The Undertaker ha tracciato una linea molto chiara quando si parla di creatività in WWE: non è favorevole all’idea che siano i fan a decidere tutto. Durante un intervento a Nightcap, ha spiegato come funzionano davvero le storyline dietro le quinte e perché lasciare che le reazioni del pubblico guidino completamente la direzione può rivelarsi un errore.
Secondo lui, il punto chiave è trovare un equilibrio, perché quando questo viene meno, anche le idee migliori possono crollare rapidamente.
Alla domanda su quanto dovrebbe durare una storyline, Undertaker ha subito chiarito che non esiste una struttura o una durata “perfetta” valida per ogni caso. Ha poi approfondito spiegando che molte idee creative nascono benissimo sulla carta, soprattutto quando si costruiscono match importanti come quelli di WrestleMania. Ma questo non garantisce che funzioneranno davvero una volta presentate al pubblico:
“Puoi avere un’idea geniale in testa—tipo ‘voglio vedere il wrestler A contro il wrestler B’—e pensi che sarà incredibile. E magari immagini anche di portare questo match fino a WrestleMania”.
Il problema, ha spiegato, è che quando queste idee diventano realtà, la reazione del pubblico può cambiare completamente le carte in tavola. Ha paragonato il tutto a uno schema sportivo: perfetto in teoria, ma inefficace se non funziona nella pratica: “Poi lo metti in scena e a volte non è così bello come pensavi. È come una chiamata di gioco: in allenamento funziona, no? Ma se il pubblico non entra in sintonia, è come… ‘pisciare controvento’—non ottieni niente”.
Undertaker e il valore dell’attesa: Perché i fan non devono avere tutto subito
Quando gli è stato chiesto se la WWE dovrebbe adattare le storyline in base alle reazioni dei fan, Undertaker ha ribadito ancora una volta il concetto di equilibrio. I fan contano, ma non hanno sempre il quadro completo delle storie a lungo termine, e l’impazienza può rovinarne lo sviluppo:
“Ci sono tante cose dietro. Il pubblico non conosce il quadro generale. E a volte le persone sono impazienti—non vogliono aspettare. Ma questo fa parte della narrazione”.
Ha poi sottolineato quanto sia importante il ritmo: costruire momenti che tengano il pubblico coinvolto nel tempo, invece di affrettare tutto per soddisfare reazioni immediate. Ha anche ricordato come, durante le Monday Night Wars, l’attesa fosse una parte fondamentale dell’esperienza: “All’epoca chiudevamo con un cliffhanger e dovevi aspettare. Non potevi andare su YouTube—dovevi aspettare il lunedì dopo per sapere cosa sarebbe successo”.
In conclusione, il suo punto è chiaro: il feedback dei fan è importante, ma non può dominare completamente il processo creativo. Se succede, si perde la direzione: “Devi avere una buona idea creativa, e deve funzionare con il pubblico fino a un certo punto. Devi ascoltare—ma non puoi lasciare che detti tutto. Se succede, perdi il focus”.
In sintesi: anche una leggenda come Undertaker ammette che non esiste una formula magica per il successo nelle storyline WWE. Se funziona, funziona. Se non funziona, nessuna pianificazione può salvarla e inseguire ogni reazione dei fan potrebbe persino peggiorare le cose.








