire in corsa LA Knight nel match titolato di SummerSlam. Però, quando questo accade, la compagnia non ottiene l’effetto sorpresa nel pubblico, quanto piuttosto palesa al WWE Universe di essersi accorta della propria mancanza di coraggio mostrata in precedenza. E tale mancanza di ardimento è “aggravata” dalla scelta di preferire ad un astro nascente, un lottatore ultraquarantenne che non ha più nulla da dire, se non quando deve “ossequiare” una giovane star in rampa di lancio.

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