..for now. Lunedi´, come un fulmine a ciel sereno, Roman Reigns ha annunciato il suo momentaneo ritiro dalle scene per potersi nuovamente curare da un orribile male, mandato in remissione giá una volta quando aveva 22 anni. La Leucemia. Una notizia davvero scioccante, che lascia l’amaro in bocca a tutti quelli che abbiano un minimo di sale in zucca.

 

Saro´onesto, io in primis sono uno di quelli che il performer non l’ha mai considerato come “Main Eventer” puro. Come worker, al pari di John Cena, è assai sottovalutato e deprezzato, tuttavia la sua gestione nel corso degli anni è stata una vera e propria imposizione morale da parte della WWE, che ha reso un upper/midcarder di prospettiva l’uomo della federazione, consegnandogli le chiavi del Cayenne di papá Vince e mandandolo in giro senza patente e cintura.

Trovatasi ad un crocevia, in cui il passaggio di torcia da Big Match John al prossimo volto era un atto necessario per tempismo ed alternanza, Roman è stato sin da subito identificato come un prescelto, un predestinato. Sin dal primissimo stint con lo Shield, la sensazione è stata sempre quella che anche nelle sconfitte la parte protetta fosse proprio lui, ed anche dopo lo split le gerarchie tra i tre sono state chiare e ben delineate in modo sempre piu´marcato. Questa poca spontaneitá che ha caratterizzato la sua ascesa, ha suscitato non poche perplessitá soprattutto da quella parte di pubblico a cui apparteniamo tutti noi che bazzichiamo il wrestling web, quella parte piu´”smaliziata” ma anche maggiormente incontentabile, dubbiosa, critica spesso oltre il dovuto. Tuttavia un’altra fetta, composta da donne, bambini, ragazzini e uomini disinteressati a cio´che avviene dietro il sipario ha appoggiato e sostenuto il fenomeno Reigns, dando in parte ragione alla WWE che cosi´caparbiamente ha messo tutti i suoi muscoli dietro questo ragazzo prodotto al 100% in casa propria.

Quando Roman ha aperto la puntata, con i capelli legati e senza vesti tattiche (una delle primissime volte, se non la prima in assoluto) con un certo interesse ho pensato che qualcosa potesse accadere di li a breve, ma complice anche il commento del tutto “ordinario”, mai avrei pensato ad una notizia di tale portata. E se il performer puo´avere luci ed ombre, per l’uomo Joseph Anoa’i non si puo´che avere profondo rispetto e grossa empatia: padre di tre figli, marito, lavoratore instancabile, collega/amico a quanto pare prezioso per molti, anzi moltissimi talenti. L’intero roster WWE e non solo si è stretto attorno al suo leader e non con frasi di circostanza, ma con messaggi accorati e testimonianze di un uomo, a quanto pare, davvero amato dai suoi pari. In genere tali manifestazioni di stima ed affetto sono visibili solo in circostanze tristi come ritiri o peggio, ed aprono una finestra maggiormente personale sull’uomo, sul padre, sull’amico. Che paradosso.

Il problema con Reigns, che poi è stato in effetti lo stesso che ha dovuto affrontare per anni John Cena, è stata proprio la difficoltá nell’umanizzare il suo personaggio. La colpa di cio´risiede in una gestione a dir poco stramba da parte della WWE: da un verso, RR è stato sempre proposto come un supereroe, solo contro tutti, imbattibile ed infallibile mentre dall’altro gli sforzi sono stati perennemente protesi per umanizzarlo proponendolo come underdog, fallendo miseramente. Roman è alto, muscoloso, sicuro di se, con capelli lunghi e fluenti: non propriamente identificabile con il tifoso di wrestling generico medio, if you know what I mean. Il paradosso, dicevo, è che Roman non è mai stato umanizzato come oggi: i tentativi durati anni volti a renderlo un personaggio empatico, vulnerabile, capace di risalire la china sempre e comunque sono stati finalmente raggiunti, per un crudele scherzo del destino. Come la nottola di Minerva, l’obiettivo per Roman è stato purtroppo raggiunto da Jon, ma la speranza è che non possa essere troppo tardi. Perché viviamo in un periodo storico in cui le seconde possibilitá sono realizzabili, chiedete a Daniel Bryan per credere.

Resta ora da capire chi prenderá il posto di Roman all’apice dello show rosso come top face. I nomi sono tanti e tutti di qualitá.

Braun Srowman, rivale storico di Roman, potrebbe assurgere al ruolo di top face di qui a breve. Amato dal pubblico, affermato, credibile: tutto sembrerebbe puntare verso di lui, non fosse per il suo attuale status incerto, tra heel e babyface. Stesso discorso vale per McIntyre, che ha massimizzato la sua seconda chance in WWE divenendo cio´che era destinato ad essere: pur non essendo un suo estimatore, devo ammettere che i miglioramenti sia sul quadrato che al microfono sono stati esponenziali, consegnandoci un potenziale main eventer almeno a stretto giro. I nomi ovvi sono Ambrose e Rollins, con il secondo sicuramente il pole rispetto al primo, visto e considerato il suo recente turn heel, dove stiamo pur certi che la malattia di Roman verrá usata in qualche modo per attirare un pesante heat sul Lunatic Firinge. Ma il nome vero potrebbe essere un altro.

La gestione di Daniel Bryan dal suo ritorno è stata criminale, non saprei come definirla altrimenti. La WWE ha avuto il culo, attenzione non la fortuna, bensi´il culo di ritrovarsi nuovamente per le mani uno dei piu´grandi lottatori della storia del wrestling, il babyface definitivo…e lo ha fatto feudare immediatamente contro quel ciuccio di Big Cass, relegandolo in coppia con Kane, rallentando il “momentum” legato al suo ritorno, facendolo schienare da cani e porci e proteggendolo come peggio non poteva. Alla vigilia di un match non atteso e non costruito contro AJ a Crown Jewel (se non con sonore sconfitte), cio´che potrebbe essere utile per Bryan potrebbe e dovrebbe essere un cambio di roster, per ritornare ad essere cio´che il destino beffardo ha tolto illo tempore a lui prima ed a Roman poi.

La storyline si scriverebbe da se. Per un lottatore che va via in circostanze dolorose, la storia di un wrestler che torna contro ogni aspettativa abbattendo ogni ostacolo riprendendosi la propria vita ed il proprio ruolo di top face potrebbe essere a dir poco fantastica. Senza contare che Brock Lesnar contro Daniel Bryan è una pagina di un libro che tutti noi possiamo immaginare, e con la giusta costruzione potrebbe tranquillamente occupare il main event di WM: magari con la vittoria della Rumble, come suggerito da Giovanni. Il posto di Bryan verrebbe facilmente colmato dal redivivo Rey Mysterio, giá assegnato allo show blu.

Bene, la mia l’ho detta ed aspetto di sentire la vostra. Concludo semplicemente augurando alla famiglia di Joseph Anoa’i tante buone notizie inaspettate e serenitá in questo difficile periodo.

…stay frosty!

Danilo
Atarassico, eclettico, nuotatore tendenzialmente pigro, amante dei fagioli con le cipolle, delle serie tv, dei manga e delle botte di Natale. Lavora anche, ma solo nel tempo libero.