Leggendo i nomi di Lesnar e Reigns nel main event di Summerslam, con l’incognita dell’incasso di Strowman, se si confronta con l’ultimo incontro dell’edizione 2017 non molto sembra essere cambiato. L’anno scorso i tre erano coinvolti insieme a Samoa Joe nel match di chiusura della serata. Dato che la scorsa puntata di Raw non ha dato particolari nuovi spunti ho pensato dunque di vedere come gli atleti inseriti nella prossima card si sono evoluti nel corso degli ultimi dodici mesi. La loro condizione è migliorata o no?

Finn Balor vs Baron Corbin. Per l’irlandese i tempi non erano buoni allora e non lo sono adesso. Un anno fa era coinvolto in un feud con Wyatt fallimentare e troncato di colpo causa meningite di Bray. In generale nell’ultimo anno non ci sono stati per lui momenti particolarmente interessanti, salvando forse la breve riunion con The Club e la rivalità con Rollins. L’attuale “parcheggio” non fa essere ottimisti per il suo immediato futuro. Il suo avversario Corbin nell’estate 2017 invece se le prendeva da Cena dopo poco aver fallito l’incasso del money in the bank. Da allora anche lui non ha combinato molto, ma la rinfrescata al personaggio come spina ne fianco di Angle lo ha reso più interessante. In generale un anno non positivo per entrambi.

Alexa Bliss vs Ronda Rousey. Gira che ti rigira c’è sempre Alexa coinvolta nelle vicende del Raw Women’s title. L’anno scorso veniva sconfitta da Sasha Banks, ma lo riconquistava poco dopo in un episodio dello show rosso. Come sappiamo ha dominato in lungo e in largo, così quando ha ceduto il passo a Nia Jax ci si aspettava si facesse un po’ da parte riguardo gli incontri per il massimo alloro femminile; a sorpresa però è tornata ad essere regina, dimostrandosi la donna più vincente degli ultimi dodici mesi in WWE. Se dal punto di vista dei risultati è stato un successo dopo l’altro, non si può dire lo stesso per le prestazioni in ring che le hanno fatto guadagnare troppe insufficienze nelle nostre review. Non si possono invece far raffronti con la sua avversaria che nell’estate 2017 ancora si leccava le ferite per la sconfitta in UFC che ne decretò l’addio alla disciplina.

Braun Strowman vs Kevin Owens. Se c’è un wrestler che ha avuto dodici mesi d’oro quello è proprio Mr Monster in the Bank. Pur non riuscendo a laurearsi campione mondiale nel main event dell’edizione 2017 nei successivi special event, ha comunque avuto un escalation da far invidia accumulando vittorie su vittorie e connettendosi sempre più con il pubblico. Ha lo star power più alto del roster insieme a Reigns e Lesnar e le probabilità che incassi con successo la valigetta sono elevatissime. L’anno scorso Owens falliva invece l’occasione di conquistare l’Us title di AJ Styles, ma da allora si è distinto per la qualità delle sue prestazioni e per la gestione del personaggio, con feud appassionanti come quello contro Shane e con l’aggiunta a sorpresa al suo fianco dell’amico/nemico di sempre Sami Zayn. Ora a Raw ha spesso subito figuracce (in linea al modo in cui spesso vengono trattati gli heel in WWE) ma continua ad essere uno dei punti di forza dello show.

Dolph Ziggler vs Seth Rollins. Il balzo dell’ex Spirit Squad è ben rappresentato dalla sua assenza nell’edizione 2017 e dal match di prestigio quello che si verificherà questo mese. Da allora ha messo nel palmares il titolo degli Stati Uniti in un feud con Roode e Corbin non particolarmente avvincente, oltre ad essere l’attuale campione Intercontinentale. La vera svolta è avvenuta dopo la shake-up di pochi mesi fa, da quando ha iniziato a far coppia con il figliol prodigo Drew McIntyre. Il frizzante duo con lo scozzese è una delle poche cose interessanti dello show rosso attualmente, rimane solo il dubbio che Dolph non finisca di nuovo nelle retrovie nel momento in cui dovrà camminare solo sulle sue gambe. Di maggior livello sono stati gli ultimi dodici mesi di Rollins, divenuto de facto Mr Monday Night Raw. L’anno scorso a Summerslam manteneva con Ambrose i titoli di coppia, ha proseguito poi nella contorta collaborazione con Jason Jordan per poi regalare match in singolo di qualità e con imprese memorabili (vedi le vittorie con Cena e Reigns una seguito all’altra). Una garanzia.

Brock Lesnar vs Roman Reigns. Quante volte abbiamo visto questo match? Quante altre volte riaccadrà? Brock nelle poche apparizioni concesse ha consolidato il suo immenso status, non differente rispetto a un anno fa. L’unica novità è il possibile split con il manager di sempre Heyman. Discorso simile per l’ex Shield, che continua ad essere un wrestler controverso che vince contro chiunque, Lesnar a parte. Da un anno a questa parte i fischi sono forse anche cresciuti e il grosso del pubblico fatica a mandar giù le continue chance concesse. Un anno di stasi.

Facendo un bilancio finale degli attuali wrestler di Raw coinvolti in quel di Summerslam possiamo dire che negli ultimi dodici mesi non sia cambiato molto. Balor e Corbin continuano a non riuscire a far l’atteso salto di qualità nelle gerarchie del roster; la Bliss è coinvolta sempre e comunque nelle faccende del titolo femminile di Raw; questo accade anche a chi già faceva bene un anno fa, come Strowman, Owens e Rollins che a modo loro continuano ad essere dei punti fermi negli show dove si esibiscono; Lesnar e Reigns proseguono la loro sfida infinita dall’esito sempre uguale. Ziggler sembra essere l’unico ad aver fatto un salto di qualità vero e proprio, ma se si guarda le prestazioni esse erano già di livello nel 2017, quello che è cambiato per ora è solo il posto nella card, con il legittimo dubbio che le cose possano cambiare in caso di separazione da McIntyre. Discorso a parte per Ronda Rousey che venendo dall’UFC è un fenomeno più unico che raro che per ora sfugge ad ogni logica.

La WWE soffre quindi di immobilismo? Le gerarchie sono troppo rigide e da un anno all’altro cambia troppo poco nelle posizioni dei wrestler? Dalla mia analisi degli atleti di Raw la risposta sembra affermativa purtroppo.

Sergedge – EH4L

Sergedge
Rievocato durante una seduta spiritica è tornato a infestare il sito di Zona Wrestling con l'ardore di un tempo. Per la serie l'erba cattiva non muore mai.