Nascere non basta. È per rinascere che siamo nati, ogni giorno”. È con questa stupenda citazione che Pablo Neruda ci espone uno dei principali concetti da assimilare nelle nostre vite. Ognuno di noi rinasce ogni giorno e vede in se stesso dei cambiamenti o sconvolgimenti belli o brutti che siano, perché la vita è questa e forse non lo accetteremo mai. Nel mondo del business le cose funzionano di pari passo, solo che è più semplice affrontare un cambiamento o una notizia tragica quando non tocca noi stessi o, peggio, quando viene vista esclusivamente in televisione.

Ad Impact Wrestling un cambiamento c’è stato, a dire il vero più di uno. Il primo è il cambio di rotta della compagnia che, di settimana in settimana, ha ridato vita a se stessa riconsegnando ai fan un prodotto fresco e, in qualche modo, alternativo alle solite manfrine della WWE o al sempre più povero roster ROH. L’altro grande cambiamento è quello che ha subito l’ex Impact World Champion e Tag Team Champion nonché ex membro dei Wolves, Eddie Edwards. Sì perché, a dirla tutta, grazie a Sami Callihan, abbiamo assistito ad un evoluzione vera e propria di Eddie, una rinascita che, finora, lo sta solo aiutando ad esplodere a tutti gli effetti.

Da quando il bostoniano lotta in singolo (2016, ndr) raramente ha fatto valere il suo personaggio al di fuori delle prestazioni in ring. Mi viene da pensare al suo regno X-Division, buono grazie al lavoro svolto da Mike Bennett e Bobby Lashley, personaggi che funzionavano; oppure al suo regno di campione del mondo, un lavoro sufficiente, ma che ha funzionato davvero solo quando il titolo è tornato nelle mani di “The Destroyer”. Insomma, ad Edwards è sempre mancato qualcosa, ma Callihan (A lui dobbiamo davvero tutto) ha smosso tutto, ha fatto scattare la scintilla che serviva e ora abbiamo un personaggio hardcore, psicopatico e aggressivo come solo Tommy Dreamer e Raven hanno saputo essere negli anni d’oro della ECW.

D’altronde oggi Eddie Edwards è definito il “New Innovator of Violance” e in tutta onestà ne siamo felici tutti, perché finalmente, dopo anni, Impact Wrestling è tornata ad investire su tutti i personaggi del proprio roster dando loro una continuity vera e coerente. Oggi Edwards torna a lottare nel main event dopo un ottimale feud con Callihan (Per me il feud dell’anno tra tutte le compagnie esistenti al momento) incentivato da un errore di percorso (il colpo di “The DRAW” con la mazza da baseball nell’occhio di Edwards ndr) seguito da un altra buonissima rivalità con Tommy Dreamer che, a differenza dei più scettici, ha incentivato e perfezionato la psicologia del nuovo Edwards.

Eddie è un signor atleta e se in Giappone hanno potuto ammirare le sue prestazioni come campione della Pro Wrestling NOAH, oggi ce lo godiamo nelle vesti di un pazzo armato di kendo stick pronto a massacrare la preda prefissata solo per esaudire i suoi scopi che tanto lo mettono a suo agio. Gran parte del lavoro su di lui è anche merito di gente come Dreamer, c’è così tanto lavoro in quel di Impact che delle volte ci si dimentica di nominare gli artefici di certi successi e, purtroppo, di ricordare solo gli errori di percorso.

Fino a meno di un anno fa non mi sarei mai aspettato un scenario simile e probabilmente non ci avrei creduto neanche se mi avessero consegnato fior di soldi tra le mani. È sempre stato Davey Richards la punta di diamante dei Wolves e la cosa si notò già nel 2017 nel feud tra i due ex fratelli. Edwards, come già detto, ha sempre peccato nella strumentalizzazione completa del suo character, ma oggi non è più cosi e allora, indipendentemente da se o quando Eddie tornerà a sollevare un titolo del mondo, godiamocelo così perché vederlo con queste nuove vesti fa davvero bene a tutti.

Concludo ponendovi un quesito che spero trovi risposte condite da ragionamenti validi nei vostri commenti. Quale sarà il futuro di Eddie Edwards ad Impact?

Se posso darvi la mia risposta, spero di vederlo ancora proiettato nel midcarding e magari disponibile a lavorare con i giovani che hanno bisogno di creare una propria impronta ad Impact. L’attuale giro che sta compiendo nel main event gli sarà sicuramente d’aiuto per incementare la forza del suo personaggio, da li sarà tutta esperienza da servire alle nuove leve concedendoci sempre e comunque match d’alto calibro.

Da F*** The Revival è tutto, spero di incontrarvi ancora una volta sempre qui su Zona Wrestling!

Ciò che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla.” – Lao Tzu

Corey
Dal 2006 redattore di Zona Wrestling e autore di rubriche come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Studioso del wrestling in tutte le sue sfaccettature, col tempo ha voluto perdere la definizione di "Marco Travaglio del wrestling web".