Vorrei approcciarmi alla questione Chris Jericho cercando di parlarne il più oggettivamente possibile. Ci siamo tutti stupiti delle due prestazioni eccellenti che ha espresso in New Japan, con Kenny Omega prima e Tetsuya Naito recentemente a Dominion, quindi questo lo darei per scontato, ma in che cosa Jericho ha veramente innovato?
La storia del wrestling/puroresu è piena di lottatori non più giovanissimi che sono riusciti ad infiammare le folle, nonostante una prestanza atletica non più brillante, compensando il tutto con il carisma e il legame emotivo che hanno avuto con il pubblico in tanti anni di onorata carriera. Il Jericho giapponese, in questo, non è tanto diverso da altri signori che facevano dello starpower l’unico valore che potevano offrire, ma Chris Jericho, da profondo conoscitore della disciplina ha cercato di trovare in questa parte della sua carriera il modo di passare alla storia ed essere un vero innovatore.
Innanzi tutto, lo abbiamo visto in una promotion che gli ha dato sostanzialmente carta bianca tra apparizioni e costruzione della faida, cosa che a sensazione in WWE non poteva neanche chiedere. È andato nel solco della tradizione e nella tradizione ci ha sguazzato. L’essenzialità della costruzione della faida con Naito ci ricorda come non è la quantità di interazioni che crea la scintilla per innescare una faida credibile, ma l’intensità e quanto si riesca ad emozionare il pubblico. In questo Jericho nelle due interazioni con Naito è stato letteralmente impeccabile; il match di Dominon era già un successo scritto a prescindere, proprio per questa ragione, in più lavorare da heel è sempre un compito arduo, figurarsi farsi fischiare con un curriculum come quello di Chris Jericho che torna in Giappone a lottare dopo decenni.

Anche in questo ha riscritto le regole del gioco, la vecchia gloria che è amato dal pubblico e che non lascia spazio neanche per un secondo al dubbio. Se fate mente locale, il character giapponese di Jericho, quello che lanciava dichiarazioni mirate contro Kenny Omega nell’estate dello scorso anno è nato prima su Twitter che on screen. Riuscite a comprendere la rivoluzione nella nostra amata disciplina, che non mette lo show al centro dell’universo. Quanto i social influenzino noi spettatori oggi nella percezione di un lottatore, è un fenomeno che se saputo gestire, può produrre personaggi come quello del Jericho della New Japan.
Adesso da campione Intercontinentale abbiamo un ulteriore occasione per vedere qualcosa di storico. Il valore di Chris Jericho oggi per molti fan che lo hanno seguito tra la fine dei novanta e tutto il primo decennio dei duemila, è paragonabile a quello che poteva aveva Hulk Hogan nel 2002. Ovviamente altre epoche e qualità, quindi il paragone è relativo.
La lunga serie di nomi di con cui Y2J potrebbe avere una potenziale faida è decisamente lunga, ma la scelta di utilizzare nei primi sei mesi dell’anno contro solo due lottatori è apprezzabile, peraltro con due storyline decisamente diverse. L’obiettivo rimane lo stesso, Jericho serve a mandare over il più possibili i talenti di casa: con Omega si è preferito il match unico con relativa sconfitta per Y2J e con Naito si è voluto concedere una vittoria titolata e un futuro quasi certo rematch.
In questo panorama, ci avviciniamo verso un grande e incerto G1 Climax, dove ovviamente Jericho è fuori dalla contesa ma potrebbe andare ad interagire per costruire già da agosto qualcosa di grandioso in vista di Wrestle Kingdom. Io mi auguro a gennaio di vederlo lottare contro Okada, ma questa è un’altra storia.
Chris Jericho si è dimostrato uno dei migliori wrestler della storia, ma questo, come dicevo all’inizio, lo sapevamo già, quello che ci ha dimostrato è che in questo pro-wrestling ultracompetitivo e in continua ricerca del giovane talentuoso, anche i “vecchietti” possono ancora essere l’attrazione più lucente, accettando i limiti dell’età che avanza e adattandosi al sistema che nel giro degli ultimi cinque anni ha cambiato gli equilibri.