Dopo la fondazione nell’aprile 2025 e la morte di Hulk Hogan, volto principale nella campagna marketing, la Real American Freestyle è arrivata ad un improbabile compimento. Nella giornata del 30 agosto, infatti, la promotion ha dato vita al primo show di “pro-pro-wrestling”, così definito dallo stesso Hulkster. Le premesse non erano del tutto chiare e certamente non delle migliori: l’obiettivo del gruppo a capo del progetto era quello di fondere lo sport-spettacolo con l’Amateur Wrestling (da noi conosciuto come lotta libera) e dare vita ad un prodotto che fondesse il meglio delle due parti, una vera scommessa.
Con la partecipazione di numerose figure illustri nel mondo degli sport da combattimento, oggi proviamo a fare chiarezza su cosa realmente voglia proporre questo prodotto, sicuramente innovativo.
I match seguono le regole della lotta libera tradizionale, senza quindi alcun tipo di componente scenica o copione.
Dov’è quindi che interviene il Pro Wrestling?
In un modello simile alle prime stagioni di The Ultimate Fighter (reality show targato UFC), la promotion mira a costruire delle storie che mettano in luce le vere personalità degli atleti, la cui qualità non è un aspetto da sottovalutare, come quella di Bo Nickal, dal percorso tumultuoso in UFC ma un vero asso del Wrestling collegiale.
Ciò non implica, però, una totale assenza di storyline e faide a noi più congeniali: infatti, andando a riprendere la faida che ha marcato la storia di Bellator MMA, Tito Ortiz – ex campione UFC – ha sfidato la nemesi Chael Sonnen – hall of famer UFC in veste di color commentator in RAFW – in un match che si terrà nel prossimo show.
La loro sfida riassume e semplifica perfettamente lo spirito della nuova federazione di Bischoff: si tratta di due atleti la cui rivalità ha superato i confini del copione che si sfideranno in un incontro di lotta libera senza alcuna preparazione o booking, ed i cui sviluppi si baseranno sul reale risultato e personalità dei due coinvolti.
Per quanto le premesse non lasciassero viaggiare troppo l’immaginazione, la ricezione popolare del primo evento è più che positiva, ma c’è un ma.
Se è vero che il lupo perde il pelo ma non il vizio, non fa certo eccezione Eric Bischoff. Se ciò di cui si ha ricordo in uno show pieno di ragazzi talentuosi è una rivincita tra vecchie stelle ormai lasciate al passato, Bischoff potrebbe cadere in una spirale simile a quella che portò all’affievolirsi della WCW, dove l’ossessione per i grandi nomi giocò un ruolo fondamentale nel fallimento.
Ad oggi, stabilire se il prodotto godrà di una lunga vita è impossibile, ma il pubblico americano recepisce con grande stupore il primo spettacolo, sperando che le vecchie abitudini di Bischoff non vadano a ledere sulla lucidità della promotion.








