Enzo Amore è stato prosciolto da ogni accusa per insufficienza di prove. Enzo Amore è un free agent, piace alla gente ed è giusto che qualcuno pensi a lui. Ad esempio Impact Wrestling. Ad esempio Don Callis, vicepresidente di Impact Wrestling. Perché alla lunga ha ragione Vince Russo: i match, belli o brutti che siano, non attirano quanto un buon talker che sa costruirti bene una storyline.

Ecco, uno dei difetti non da poco del roster di Impact degli ultimi anni è stata la mancanza di performer che al microfono sapessero esprimere se stessi suscitando qualche emozione al pubblico. Non è facile parlare alle persone, e lo è ancora meno avere a che fare coi presenti agli show TNA/Impact, da sempre molto inclini al brusio, a parlare a sproposito durante un segmento, rendendolo di fatto incomprensibile. Sono passati i tempi di Jeff Jarrett, di Christian Cage e Scott D’Amore, della Main Event Mafia e di atleti d’esperienza che sapessero coniugare due abilità in un colpo solo.

Oggi non ci sono veri veterani, c’è un roster in continua evoluzione che deve affidarsi alle briciole che la WWE rilascia di tanto in tanto. Difficile andare a prendere i fenomeni delle indy se questi guadagnano di più in giro per gli Stati Uniti invece che lavorare per una compagnia con un contratto televisivo. E poi, non va dimenticato, il sogno è la WWE, Wrestlemania… NXT! Nel brand giallonero ci sono passati tutti, perché scegliere un’altra realtà che a malapena mette davanti alla tv circa 300 mila persone? Ma il roster di Impact ha bisogno di “storytellers”, di ragazzi capaci di parlare alla gente e farsi ascoltare. Tolti Eli Drake, Sami Callihan e Jimmy Jacobs, gli altri ragazzi non sono in grado di sparare cartucce verbali degne di nota. Nemmeno Austin Aries, che eppure ha una lunga esperienza ma che ha fatto un proprio marchio la chimica corporea più che la capacità di parlare.

Perciò Enzo Amore sarebbe l’innesto più azzeccato che la dirigenza canadese possa fare, sia che decida di presentarsi in singolo e sia che decida di presentarsi in coppia. Ha il fisico di un X Division ma potrebbe benissimo scivolare tra una categoria e l’altra, avendo le palle di sfidare tanto Andrew Everett quanto Brian Cage. Mettendosi a disposizione completa di colleghi e writers, lasciando per sé quel guizzo di imprevedibilità emozionale che ha saputo trasmettere a Raw durante il suo feud con Big Cass.

Anche a costo di vincere un titolo, anche a costo di creare una stable o di fare la mina vagante, i dirigenti di Impact Wrestling devono assicurarsi questo ragazzo in vista dei prossimi tapings televisivi e lavorare con lui ad un programma di lungo periodo che farebbe del bene ad entrambe le parti.

Corey
Dal 2006 redattore di Zona Wrestling e autore di rubriche come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Studioso del wrestling in tutte le sue sfaccettature, col tempo ha voluto perdere la definizione di "Marco Travaglio del wrestling web".