In ogni Show di Wrestling, al giorno d’oggi come prima, quasi sempre ci ritroviamo a guardare qualcuno che nel sangue ha dei geni che riportano alla mente il passato. Sono decine i figli d’arte che si cimentano e si sono sempre cimentati in ciò che è stato il lavoro e l’arte di uno dei propri genitori, o di entrambi. Alcuni ce l’hanno fatta, e anche alla grande, altri non avevano proprio la stoffa. Alcuni sono sempre rimasti ne limbo, facendo il proprio sporco lavoro senza pretendere troppo. C’è chi ci ha provato ed è diventato più grande del suo vecchio, c’è chi ha fallito completamente, sormontato dal paragone spesso e volentieri troppo pesante.

C’è poi chi, dopo averci provato e aver dimostrato di essere per lo meno paragonabile in prospettiva alla grandezza di suo padre, ha dovuto fermarsi, perché la sfortuna, un carattere debole e le circostanze della vita, lo hanno spinto a ferlo. Uno di questi si chiama Richard, di cognome fa Blood, ed è figlio di uno dei Worker migliori che abbiano mai calcato un Ring di Wrestling: Ricky Steamboat.

Richie cresce come tanti figli di Wrestler. Cresce aspettando che suo padre torni dai lunghi viaggi di lavoro. Cresce accanto a sua madre, guardando papà in tv, abituato a vederla tremare e a nascondere il timore, per non far tremare anche lui. Cresce conoscendo i colleghi di suo padre, scattando foto sulle loro ginocchia, cenando con loro, stando a stretto contatto con i miti che vede nello schermo. Cresce accarezzato dal grande capo, da personalità importanti, ascoltando tutti tessere le lodi di suo padre: il più forte uomo sulla faccia della terra.

Cresce quindi come un Pro Wrestler, come un predestinato, come uno che matura un’idea ad una certa età, avendo sempre saputo che quel momento sarebbe arrivato. E come lui, anche suo padre, orgoglioso e impaurito, si prepara a vederlo calcare il Ring, seduto accanto a sua moglie, sentendo, adesso lui, i suoi tremori, in questo caso difficilmente nascondibili, ma incoraggiati da parole di sicurezza.

E cosi Richie Steamboat diventa una realtà. Si allena da privilegiato, con George South e Harley Race. Si fa il suo bagaglio internazionale in Giappone, segue i consigli del suo più grande maestro, suo padre. Diventa un professionista a tutti gli effetti e dopo pochissimo tempo imbocca la corsia preferenziale e finisce nella World Wrestling Entertainment, in Florida, quella della FCW.

E’ normale che con un padre con tutte quelle conoscenze e quella carriera, un giovane abbia più possibilità di un collega “normale”, ma è anche vero che Richie lavora duro e dimostra delle qualità che, se non ancora paragonabili a quelle di Ricky, possono far ben sperare. Continua a lavorare nella FCW sotto la guida di ottimi allenatori come Norman Smiley o Dusty Rhodes, e il suo valore continua a crescere. Diventa uno dei pezzi più importanti del territorio di sviluppo e uno dei pochi, in quegli ultimi momenti della Florida Championship Wreslting, ad essere considerato “bravo” senza avere avuto un’importante carriera a livello indipendente prima, cosa che, nella mente di certi fan folli, cominciava ad essere inutilmente fondamentale.

Richie riesce ad evitare la prima incarnazione di NXT perché considerato avanti, pensiero che nemmeno su Daniel Bryan venne fatto. Fa parte però del Roster che debutta in quello che è l’NXT definitivo e proprio come ci si aspettava, è uno dei volti più attesi. I suoi Match hanno buoni riscontri e la sua rivalità con Kassius Ohno è considerata un ottimo punto di partenza, cosa che però non è vera, quel Feud, per Richie Steamboat, sarà il punto di arrivo.

L’ultimo incontro del giovane figlio d’arte, infatti, è datato 25 ottobre 2012, ed è andato in onda il 21 novembre. Sconfigge proprio Kassius Ohno. Richie Farà qualche altro incontro negli House Show di NXT, ma non tornerà mai più in televisione. E’ costretto a ritirarsi momentaneamente per cercare di curare la sua schiena infastidita da un brutto infortunio, ma non ce la farà. Nel 2015 arriva l’annuncio ufficiale del suo ritiro.

Non si sa bene se il ritiro di Richie Steamboat sia soltanto dovuto all’infortunio. Alcune voci parlano di un debole carattere, che come succede a molti si è trovato schiacciato dalla grandezza di un padre, troppo ingombrante, seppur tenuto in disparte. Riecheggia ancora nelle menti di tutti quell’incontro contro Macho Man Randy Savage a Wrestlemania 3, e riecheggia soprattutto l’urlo della folla alla fine di quell’incontro nelle orecchie di suo figlio. Forse è questo, forse è quello, forse è tutto. Sta di fatto che uno dei talenti più futuribili della nuova era, dovette ritirarsi lasciando un piccolo vuoto. Il suo piccolo vuoto.

Oggi qualcuno ritratta, anche se non so perché. Qualcuno afferma che Richiard non avesse il talento necessario per diventare qualcuno. Forse lo dicono perché conoscevano il suo carattere, forse perché ne capiscono di più di me, ma io l’ho visto sul Ring, e non ritratto. Non dico che Richard Jr sarebbe diventato grande quanto papà, ma sono convinto che si sarebbe potuto ritagliare il suo spazio importante in una compagnia come la WWE, o magari, oggi, in altre realtà, o in Giappone, o magari non lo so, la sola cosa che mi sento di dire, è che il talento era evidente, aldilà di tutto, il resto sono chiacchiere.

Direttore di Zona Wrestling. Appassionato di vecchia data, una vita a rincorrere il Pro Wrestling, dal lontano 1990. Studioso della disciplina e della sua storia. Scrive su Zona Wrestling dal 2009, con articoli di ogni genere, storia, Preview, Review, Radio Show, attualità e all'occasione Report e News, dei quali ha fatto incetta nei primi anni su queste pagine. Segue da molti anni Major ed Indy americane e non.