Oh, se si potesse tornare indietro. Se addormentandomi in un sono profondo potessi decidere dove finire e cosa vedere, senza influire, senza cambiare, soltanto per sentire le sensazioni e le emozioni di un’epoca, e del suo cambio. Il mondo e la sua storia sono fatti di questa amalgama di sentimenti, desideri e illusioni, che ogni persona almeno una volta, dal suo letto, immagina. E per me, che sono un fan di Wrestling, il desiderio sarebbe amalgamato con la consapevolezza di poter vedere la nascita dei un movimento. La sua metamorfosi più importante verso la modernità. La sua esplosione.

Vorrei svegliarmi ai piedi di una grande casa, sotto degli scalini che mi invitano ad entrare mentre leggo nella porta il nome del suo proprietario: Sandow! La porta si apre senza che niente e nessuno la tocchi, io salgo gli scalini ed entro. Fra l’odore della polvere e un raggio di luce che raggiunge il fondo del corridoio nel quale cammino, una porta cigola, mossa da una corrente. Aldilà di quella porta, dentro quella stanza, seduto di spalle ad una scrivania c’è il signor Sandow.

Non è solo. Dall’altra parte c’è un altro signore, alto, ben piazzato, sudato e con un asciugamano intorno al collo. Sembra quasi che abbia appena finito di allenarsi.

Dovremmo ascoltare Toots, Billy”.

La frase cade dal soffitto, rompendo il silenzio. La polvere adesso e sospesa nell’aria e si muove silenziosa dentro il raggio di luce che dal corridoio entra nella stanza.

Dovremmo, si”.

La risposta è quasi recitata. L’uomo si tira su, appoggia il suo copro allo schienale della sedia e si gira alla sua sinistra. Anche l’altro lo fa. Entrambi guardano un angolo della stanza per me ancora sconosciuto, nella penombra.

Non ve ne pentirete”.

Dalla penombra arrivano quelle quattro parole a suggellare un patto. Sta nascendo, ed io sono presente nei miei sogni e nella mia amalgama di emozioni corrose dal desiderio e pronte a rinascere come un fiore quando spunta il sole, il gruppo che rivoluzionerà il Professional Wrestling. Che creerà, in effetti, il Professional Wrestling.

Sta nascendo, con Billy Sandow, Ed Lewis e Joseph Mondt, il Gold Dust Trio.

Sono passati pochi anni, ormai, dalla fine della prima guerra mondiale. Gli Stati Uniti si stanno riprendendo, anche grazie a quella guerra, ciò che la guerra civile, dilaniante, gli aveva tolto. La gente, lo vedo nelle strade, fuori da quella casa, ha voglia di vita, di vivere. I loro giovani sono tornati dall’Europa e quella illusione di pace, che ben poco durerà, deve essere condita, scandita, immagazzinata. Il Wrestling è una delle cose che parteciperà a questa illusione.

L’immaginazione mi porta altrove. Non sono più dentro una casa, non più fra le strade del nordest. Sono nel ristorante di un albergo, fra i tavoli di pietra con piedi di metallo e sedie che paiono pesanti soltanto a guardarle. Ci sono sempre loro, e sono sempre insieme. Stavolta tutti sono in abito, con la cravatta e ben profumati. Con loro c’è un giornalista e mentre mi avvicino per riuscire a capire ciò che si dicono, vedo un foglio nel suolo.

12 – 11 – 1926 Trenton, New Jersey.

Sotto quella data e quel luogo, un’intera Card. Nel Main Event, Ed “The Strangler” Lewis vs Joseph “ Toots” Mondt: World Heavyweight Championship.

Sapevo che Ed Lewis fosse stato il primo grande dominatore del Pro Wrestling americano. Nessuno poteva sconfiggerlo, ancora meno, e a quei tempi era più che normale, quando era lui a comandare. Fu il primo a raggiungere i 5 titoli del mondo, anche se, anni dopo, solo quattro gli sono realmente riconosciuti. Joseph Mondt, invece, quell’uomo che era seduto nell’ombra poco prima in quella casa polverosa, era solo il suo Sparring Partner. Billy Sandow, invece, era l’ago della bilancia. Questi tre, adesso, dovevano affrontare la sfida più difficile, ovvero raccontare il loro progetto, e fu a quel giornalista, e senza saperlo anche a me, che spiegarono la loro visione.

Basta circhi, basta carnevali. Saremo una cosa nuova. Una cosa seria, indipendente”.

Parlava Billy Sandow, la voce moderata del gruppo. Forse quella più tradizionalista. Sapeva che bisognava uscire dal guscio ma voleva farlo in maniera più dolce degli altri. Era pur sempre un rischio tirarsi fuori da una bolla che, aldilà di tutto, gli aveva dato da mangiare per anni.

Ci saranno spettacoli con grappler da tutto il paese. Difenderò la mia cintura contro chiunque voglia tentare di battermi, ed oltre a noi anche altri si esibiranno. Sarà uno spettacolo tutto nostro. Tutti saranno spettacoli tutti nostri”.

Anche Ed Lewis disse la sua. La sua visione, da Wrestler qual era, era più basata sull’azione, sul Ring, sulla difese ad oltranza della sua cintura di campione del mondo. Non aveva paura di niente, nel suo personaggio, e a guardarlo da pochi metri di distanza, ho capito che non aveva paura di niente nemmeno nella sua persona.

La cosa più importante, però, è la nostra indipendenza, organizzativa e creativa. Saremo i padroni di un nuovo movimento, abbiamo intenzione di mischiare gli stili. Basta solo grappler. Vogliamo i lottatori di greco romana, vogliamo i pugili, vogliamo qualsiasi forma di lotta. Sarà libero, sarà la lotta ad essere libera. E poi vogliamo colori, vogliamo raccontare ciò che accade da spettacolo a spettacolo. Vogliamo regalare emozioni”.

Toots, il più piccolo e visionario della comitiva, non smise di parlare per 10 minuti. Il giornalista prendeva appunti ed io con lui. La mia testa, ormai in un vortice di cose sapute ma rielaborate, riscritte, stava sprigionando endorfine e assorbendo nozioni importantissime. Joseph Mondt spiegata, fra un sorso di brandy e l’altro, fra un sigaro fra i denti e uno fumato, che quel progetto sarebbe arrivato a farli diventare famosi e importanti in tutti gli Stati Uniti. Nessuno avrebbe lavorato come loro perché nessuno aveva avuto la loro idea. Nel giro di 20 anni, promise, tutto questo sarà l’albero che farà ombra a tutti coloro che vorranno ripararsi dal sole.

Oggi piantiamo un seme, e curandolo giorno dopo giorno, crescerà forte”.

Le parole di Mondt lasciarono a bocca aperta il giornalista, che nemmeno si rese conto della fantastica chiusa di Ed Lewis:

Anche se mai forte come il vostro campione del mondo dei pesi massimi”.

Sollevò il braccio, tirò la manica e fece vedere il bicipite.

Il Goldust Trio si dividerà nel 1928, per una disputa interna che divise Billy Sandow ed Ed Lewis. Il primo continuò ad allenare e a portare la sua esperienza e la sua conoscenza a decine di Wrestler. Lewis invece divenne un Manager dopo il suo ritiro dalla lotta. Il suo più importante uomo sarà Lou Thesz, colui che supererà il suo record di 5 titoli del mondo e arriverà a 6.

Joseph Mondt, invece.. A Joseph Mondt mi sono legato. Il suo fare rivoluzionario, indipendentista, mi ha fatto affezionare e l’ho seguito, nel corso degli anni, per cercare di capire se poi, alla fine, ciò che si dice di lui e ciò che promise e progettò, andò bene. Quell’albero oggi è sopra le nostre teste, è innegabile, ma è davvero merito suo?

Ciò che ho visto seguendolo nel corso della sua vita, mentre le sedie erano sempre più leggere e i tavolini sempre meno di pietra e più di legno, è che nel 1948 è nato qualcosa chiamato National Wrestling Alliance. Attorno a quel grande albero ne sono nati degli altri. Sempre più stili, sempre più colori, sempre più protagonisti. L’ho visto seduto decine di volte nella penombra di stanze sempre diverse, con persone sempre nuove. L’ho visto fare affari con Jesse McMahon. L’ho visto allevare ed addestrare suo figlio Vincent. Ho visto tutto questo fino al 1963.

E adesso, si ricomincia da capo..”

Toots guardava negli occhi Vince McMahon Sr il giorno nel quale nacque la World Wide Wrestling Federation. Si sentiva protagonista di quel progetto ma sentiva anche che adesso era arrivato il momento di passare la mano. L’ultimo consiglio, mentre negli uffici che contavano era nata una disputa sul perché Buddy Rogers non difendesse, perdesse o cedesse quella cintura di campione del mondo, fu quello che, seguito da Vince Sr, permetterà alla WWWF di andare avanti un sacco di tempo e diventare la più grande compagnia della storia:

Possiamo farlo con le buone o con le cattive. Dobbiamo togliere il titolo a Rogers, e per farlo ho il ragazzo giusto. Uno che con le cattive ci sa fare.. e parecchio. Si chiama Bruno”.

Finisce probabilmente qui la leggenda del Goldust Trio. Il mio viaggio è stato non solo affascinante, ma soprattutto ricco. Mi ha fatto respirare un’aria che non conoscevo, scoprire dettagli che sfuggono. Mi ha fatto capire quanto le sottigliezze, durante la vita di una persona, possano cambiarla e possano cambiare il corso della storia. Scrivo qua, sogno qua, vedo e respiro qua, mentre godo e vivo di Wrestling, grazie anche e soprattutto a Billy Sandow, Ed Lewis e Joseph Mondt.

Grazie al Gold Dust Trio!

Aiutaci a portarti più wrestling

Bastano 5 secondi: scegli Zona Wrestling come fonte preferita su Google e seguici su Google News.

Scegli Zona Wrestling come fonte preferita Apre le preferenze Google · 1 click
Seguici su Google News Apre Google News in una nuova scheda

Gratis · Nessuna registrazione · Puoi annullare quando vuoi

GiovY2JPitz
Direttore di Zona Wrestling. Appassionato di vecchia data, una vita a rincorrere il Pro Wrestling, dal lontano 1990. Studioso della disciplina e della sua storia. Scrive su Zona Wrestling dal 2009, con articoli di ogni genere, storia, Preview, Review, Radio Show, attualità e all'occasione Report e News, dei quali ha fatto incetta nei primi anni su queste pagine. Segue da molti anni Major ed Indy americane e non.