Hiroshi Tanahashi ha chiuso il capitolo della sua carriera sul ring a Wrestle Kingdom 20, ma non aveva ancora finito di raccontarsi con il cuore in mano.
Dopo il match di addio contro Kazuchika Okada del 4 gennaio 2026, “The Ace of NJPW” ha regalato ai fan un ultimo, prezioso messaggio: una lettera sincera e profondamente riflessiva pubblicata su Tokyo Sports, capace di mostrare l’uomo dietro la leggenda.
Tanahashi non ha nascosto nulla sul peso del ritiro e su tutto ciò che ha rappresentato per lui una carriera durata 26 anni in New Japan Pro-Wrestling. La lettera si apre con una verità disarmante. Ricorda di aver fallito due volte l’esame d’ingresso della NJPW prima di riuscire finalmente a realizzare un sogno che, un tempo, non credeva avrebbe mai dovuto lasciare andare:
“Sento che se non lo dico oggi, non avrò mai più l’occasione, quindi lo dico adesso: sono esausto come non lo sono mai stato in vita mia (ride). Anche se avevo la determinazione di diventare un wrestler professionista, non ho mai avuto davvero la determinazione di smettere di esserlo”.
L’ultimo saluto di The Ace: paura, amore e gratitudine
Tanahashi ha ammesso di aver temuto ciò che lo aspettava oltre il ring, chiedendosi se un wrestler riesca mai davvero a immaginare il proprio ritiro. Oggi, però, dice di aver trovato la pace e persino un significato in quell’incertezza. Ripensando al percorso della New Japan, tra alti e bassi del business, Tanahashi ha sottolineato come il desiderio di intrattenere non sia mai venuto meno: “Combattere per il momento presente, per quell’istante fugace, senza preoccuparsi delle conseguenze prima o dopo… credo che fosse proprio quell’immagine dei wrestler ad avermi affascinato quando ero al liceo. I numeri del pubblico sono saliti e scesi, ma il desiderio di ‘fare in modo che tutti quelli che venivano si divertissero’ non è mai cambiato. Perché io stesso ho sperimentato, da studente, quanto il wrestling abbia reso la mia vita cento volte più bella”.
Ha ringraziato i fan per aver creduto in lui anche nei momenti difficili e, in uno dei passaggi più emozionanti, ha detto che se potesse parlare al se stesso più giovane, lo rassicurerebbe sul fatto che il sogno si è davvero avverato: “Per 26 anni ho ricevuto un sostegno incredibile… e circa 5 anni di fischi (ride). Grazie di cuore a tutti. Direi al me stesso del liceo: ‘Sei diventato un vero wrestler e sei arrivato fino in fondo’”.
La lettera affronta anche il suo nuovo ruolo come presidente e CEO della NJPW, una responsabilità che Tanahashi intende affrontare con lo stesso cuore che ha sempre messo sul ring: “D’ora in poi lavorerò per creare un futuro in cui ogni wrestler della New Japan Pro-Wrestling possa dare tutto e concludere la propria carriera nel migliore dei modi”.
Ma questo nuovo capitolo non sarà fatto solo di lavoro. Tanahashi ha confessato che ora la famiglia sarà una priorità, qualcosa che in passato ha inevitabilmente sacrificato a causa dei continui viaggi. Un ricordo, in particolare, lo colpisce oggi con forza:
“I miei figli erano ancora piccoli e ho caricato di molte responsabilità mia moglie… avrei voluto scattare più foto. Un giorno, prima di un match, mia moglie mi disse: ‘Mi raccomando, non farti male’. All’epoca risposi in modo superficiale… ma oggi sento tutto l’amore racchiuso in quelle parole”.
In chiusura, Tanahashi ha ricordato ai fan e a se stesso, che il wrestling lo ha formato, ma non lo definirà per sempre. E, nel suo stile inconfondibile, ha salutato tutti con un sorriso e un’ultima battuta:
“C’è stato un periodo in cui avevo paura di diventare qualcuno che non fosse un wrestler professionista, ma ho superato anche questo… L’evoluzione della New Japan Pro-Wrestling non si fermerà mai!! Ah, e cercherò di non mordermi la lingua quando commenterò (ride). Infine! A tutti i lettori di Tokyo Sports, vi voglio bene!!”
Tanahashi non ha semplicemente lasciato il ring.
Ha lasciato un’eredità: una storia che attraversa generazioni, ispira i nuovi arrivati e dimostra che il cuore del wrestling batte più forte quando è autentico.








