Le stable, gruppi organizzati di minacciosi wrestler principalmente cattivi, sono qualcosa di presente sin dagli albori del prowrestling. La psicologia dietro la creazione di cotale sodalizio deriva principalmente dall’esigenza di emergere in gruppo, “sfruttando” il proprio legame ed il perenne vantaggio numerico per danneggiare il lupo solitario di turno. NXT è sempre piú spesso usata come incubatrice per questi gruppi, e sempre piú spesso questi gruppi hanno successo, dopo qualche mese di esperimenti nel territorio di sviluppo: in questo editoriale mi piacerebbe analizzare in generale il fenomeno stable, soffermandomi in particolare su quelle attualmente imperversanti nello show giallo.

 

Il concetto di stable lo definirei ciclico, potenzialmente efficace e limitato nel tempo. Ciclico, in quanto vi sono periodi (come quello attuale) in cui vi è un rifiorire di stable di varia natura, sia heel che face, in tutti gli ambiti ed in tutti gli show di Stanford (Bálor Club, New Day, Zo Train –dead-, Shield, Gli Indiani Cattivi, Miztourage, Sanity, Undisputed Era, Titus Worldwide e via discorrendo) contrapposti a lassi di tempo dove tale numero potrebbe essere diluito in un intero lustro.

Potenzialmente efficace, in quanto poche cose gasano il fan di wrestling come un gruppo figo e cazzuto di uomini cattivi in spandex. I gruppi possono essere estremamente omogenei, come ad esempio la Undisputed Era, con lottatori provenienti da un background similare, o totalmente eterogenei, come ad esempio Sanity o, nel passato, l`Evolution, una stable con membri dalle sembianze, storie, etá e prospettive decisamente differenti ma dotata di un’alchimia rara e funzionale. La chiave di questo concetto risiede nel “potenzialmente”: una stable puó essere estremamente efficace per tutti i membri coinvolti, arricchendo tutti sia a livello collettivo che singolo, oppure puo´essere dannosa per i suoi componenti nell’immediato e nel futuro prossimo. Mi viene da pensare alla Wyatt Family, un gruppo apparentemente funzionale che, una volta splittato, ha fatto danni per tutti e tre i membri coinvolti, forse troppo prigionieri della propria genesi sodale.

Limitato nel tempo: nel preciso istante in cui una stable viene creata, inevitabilmente la testa viaggia verso la sua fine, verso il momento in cui i vari membri della stessa procederanno per la propria strada in singolo. Pensiamo allo Shield per dirne una, dove il predestinato per (quasi) tutti avrebbe dovuto essere il nostro Ricamino Ambrose, oppure alla Undisputed Era, dove la carriera in singolo per Adam Cole sembra giá essere spianata e luminosa. Le stable dunque vivono un paradosso, portando il seme della propria scissione quasi sempre nel momento di massimo splendore: se una stable funziona inevitabilmente va over, e se una stable va over quasi sicuramente succede lo stesso anche ai suoi singoli partecipanti, divenendo troppo importanti (a torto o a ragione) per essere concepiti ancora come gruppo.

Lo split dello Shield in tempi recenti ha fatto scuola, regalando alla WWE tre potenziali main eventer scissi tra due brand, e la cosiddetta “riunione” potrebbe essere vista con il senno di poi piu´come una mera formalitá , come un artifizio per vendere nuove t shirt e non come una reale esigenza di rinverdire una stable di successo. All’epoca anche lo split della Evolution regalo´alla WWE un inaspettato Batista ed un prematuro Orton, che peró negli anni successivi ha decisamente beneficiato del suo passato come principe ereditario alla corte di HHH.

Attualmente ad NXT abbiamo due stable decisamente interessanti: la Undisputed Era e la Sanity. La prima è tranquillamente ascrivibile al macroinsieme di stable omogenee, con tre personaggi dalla personalitá ben definita ma dalla corporatura, dall’attire e dal background simile: tutti di corporatura media, con un lungo passato nel circuito indipendente come evidenziato al loro stile di lotta e tutti e tre estremamente affiatati tra loro. Il percorso intrapreso è tuttavia chiaro: Cole procederá in singolo (l’articolo è scritto prima di Takeover, dunque non ho idea di come si sará concluso il match con Black ma presumo con un finale sporco) almeno nel futuro prossimo, con la possibilitá di imporsi ai vertici dello show giallo, mentre gli attuali (?) tag team champions potrebbero andare avanti in tandem per molto, molto tempo. Discorso molto diverso per i Sanity.

Eric Young (quasi 39 anni) ed Alexader Wolfe (30) hanno molto senso in coppia, in quanto il primo è decisamente troppo il la con l’etá per imporsi come singolo nel main roster (non tutti sono AJ Styles) ed il secondo oggettivamente non credo che abbia le carte in regola per essere qualcosa di diverso rispetto ad un comprimario in un Tag Team. Discorso diverso per Nikki Cross (28) e Killian Dain (31): entrambi potrebbero tranquillamente dire la loro in singolo per etá, caratterizzazione dei personaggi ed unicitá nello stile di lotta. Potrebbero essere main eventer di qui a tre anni? Mi sentirei di escluderlo, cosí come escluderei anche un’eccessiva cristallizzazione all’interno di  questa stable che pur potrebbe, in teoria, essere proposta in toto nel main roster con discreto successo.

Bene, a questo punto sono curioso di leggere i vostri spunti…stay frosty!

 

 

Danilo
Atarassico, eclettico, nuotatore tendenzialmente pigro, amante dei fagioli con le cipolle, delle serie tv, dei manga e delle botte di Natale. Lavora anche, ma solo nel tempo libero.