In un periodo dell’anno in cui Raw non sta attraversando una fase particolarmente interessante (leggasi “episodi divertenti come guardare la vernice che si secca su un muro”), ritengo che la divisione femminile abbia un potenziale che non ancora espresso al meglio. Basta dare un’occhiata alle atlete presenti nello show rosso.
Sono ben dieci le wrestler che in carriera sono state campionesse mondiali. A parte l’attuale Stephanie Vaquer, in rigoroso ordine alfabetico abbiamo Asuka, Becky, Bayley, Iyo, Liv, Naomi, Natalya, Nikki e Rhea. Lo so, l’elenco è corretto ma dobbiamo evidenziare che Liv e Naomi siano fuori gioco per motivi diversi (infortunio e gravidanza), che Natalya sia da tempo una midcarder, che Nikki è quello che è e non sono sicuro per quanto ancora sarà disponibile. Rimangono comunque sei lottatrici che sono sia over che brave, a cui possiamo aggiungere due talenti nuovi che promettono bene come Roxanne Perez e Lyra Valkyria, oltre che all’usato sicuro Kairi Sane. Il problema è che, nonostante un roster di ottimo livello, le risorse non mi sembrano impiegate al meglio.
Delle sei campionesse mondiali, tre sono impiegate ora nello stesso feud e che nel prossimo premium live event si tradurrà in tag-team match tra Rhea e Iyo contro Asuka e Sane. Uno dei limiti del feud è che coinvolge ben tre atlete orientali che hanno problemi con l’inglese e con la recitazione (il segmento in ring con Iyo in crisi è stato tremendo). C’è poi una certa prevedibilità, dato che tutti ci aspettavamo che presto o tardi Asuka e Sane avrebbero voltato le spalle alla loro amica per la gelosia verso Rhea. Personalmente, trovavo molto più interessante la lunga rivalità tra la Ripley e la Sky, con la prima che non è riuscita ancora a schienare la seconda. Spero che presto, o almeno per Wrestlemania, le due possano tornare ad affrontarsi di nuovo. Non mi dispiace il duo heel giapponese, in particolare la dinamica di Kari psicologicamente sottomessa ad Asuka, ma preferirei vederle allora contendersi le cinture di coppia detenute da Charlotte e Alexa.
Riguardo invece Bayley, i nuovi promo mi avevano parecchio interessato, con lei combattuta tra il rimanere la brava ragazza che è da qualche anno o tornare a essere spietata, l’atteggiamento che le ha fatto ottenere più successi. Il risultato per ora sembra una via di mezzo, una bipolarità che la rende una scheggia impazzita. Non so se il destino sia una ripresa del feud con Lyra, temo però che senza nessun tipo di cintura di mezzo la rivalità non sarà molto accattivante. Purtroppo Lyra nell’extra ring deve ancora migliorare tanto, l’eventuale successo della faida credo dipenderà soprattutto da Bayley e da come saprà rendere le sfaccettature del nuovo personaggio.
Nelle ultime puntate, stavo includendo anche Becky tra le lottatrici il cui talento è un po’ sprecato. Mi piace il suo turn e ha fatto bene nel feud di coppia al fianco del marito Seth contro CM Punk e la rientrante AJ Lee ma, oltre alla pessima rivalità contro Nikki, vederla coinvolta contro una lowcarder come Maxxine Duprì non era ciò che attendevo. Mi sono in parte ricreduto, perché pur netta la differenza tra le due atlete, devo ammettere che Maxxine abbia sorpreso nell’incontro con Becky, al punto dal ritenere questo esperimento come opportuno. La Lynch è una delle top star dell’intero roster e senza dubbio me l’aspetto in sfide di maggior prestigio, ma questa contro la Duprì ha prodotto qualcosa di buono. Tra l’altro non è certo una sconfitta per countout che può intaccare lo status della campionessa Intercontinentale.
La WWE ha le sue attenuanti, in primis l’uscita di scena dell’allora campionessa Naomi, così come quella di Liv Morgan, ma spiace vedere un roster così ricco produrre così poco. In generale il post Summerslam non è il periodo dell’anno dove vediamo fuochi d’artificio, ma credo sia lecito attendersi qualcosa in più. Siamo in una fase in cui le donne riescono a essere interessanti come e più degli uomini, Rhea Ripley ad esempio è una star più grande della maggior parte degli atleti maschi ora in federazione, ma vanno messe in condizioni di far bene.
Sergedge – W








