Raja Jackson si è dichiarato non colpevole giovedì davanti al tribunale di Los Angeles per le accuse penali relative all’aggressione del wrestler indipendente Syko Stu avvenuta lo scorso agosto.
Il figlio dell’ex fighter UFC Quinton “Rampage” Jackson deve rispondere di un’accusa grave di aggressione con lesioni fisiche gravi e di un’accusa minore di aggressione semplice. Una condanna per il reato più grave potrebbe comportare una pena detentiva fino a sette anni, mentre l’accusa minore prevede ulteriori sei mesi di reclusione.
L’incidente del 23 agosto trasmesso in diretta streaming
Le accuse derivano da quanto accaduto il 23 agosto durante un evento della promotion KnokX Pro. Durante un segmento sul ring trasmesso in diretta streaming, Jackson è stato ripreso mentre colpiva ripetutamente Stu, causandone il ricovero in ospedale.
L’episodio sarebbe stato preceduto da uno scontro nel backstage, dove Stu aveva colpito Jackson con una lattina di birra, scatenando la violenta reazione successiva davanti alle telecamere.
Le aggravanti e il supporto della comunità wrestling per Syko Stu
I procuratori hanno incluso un’aggravante nelle accuse, sostenendo che Jackson abbia causato “gravi lesioni fisiche” a Stu. Il wrestler, il cui vero nome è Stuart Smith, veterano dell’esercito statunitense, è stato dimesso dall’ospedale circa una settimana dopo l’aggressione.
La comunità del wrestling si è mobilitata per supportare Stu: una raccolta fondi su GoFundMe organizzata per sostenere le spese mediche e la convalescenza ha superato i 220.000 dollari di donazioni.
Il silenzio di Jackson in tribunale
Secondo quanto riportato da TMZ, Jackson non ha rilasciato dichiarazioni quando è stato avvicinato dai giornalisti presso il tribunale. Il report lo descrive vestito completamente di nero – camicia, pantaloni e cravatta neri – con lo sguardo fisso davanti a sé mentre entrava nell’edificio. La prossima udienza è fissata per novembre.








