Per ogni passo fatto in avanti, ce n’è sempre uno fatto indietro e tutto questo porta la compagnia a servire verso i propri fan un prodotto senza infamia e senza lode, un qualcosa di sufficiente sì, ma una sufficienza che fa arrabbiare conoscendo la portata e le capacità del “servizio”.
Andiamo con ordine, TNA Rebellion 2026 si apre con il match valevole per il titolo X-Division e in questa precisa circostanza Leon Slater e Trey Miguel hanno tirato fuori un vero capolavoro. Un match da 9 pieno in pagella per la grande qualità offerta.
Nel momento in cui uno show si apre così, tieni conto di un asticella volutamente alzata e ti aspetti di conseguenza tante altre perle… a seguire però c’è Kaz vs ELIJAH dal quale devo prima capire il perché si sia trasformato in un No DQ match. Prodotto sufficiente, ma nulla di eccezionale o memorabiel nel suo complesso.
Terza contesa, si torna dritti al sodo con Special Agent 0 vs Moose e qui l’asticella si alza nuovamente, perché i due hanno sfoderato una prova molto, molto convincente.
Si sfiora il concetto di Strong Style nel momento in cui i colpi sferrati da una parte e dall’altra subentrano ad un livello di intensità superiore.
Fatale per Moose è l’infortunio di Alisha, una distrazione molto importante per ciò che vedremo più avanti nello show. Convincente nel vero senso del termine.
La quarta contesa è divertimento puro. Seppur il pubblico sia stato diviso, o per meglio dire, partecipe a tratti, l’Elegance Brand e il team composto da Mickie James, Taryn Terrell e ODB hanno svolto un buon lavoro e le fasi finali con tutta la questione inerente i cetriolini, mi ha fatto scompisciare.
Ho apprezzato? Si, così come ho gioito nell’annuncio seguente al match, l’introduzione di ODB nella Hall of Fame della compagnia a ottobre, per Bound For Glory.
Segue l’incontro valido per il Knockouts World Title e qui il livello si abbassa perché anche i fan percepiscono gli errori fatti negli ultimi mesi con quella cintura, il pubblico vede Arianna come non meritevole della cintura – e giustamente – motivo per il quale non rigetta solo lei, bensì non sopporta ogni istante in cui lei è sul ring.
Difficile dar loro torto considerando la grande capacità di lottare in slow motion nel 2026… credevo fosse terminato tutto ciò nei primi anni 2000 con Kevin Nash e invece…
All’interno di una piena insufficienza, vi è comunque una nota positiva a margine, il turn di Xia Brookside. Previsto? Si, la gelosia fa pur sempre brutti scherzi, ma a differenza di altre circostanze ho gradito il turn, il quale spero possa dare nuova linfa a Xia.
Dopo la brutta parentesi chiamata Stacks, un errore di percorso – o dazio da pagare nei confronti della WWE – il titolo International continua a regalarci campioni di un certo calibro con regni interessanti.
Siamo partiti con Steve Maclin, Frankie Kazarian, ancora Maclin, Stacks – ma tranquilli, lui non conta – poi Trey Miguel capace di riportare la cintura ai fasti che merita e oggi Mustafa Ali.
Un livello di lottato decisamente alto e confermato anche da questa contesa. Peccato però per un finale sporco, il quinto su sei match finora andati in scena, un po’ troppi per un PLE e ahimè, non finirà qui.
Il match valido per i titoli di coppia maschili arriva dopo il Tables di giovedì scorso, gli Hardys vanno a rilento e per questo forse va fatto un plauso al booking team capace di dare coerenza pur avendo un lottato senza alcuna richiesta di troppo.
I quattro protagonisti meritano la sufficienza perché, vuoi o non vuoi, hanno retto il gioco dell’intrattenimento e nonostante tutto, il pubblico si è lasciato trasportare come solo gli Hardys riescono a fare nella loro quasi trentennale carriera.
Altro finale sporco? Indirettamente sì, ma logico e valido per avere dei nuovi campioni nel roster.
Il main event è la chiusura dello show e il match di cui ogni fan di wrestling ricorda e ricorderà sempre in merito ad un evento specifico. Tale regola non sceitta e spesso dettata da Vince McMahon, è e sarà sempre realtà.
Ebbene, all’interno di questo match – anche qui con del buonissimo lottato – vi è un sacrosanto errore che macchia perennemente il tutto.
Dopo la spear di Moose, Alisha avrebbe dovuto spostare l’arbitro impedendo a Mike Santana il conto di tre… la moglie di Eddie (che nel frattempo ha rivelato i suoi veri “colori”) ha sbagliato il timing e quindi non ha adempiuto al suo dovere, portando l’arbitro quasi a rotolare su se stessa senza essere minimamente toccata, pur di procedere con lo script prestabilito.
E’ un errore gravissimo. Lo è stato in WWE nel match tra Seth Rollins e Damien Priest di oltre un anno fa e valevole per il World Heavyweight Title, lo è oggi con questa circostanza.
Ciò che fa innervosire ogni fan della TNA, riguarda proprio la circostanza in cui tali errori si susseguono.
Il secondo regno da World Champion di Mike Santana inizia con un piccolo errore di comunicazione con Frankie Kazarian nel finale della contesa (debutto di iMPACT su AMC Networks!), la difesa contro Steve Maclin viene interrotta per infortunio prematuro di Steve durante il main event di Sacrifice e ora questo. In tutte le occasioni in cui era opportuno evitare errori, eccoli serviti dietro l’angolo… e ok, giustifichiamo senza dubbio alcuno la parte con Maclin, un infortunio è imprevedibile e può capitare, ma le altre due circostanze sono qualcosa di irreparabile e se nel primo caso è solo una piccola sbavatura all’interno di un ottima contesa, qui è un errore gigante in una buona contesa, ciò non fa quindi che abbassarne notevolmente il voto ad una semplice sufficienza. Perché? Perché in una major nordamericana, che sia WWE, TNA o AEW, tali errori non sono ammissibili, punto.
E quindi nel complesso?
Nonostante alcune imprevedibilità del momento, Genesis 2026 dello scorso gennaio è stato un ottimo PLE procedendo sulla falsa riga dell’anno precedente.
Questa edizione di Rebellion invece, è a tratti superiore a quella dello scorso anno, ma con troppi finali sporchi, i quali mi portano a dover dare ragione a Dave Meltzer che ha smosso le mie stesse critiche. Questo Rebellion rappresenta un pacchetto di poco sopra la sufficienza e anche qui, per una federazione major la quale propone 4 main show l’anno a pagamento, è troppo poco.
Seppur le storie hanno e avranno un buon seguito dopo quanto visto, seppur ci sia stata la graditissima sorpresa chiamata Abyss, seppur il lottato sia stato alto in alcuni tratti, gli errori commessi sono molteplici e da questo evento ciò che mi porterò tra i momenti memorabili sarà solo l’opener.








