Ci avviciniamo a grandi falcate verso la trentatreesima edizione di Wrestlemania e fioccano le critiche e le lamentele. Dopo tutto, i fans vogliono sempre il prodotto migliore che giustifichi le loro spese, spesso molto gonfie. La WWE ci prova e ci riprova, seguendo l’andamento della propria storia e delle proprie idee, delle vendite generali e del riscontro dei tifosi. Proporranno un evento che si vende da solo, al di là dei match, focalizzato su tanta gazzosa tra tanti eventi di vario genere che risultano un unicum nel genere.

Le lamentele risultano per una serie di scelte: main event tra Goldberg vs Lesnar, Undertaker opposto a Roman Reigns, mancanza del classico match a più uomini con le scale, mancanza del match interbrand, AJ Styles opposto ad un non wrestler per un risultato scontato. Insomma nulla di buono all’orizzonte, né sorprese che possano mutare l’ordine dell’evento. Ci vorrà tanto lavoro per consentire al pubblico di cambiare idea, evitare cori fuori luogo (chi ha detto “CM Punk! CM Punk”?) e segmenti tirati per i capelli per match dal poco appeal qualitativo. La WWE è maestra, saprà trovare gli ingredienti necessari.

Ho potuto sperimentare sulla mia pelle, da consulente e promoter per diversi progetti, cosa voglia dire scrivere uno show e decretare una card. Non necessariamente gli abbinamenti coinvolgono le star migliori, sebbene sia la cosa più logica da pensare quando si pensa ad un grande show. La WWE non è una indy stile la PWG dove si punta su una card stellare di 7/8 matchoni con poche storie in mezzo, ha bisogno di seguire un filo logico che la faccia arrivare a Wrestlemania e la faccia andare oltre, anche a costo di sacrificare ogni volta qualcosa. Ed è quello che sta accadendo in questa edizione dove un match (Goldberg vs Lesnar) serve da solo a vendere il tutto anche se magari i due non paiono pronti per un apporto qualitativo di buon livello – visto quel che è stato mostrato di recente e visti i rumors piovuti nelle ultime settimane. La debolezza si sente, ma sale anche l’aspettativa per quel che sarà dopo, con una serie di ppv che possono coinvolgere match sicuramente più completi, con una storia che coinvolga e faccia sentire la forza della federazione più forte al mondo.

Un mio amico inglese ha spiegato qualche giorno fa quanto sia difficile bookare un evento come Wrestlemania. Il risultato finale viene discusso l’anno prima, poche cose cambiano in corso d’opera ed entro cinque mesi prima tutto viene definito senza più tornare indietro. E se fosse stato lui il booker? Ci ha pensato un po’, ha tastato i due roster, il passato che è stato, ed ecco ora la sua card da fantawrestling di oggi e ieri. Si tratta di una card da grandi stelle:

– Macho Man Randy Savage Memorial Battle Royal
– Raw Tag Team Title Match: The Club (Luke Gallows & Karl Anderson) (c) vs Edge & Christian
– Smackdown Tag Team Match: Wyatt Family (Bray Wyatt & Luke Harper) (c) vs Hardy Boyz (Broken Hardy & Brother Nero)
– Intercontinental Title Ladder Match: Dean Ambrose (c) vs Roman Reigns vs The Miz vs Wade Barrett vs Rob Van Dam vs Baron Corbin
– Triple Threat Match: Ricochet vs Will Ospreay vs Austin Aries
– Triple Threat Match for Us Title: Cesaro (c) vs Kurt Angle
– Red Women’s Title Match: Charlotte vs Stephanie McMahon
– Blue Women’s Title Match: Alexa Bliss vs Trish Stratus
– Triple Threat for Universal Title Match: Daniel Bryan (c) vs AJ Styles vs CM Punk
– WWE Title Match: Seth Rollins (c) vs Finn Balor
– Singles Match: Brock Lesnar vs Shinsuke Nakamura
– Singles Match: John Cena vs The Undertaker

Cosa ne pensate di questa card? Meglio questa oppure quella proposta dalla WWE? Sarebbe difficile ideare una card come quella proposta qui sopra sorretta da storie decenti e ben ordinate? Fate sentire la vostra opinione e soprattutto quale sarebbe la card che voi designereste se foste i booker di Wrestlemania.

Corey
Dal 2006 redattore di Zona Wrestling e autore di rubriche come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Studioso del wrestling in tutte le sue sfaccettature, col tempo ha voluto perdere la definizione di "Marco Travaglio del wrestling web".