Nuovo passo dentro la Immortal Era di Hulk Hogan e Eric Bischoff che a poco a poco svuoteranno la TNA di significato, pur non mancando di qualche buona invettiva. Però ormai gli ascolti sono scesi, l’hype del primo anno è scemato. Vediamo cosa è accaduto nei tre anni successivi:

2011
Si inizia subito in Giappone con Jeff Hardy che difende il titolo TNA dall’assalto di Tetsuya Naito, gli Immortals vogliono il potere assoluto mentre la Fortune vuole trasformarsi in una certezza vera e propia. Arriviamo a Genesis ed inaspettatamente Mr. Anderson riesce nell’impossibile, vincere il titolo TNA contro Jeff Hardy dopo ben due match e vari interventi che lo hanno letteralmente sfinito. Ad Against All Odds vi è la rivincita di Jeff con ennesima conferma degli Immortals che nel frattempo si sono allargati ingaggiando anche Matt Hardy. Sting rinnova con la TNA, torna ad Impact, vince il titolo ed arriviamo quindi alla prima difesa titolata, il match che per molti è definito l’inizio della fine della TNA, il main event di Victory Road 2011. Jeff Hardy giunge sul ring ubriaco, condizioni pessime che non gli permettevano neanche di camminare in modo decente. Hardy farà una figuraccia, ma con lui a vergognarsi è una compagnia intera che sarà costretta a rimborsare parte dei soldi agli spettatori e regalare a quest’ultimi alcuni mesi di accesso gratuito al servizio Video Vault (Il primo vero network di wrestling online che precedette anche la WWE).

Il 2011 proseguì nel caos generale, una confusione tale da rendere anche molti PPV non molto piacevoli. Fasi salienti dell’annata: feud tra Kurt Angle e Jeff Jarrett che portò in scena buona parte dei problemi della loro vita privata; il ritorno di Chyna sul ring; il turn della Fortune su Ric Flair e gli Immortals; Kurt Angle nuovo membro degli Immortals; James Storm nuovo campione TNA; il turn di Bobby Roode ai danni di James Storm. Proprio su quest’ultimo punto avviene forse la vera svolta che porterà sicuramente ad una annata più rosea. Dopo il 2010 che fu più un anno di “studio” da parte di Hogan e Bischoff e dopo un 2011 davvero pessimo, arriviamo al 2012 con un nuovo campione del mondo TNA, “The It Factor” Bobby Roode.

2012
Probabilmente il miglior anno della compagnia sotto il governo Hogan-Bischoff, l’anno della definitiva consacrazione di Roode, dell’esplosione di Austin Aries che fino all’anno prima era solo un grande x-divisioner, il ridimensionamento di AJ Styles che però riesce ad ottenere sempre grande attenzione nel mid-carding, il ritorno di Jeff Hardy, Sting come primo Hall of Famer della compagnia, il ritorno al dominio di Gail Kim, il debutto degli Aces and Eights e la bellissima rivalità tra James Storm e Bobby Roode. Quest’annata e questo feud sono realmente l’apice del lavoro di Hogan e compagnia bella, un lavoro che però viene rovinato dalla mancanza di poter chiudere il tutto in bellezza.

Il 2012 ci regalò ottimi PPV con match favolosi, motli dei quali papabili come match dell’anno e citabili sugli migliori testate, in più sulla wrestling observer newsletter di Dave Meltzer, gli episodi di Impact Wrestling di quell’annata vennero votati come show dell’anno, insomma, un ulteriore conferma di quanto detto. Storm vince la sua faida, Sting concede a Roode la possibilità di divenire grande e continua la costruzione di un altro futuro main eventer, Bully Ray. Sempre più spesso l’ex membro del Team 3D viene incentrato in vicende importanti ed Hogan sembra prendere seriamente a cuore il ragazzo tanto da coinvolgerlo anche nella faida con i debuttanti Aces and Eights, una stable che fino ai primi mesi in cui apparve, regalò un alta dose di hype agli spettatori. Situazione che andò scemando quando ogni membro venne smascherato e, stupidamente, perse contro il rivale face di turno. Come puoi rendere pericolosa una stable heel se ad ogni incontro la fai perdere?

Ma nonostante questo il 2012 rimane un grande anno per la Total NonStop Action Wrestling. Seriamente difficile votare il PPV dell’anno, ma per questione di cuore scelgo Destination X 2012 che vide Austin Aries sconfiggere Bobby Roode e laurearsi nuovo campione TNA grazie alla creazione della “Option C” ovvero la possibilità di sacrificare il titolo X-Division per ottenere un match per il titolo massimo solo per Destination X, ed AJ Styles vs Christopher Daniels in un Last Man Standing match.

2013
Dopo un anno sufficiente, uno pessimo ed uno molto buono, arriviamo al 2013, anno che quindi deve fornirci conferme. Così purtroppo non fu, successivamente a Lockdown, PPV in cui Bully Ray venne scoperto come leader degli Aces and Eight laureandosi nuovo campione del mondo TNA ai danni di Jeff Hardy che aveva conquistato il titolo contro Aries a BFG’12; la situazione andò scemando ed anche il ritorno della Main Event Mafia (Ben lontana dalla prima e originale) servì a poco sia ai fini degli ascolti che dell’attenzione generale.

Un pizzico di pepe venne portato in scena grazie ad AJ Styles con un look completamente rinnovato e più “lupo solitario” con tanta sete di rivincita dopo aver passato gli ultimi due anni in leggera ombra. Il 2013 però ci regalo anche alcune perle come il maine vent di Genesis 2013 e la nascita dei Dirty Heels (Bobby Roode e Austin Aries), così come il team di James Storm e Gunner che daranno poi vita ad un feud molto bello con match altrettanto deliziosi. A Destination X sarà Chris Sabin ad incassare la sua “Option C” ed a riuscire nella conquista del titolo, cintura che però perse ad Hardcore Justice sempre per mano di Bully Ray. Peccato che Sabin oltre che perdere il titolo in meno di venti giorni, si ritrovò ad essere impeigato in un feud ridicolo che lo fide fronteggiare Velvet Sky. Questa situazione portò Sabin ad essere deluso della compagnia tanto che una volta scaduto il suo contratto lasciò baracca e burattini in via definitiva.

Dopo la vittoria del “Phenomenl One” AJ Styles a Bound For Glory, a Final Resolution la “Dixieland” divenne realtà con Magnus come nuovo campione della compagnia nonostante anche AJ Styles era in possesso della cintura in quella che fu una storyline ripresa da quella che vide CM Punk come protagonista in WWE nel 2011. E mentre l’inglese vedeva il suo push come una realtà evidente, tutta la sporcizia sotterrata stava tornando in superficie e con essa parecchi problemi per la compagnia.

I PPV sparirono, i PPV TNA subirono importanti modifiche, la federazione decise di mandare in onda una nuova serie di eventi, i PPV One Night Only che venivano registrati durante i tapings TV (come accade oggi ndr). Serviva mantenere vivo il contratto con Spike TV che esigeva due milioni di ascolti a settimana (situazione sfiorata ma mai raggiunta a parte il 4 gennaio 2010) e per farlo servivano puntate speciale ed ecco quindi che i PPV erano divenuti episodi speciali di Impact, ma della durata di due ore al posto di tre. La strada era percorribile, l’idea condivisibile, ma non erano solo questi i problemi, sempre meno gente presenziava nelle arene, il prodotto diveniva sempre più ascadente di settimana in settimana e dopo il record di vendite e presenze per Lockdown (7.200 fan presenti nel palazzetto ndr) si era arrivati a metà arena vuota per Bound For Glory.

Nei mesi successivi molti atleti lasceranno la compagnia, ad ottobre 2013 Hulk Hogan fu il primo ad abbandonare la nave, seguiranno AJ Styles, Sting, Chris Sabin e tanti altri. Fu l’inizio della fine, un’altra era si era chiusa, un era che avrebbe dovuto realizzare parecchi sogni rendendo la TNA se non la numero uno al mondo, una numero due difficilmente raggiungibile da altre future concorrenti, ma così non fu. La TNA toccò il fondo pressata anche dai debiti nati dalle folli spese di Hogan-Bischoff ed ora Dixie Carter ha il compito di riportare la nave a galla.

Nel prossimo numero troverete la gestione di Dixie Carter prima in singolo e poi con il fondamentale aiuto di Billy Corgan, il tutto prima dell’avvento del gruppo Anthem Sports & Entertainment.

A cura di F**kTheRevival

Corey
Dal 2006 redattore di Zona Wrestling e autore di rubriche come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Studioso del wrestling in tutte le sue sfaccettature, col tempo ha voluto perdere la definizione di "Marco Travaglio del wrestling web".