Terre inesplorate ci attendono! Con un paio di precisazioni che vi verranno esposte al termine dell’articolo

Era un incasinatissimo pomeriggio di inizio dicembre, quando il solito tizio stralunato dall’improbabile chioma mi si presentò davanti, ma stavolta non mi sentii afferrare il braccio con il solito entusiasmo, no, stavolta i suoi occhi a palla mi guardarono fissi e mi sussurrò che era giunto il tempo per me di esplorare mondi nuovi e sconosciuti

Pare tornare in sé e al grido di “No time to explain!” ci catapultiamo meno indietro del previsto, dato che siamo nel 1991, è il 24 febbraio e non è la solita famiglia medio-borghese a darmi il benvenuto, ma una famiglia più confusionaria e caciarona e con il doppio dei figli, la madre mi grida che sono in ritardo e mi invita a sedermi, osservo lo schermo e mi accorgo che non c’è il solito logo retro della WWE ad aspettarmi, ma il logo della WCW.

Luci stroboscopiche, pyros, fuochi d’artificio, dimenticatevi la compostezza, dimenticatevi la povertà, qua siamo a WCW WrestleWar! E a darci il bevenuto è nientemeno che Tony “cognome epico” Schiavone, che in comune con il compianto Mr Aplombe ha solo il papillon rosso, stiamo assistendo ad una rivoluzione, in quanto i match non sono presentati da spoglie diapositive, ma da Schiavone in persona, la linea passa a Jim “sono stato giovane anch’io” Ross, che ringrazia Tony “Savoni” e intervista Dusty Rhodes sulle regole del War Games. Ma ciancio alle bande che c’è un match da disputare! Il primo match è valido per i WCW World six men tag team Championship, vi lascio immaginare la mia gioia nello scoprire che esisteva un tale titolo, i primi ad entrare sono il team conosciuto come gli State Patrol (Lt. James Earl Wright&Sgt. Buddy Lee Parker) assieme a Big Cat ed è subito chiaro che nonostante si sia ormai entrati nei 90 la quantità di panza è rimasta al momento invariata, su una musica molto più spumeggiante arrivano i campioni, Junkyard Dog (quest’uomo mi perseguita), Ricky Morton e Tommy Rich, biondi e azzurri come piacciono tanto alle signore a casa.

WCW Six man tag team Campionship match Junkyard Dog, Rick Morton&Tommy Rich(c.) vs Big Cat&State Patrol

Cominciano Dog e Cat . . . sto cercando una battuta adeguata ma rimango affascinata dalla qualità dei pugni e dal selling delle mosse, roba da antologia signore e signori. Intanto la piastratura bionda dei campioni dimostra che Ziggler non ha inventato nulla. La gente muore e si riprende un po’ a caso, mentre le mosse di coppia sono dei temibilissimi pugni, ma nonostante tutto l’azione è concitata, il pubblico non mi delude ed esplode alla prima Atomic drop, dimostrando che tutto il mondo è federazione; Big Cat si dimostra l’unico al mondo a non temere gli Headbutt di Junkyard Dog, mentre a quanto pare il John Cena del match risulta Ricky Morton, gli State Patrol si dimostrano un team di tutto rispetto, anche se a me continua a venire in mente un gruppo di cagnolini che adora guardare mio nipote in tv, tali Paw Patrol. Si ricorre anche al sempreverde trucco per distarre l’arbitro, Morton subisce ancora per caricare bene il pubblico alla rimonta dei face, Junkyard Dog esegue Headbutt a destra e a manca ma il suo schienamento viene interrotto, nella confusione Ricky Morton si stende sull’avversario e l’arbitro conta come se nient’en fùs

Vincitori e Still WCW Six man tag team Champions: Junkyard Dog, Ricky Morton&Tommy Rich

Era un finto tag? Era un arbitro venduto? Non si sa, ma è bello vedere che i finali alla “wtf?!” non sono ancora passati di moda, mentre adesso qualsiasi federazione con una cosa del genere verrebbe mangiata viva, #chebeimomenti.

Dato che ci son solo due ore di tempo, si passa subito al prossimo match, il primo ad entrare è tale Brad Armstrong, ma che a me vien spontaneo chiamare “Ricciolino”, il suo avversario, direttamente dal Darkside, “Beautiful” Bobby Eaton, entrambi sfoggiano il taglio “corti davanti, lunghi dietro”, che ai tempi andava tanto di moda, chissà perché

Bobby Eaton vs Brad Armstrong

Eaton colpisce alle spalle giusto per chiarire i ruoli agli ignoranti come me, si parte con Headscissor, Dropkick ed Armdrag, più mosse di quante abbia visto in tutta WrestleMania 1, poi si finisce anche fuori ring, ma poi si passa al punto forte del match, che a quanto pare sono le prese al braccio, intanto dalla regia mi segnalano una tizia di colore in grigio in prima fila che ride sguaiatamente per tutto il match, Armstrong sale letteralmente in testa ad Eaton e poi esegue un Crossbody, mentre Dusty Rhodes al commento annovera il “Sunset flip” fra le sue terribili mosse, Eaton tenta uno Slingshot suplex ma è Armstrong a riversarlo in un Vertical, che spettacolo signore e signori! La figlia minore accanto a me quasi si strozza con i pop-corn, intanto viene inquadrato un attore direttamente dal cast di “Wonder Years”, che non ho idea di cosa sia ma il nome sa di telefilm anni 80 per famiglie da ogni lettera, Eaton esegue un Elbow drop da antologia sull’avversario, poi le telecamere inquadrano dal nulla Great Muta, che sta assistendo al PPV, #chebeimomenti; poi, non so perché Jim Ross tenta di spacciarci una semplice Chin lock per una Camel clutch, roba che si meriterebbe un “JABRONI!” dritto nel timpano, Armstrong sembra ormai stremato e Eaton prova a finirlo con una Abdominal stretch aiutato dalle corde, ma baffo-arbitro lo richiama all’ordine, Armstrong esegue un Side russian legsweep perfettamente, ma Eaton ribatte con una Neckbreaker e sale sul paletto tra il tripudio del pubblico che a quanto pare non aspettava altro e chiude il match con un Diving legdrop

Vincitore: Bobby Eaton

Intanto abbiamo scoperto l’arcano: la signora afroamericana è l’unica componente di una famiglia di quattro persone che tifava per Eaton, difatti è l’unica che applaude mentre i restanti familiari incrociano le braccia, lei ha tutta la mia stima signora.

Tony Schiavon dimostra di avere la stessa propensione all’abbordaggio di Mr Aplombe, dato che intervista una biondina che, se non ho capito male, ha perso il suo bambino, ma sorride felicemente (whut?)

Prossimo match, no time to waste, il prossimo ad entrare è “The Nature Boy” Buddy Landell, ebbene sì signore e signori, con tanto di capelli biondo platino e vestaglia d’antologia, pensavate che Flair fosse stato l’unico? Illusi! Il suo avversario è Dustin “si proprio lui” Rhodes! Per me il match potrebbe anche non iniziare che sono già contenta, però sono indecisa se spiegare o meno alla famigliola chi diventerà tra qualche anno il biondino riccioluto sul quadrato

Dustin Rhodes vs Buddy Landell

Non conosco la storia pregressa ma sa tanto di wrestler navigato vs giovane prospetto, chi ne sa più di me mi smentisca pure, Dustin esegue una serie di gomitate all’angolo per la gioia di babbo Dusty, intanto con orrore scopriamo che il marito della fan di Bobby Eaton ha lasciato il suo posto a sedere, tira aria di divorzio? Ad ogni modo: Landell sembra deciso a insegnare ai giovani a stare al loro posto, ma Dustin è un osso duro e sa tirare il pubblico dalla sua, ciò scatena la rabbia di Landell che inizia anche a giocare sporco e a tirare qualche colpo all’apparenza stiff, si nota anche come i due sbattano da un angolo all’altro del ring senza pensarci troppo, Dustin si fa ancor più amare dal pubblico e vince il match con una Press slam ed un Bulldog di tutto rispetto, mentre notiamo che babbo afro è tornato all’ovile

Vincitore: Goldu . . . Dustin Rhodes

Schiavone Provolone ci informa che il bimbo è stato ritrovato, la tizia si rivela una intervistatrice che dice che sarà la prima donna ad intervistare un wrestler, ma quando varca la soglia dello spogliatoio viene assalita da un tizio urlante che perde tabacco dalla bocca, la bionda urla terrorizzata con una recitazione di cui Brie Bella sarebbe fiera

Tale uomo urlante si rivela essere Stan Hansen, che non ho idea di chi sia, probabilmente lo stereotipo di un cowboy, ma il suo avversario è Big Van Vader e di questo sono felice, specialmente quando si presenta con un’armatura a metà tra Legion Of Doom OwerPowa ed un seguace di Cthulhu, ciliegina sulla torta, l’armatura spara fumo

Stan Hansen vs Big Van Vader

Ci si picchia fuori ring e noi siamo tutti per Vader, Hansen colpisce ma viene messo al tappeto da una singola Clothesline, com’è giusto che sia, faglielo ingoiare quel tabacco, Vader picchia sodo e noi notiamo che l’inquadratura deve essere cambiata dato che al momento in prima fila si trova una famigliola asiatica, chiedo spiegazioni ma mi intimano di tacere, che c’è Vader sul quadrato e bisogna tacere, Stan Hansen riesce non si sa come a connettere un Back suplex che mette in difficoltà Vader, ci si sposta fuori ring e notiamo che il tavolo di commento è proprio sotto il ring, non c’era evidentemente rispetto per la salute dei commentatori all’inizio degli anni ’90, intanto io ritrovo la mia famigliola afro giusto qualche metro più in là, Vader carica Hansen e lo getta contro le transenne per il tripudio dell’arena tutta, poi si passa al più classico “scambio di pugni e testate in ginocchio al centro del ring”, baffo-arbitro tenta di separarli, viene spintonato e scatta così la doppia squalifica, ma Vader se ne sbatte e sale sul paletto per una Flying clothesline, Hansen afferra la sua corda da mandriano e tenta di mettere al guinzaglio Vader, mentre la campana suona inutilmente, Vader ruba la corda ad Hansen e se lo porta via, per il tripudio generale, i due lasciano l’arena che si stanno ancora menando, #chebeimomenti

Vincitore: Double DQ.

Jim Ross intervista ancora Dusty Rhodes, un’intervista tra commentatori praticamente, poi si passa al prossimo match titolato, che è valido per lo United States Heavyweight Championship, lo sfidante è Dangerous Dan Spivey, che indossa un completo che non ricorda mai un mandriano ma piuttosto una di quelle tute che si comprano nei negozi a luci rosse, il suo avversario e campione è Lex “standing ovation please” Luger, The Total Package

United States Heavyweight Championship match Dan Spivey vs Lex Luger(c.)

Spivey, per gli ignoranti, è un palese incrocio tra Steve Austin e The Sandman e già questo è inquietante; ad ogni mossa di Luger il pubblico va in delirio, dalla regia invece mi segnalano che Luger è il primo wrestler dal fisico tirato (per non dire bombato, ma diciamocelo sottovoce) che abbiamo visto finora, Luger picchia forte finché Spivey non si abbassa e Lex finire sull’altro ring e si becca un Suplex da un ring all’altro, poi, completamente dal nulla, tira fuori una Tombstone piledriver (chiamata qui “Inverted”), lo shock è tanto, talmente tanto che la signora di casa mi domanda se sia tutto a posto, lo shock si acuisce quando Spivey esegue una DDT e Luger non viene schienato, cosa che mi fa tanto sentire di nuovo nel 2015, provo a riprendermi e a seguire il match, mentre la regia si lamenta che 9 wrestler su 10 siano tinti di biondo, rendenda difficoltosa l’identificazione dei suddetti, Spivey esegue un Diving elbow drop ma Luger non viene ancora schienato, facendoci temere che sia il wrestler “non mi tirano giù neanche con le cannonate” dell’epoca, a conferma della mia ipotesi Luger subisce una seconda Piledriver e non solo non viene schienato, ma si rialza in tempo zero, il pubblico impazzisce, io storco il naso e bevo (Coca) per dimenticare, Luger si rialza e pare iniziare solo adesso il comeback (almeno così dicono al tavolo di commento stesso), le corde quando vengono colpite fanno un rumore plasticoso decisamente disturbante, dopo cotante mazzate il match finisce in maniera tutto sommato inaspettata, Luger sale sul paletto, Spivey fa per buttarlo a terra la Luger ribalta la mossa con un roll up

Vincitore e Still United States Heavyweight Champion: Lex Luger

Da qualche parte sento una voce lontana che dice “ben fatto fratello, oooh yeah!”

Tony Schiavone è in compagnia di tale Nikita Koloff, ex US Heavyweight Champion, che è qui per consegnare la nuova cintura di campione a Lex Luger, ma quella bandana non ce la racconta giusta e difatti Koloff turna immediatamente lanciando la cintura in faccia a Luger, la rapata coperta da un copricapo non si smentisce mai signore e signori, Nikita Koloff, dopo un apparente ritiro di un paio d’anni, è tornato in pista ed è in cerca di vendetta contro Luger, UAAAAH!

Non c’ho capito un acca, ma concordo.

Passiamo ad una stable rockeggiante e svavillante, accompagnati da Diamond Dallas Page e dalla Diamond Dolls arrivano nientemeno che i Fabulous Freebirds! Jimmy Garvin e Michael “falle ubriacare” Hayes! DDP introduce i Freebirds in un modo che mi ricorda tanto Truth Martini e la cosa è dannatamente divertente, ma non è finita, il duo avrà come secondo special enforcer tale Big Daddy Dink, ma gli avversari non sono da meno, dato che i campioni in carica, i Doom (Butch Reed e Ron “Damn!” Simmons) si presentano accompagnati da Teddy Long in persona! Mi prostro davanti al teleschermo suscitando la preoccupazione della famigliola, che sta seriamente pensando di cacciarmi fuori di casa

WCW World tag team Championship match The Fabulous Freebirds vs Doom(c.)

Freebirds Sucks! Canta il pubblico, eppure io mi sento di tifare per loro, l’arbitro è ancora Mr Baffo, a cui a quanto pare oggi toccano gli straordinari, Michael Hayes se ne sbatte della logica e comincia con un Bulldog, la mossa con cui GolDustin ha chiuso un match, perché lui può! Ron Simmons comunque è un osso duro e spedisce tutti fuori ring, poi poco dopo Hayes ci da un’altra gioia facendo cadere a terra Simmons con un semplice “schiaffo di destro”, il suo compare non si dimostra altrettanto duro ed è quello che viene mazzulato in lungo e in largo, beccandosi mosse che costringono Hayes ad intervenire più volte per interrompere i conteggi, ecco che Big Daddy Dink sale sul ring a distrarre l’arbitro, contemporaneamente Teddy Long lancia un tirapugni a Simmons, che tuttavia colpisce involontariamente il compagno che viene schienato da Garvin nella confusione generale, rendendo così i Freebirds i nuovi campioni di coppia

Vincitori e New WCW World tag team Champions The Fabulous Freebirds

Mentre cerchiamo di capirci qualcosa Butch Reed e Teddy Long attaccano Ron Simmons con il suddetto tirapugni, probabilmente per punirlo dell’errore, come urla Long alla telecamera, Simmons viene lasciato a terra privo di sensi, quale crudeltade, intanto io penso che se ogni team si scogliesse dopo la perdita dei titoli a quest’ora non dovrei sorbirmi gli Usos

Intervista senza pietà di Jim Ross che intervista un bimbo che a quanto pare ha appena visto sciogliersi il suo team preferito ed è sull’orlo delle lacrime, ma Ross se ne frega altamente e poi da la linea a Tony “Sciavonni” che annuncia l’inizio del War Games

Le regole, a quanto abbiamo capito, sono che i due team si affrontano su due ring differenti racchiusi in una Steel cage, entra un membro di ogni team alla volta, non ci sono schienamenti né squalifiche, si perde solo per sottomissione, dichiarata resa o KO, l’eliminazione di un solo uomo comporta l’eliminazione di tutto il team

War Games match The Four Horsemen, Sid Vicious, Barry Windham, Larry Zbysko ed il Nature Boy Ric Flair (accompagnati da Arn Anderson) vs Brian Pillman, Sting e gli Steiner Brothers

L’ovazione e lo star power presenti in questo match sono troppo alti per le comuni scale umane, non so cosa colpisca di più, se il costume da Tarzan di Steiner o quello All American di Sting, o ancora se vedere Flair in un filmato del 1991, fate vobis. Il match comincia con Flyn Bria Pillman e Barry Windham, Bria usa subito la scala per un paio di manovre tra cui una Headscissor, Windham finisce dritto contro la gabbia (Face first! Urla Ross, facendomi scendere una lacrimuccia), poi si becca un morso di Pillman che gli fa sanguinare la fronte (hummm . . .) rendendolo presto una maschera di sangue, scadono i primi 5 minuti e avviene un lancio della moneta per determinare quale membro dei due team entrerà per primo, a vincere è il team di Ric Flair, che sfoggia un taglio a fungo di quelli che ci vuol coraggio a sfoggiare, proprio Flair entra nella Steel cage e il vantaggio passa subito per il team dei Four Horsemen, i due sfruttano i due minuti di vantaggio per danneggiare Brian il più possibile, subendo quindi la reazione furiosa di Sting quando questi può entrare nel match, gli spettatori delle prime file sono già privi di voce e chiedono il tag a tifosi più freschi, quando entra Zbysko Sting e Pillman riescono comunque a non farsi sopraffare, con Larry che viene colpito da una spallata volante di Sting e Windham che viene chiuso in una Figure 4 in barba a Ric Flair, Rick Steiner entra nel ring a ritmo di marcia e mena fendenti senza pietà, la carica del pubblico non accenna a diminuire, mentre anche io mi lascio andare ad un grido di giubilo quando anche Ric Flair inizia a sanguinare, l’ultimo membro degli Horsemen è Sid Vicius ed io . . . io comincio ad avere un flash di ciò che sta per accadere, vedo Pillman e inizio a pregare, Brian per il momento si accontenta di scartavetrare la faccia di Flair all’angolo, mentre Vicius si da battaglia con Sting, quando entra anche Scott Steiner il tutto si trasforma nel totale degenero, un po’ perché vedo quant’era diverso il buon Scott, un po’ perché assisto ad un Flair flop, poi vedo Vicius e Rick Steiner che chiacchierano dritti a favore di camera, #chebeimomenti; io mi faccio sempre più tesa, nella Steel cage assistiamo a 4 Figure 4 in sincro del Team Sting (Divas Revolution? Guardate e imparate), tenere il conto delle mosse è praticamente impossibile, dato che sospetto che il pubblico cominci a gridare a caso, ma qualcosa merita di essere menzionato, come Pillman che mena Flair a suon di Chop e . . . e poi succede, Sid Vicious si carica Pillman dimenticandosi di avere un soffitto sopra di sé e così facendo lo fa cadere dritto di collo/schiena alta, io grido con un secondo di anticipo, poi grido con un secondo di ritardo quando vedo che Sid esegue la seconda Powerbomb, augurandomi che almeno si sia degnato di chiedere al (fu) Pillman se fosse tutto ok, Pillman sembra out quand’ecco che nell’arena irrompe El Gigante, che altri non è che Giant Gonzalez, io sto per abbandonare la sala dallo sdegno, specialmente quando scopro che El Gigante ha a tutti gli effetti gettato la spugna al posto dell’incosciente Brian Pillman, difatti poi se lo porta via come una novella principessa da salvare

Vincitori: The Four Horsemen&Larry Zbysko

Il pubblico fischia sdegnato e furioso, la figlia maggiore butta i pop-corn contro lo schermo, io intanto mi domando quandro riavremo l’occasione di vedere un PPV che si chiude con la vittoria pulita di un heel (o di un gruppo di heel).

Attendo il mio vecchio amico perché mi riporti al mio incasinato pomeriggio di dicembre e non sto nella pelle pensando a quali nuovi mondi potrei ancora esplorare.

Ed ecco a voi le precisazioni che vi preannunciavo:

Punto primo, ho scelto volutamente di recensire quello che i siti definiscono come il primo vero PPV della WCW, ben sapendo che dal 1988 i PPV erano una collaborazione con la NWA e che la NWA stessa conta degli eventi antecedenti a quelle date, ci saranno tempi e modi, mi auguro, per esaminare anche questi PPV

Punto secondo, il filmato di cui dispongo manca di alcuni match presenti nella card, purtroppo non mi è stato possibile reperire la versione completa, mi auguro che la review possa essere stata comunque di vostro gradimento.

Ysmsc

Ysmsc
Celeste "Ysmsc", gli utenti stanno ancora cercando di capire come si scrive il suo nome, lei sta ancora cercando di capire cose le succede intorno. Scrive con orgoglio i report di Raw e le sue amate FLOP 10. Le cose che ama di più sono il wrestling, il cibo giapponese e Killer Mask (non necessariamente in quest'ordine). Si sentirà realizzata quando non si useranno più i tasti "copia-incolla" per scrivere il suo nickname