Tony Khan ha aperto alla possibilità di allargare Forbidden Door ad altre federazioni in futuro. Parlando ai microfoni dell’emittente 107.7 The Bone, il numero uno della AEW ha spiegato di vedere negli atleti provenienti dall’esterno uno dei punti di forza della compagnia, pur riconoscendo le difficoltà organizzative che un evento del genere comporta.
Tony Khan e l’idea di un Forbidden Door sempre più internazionale
Interrogato proprio sulla possibilità di coinvolgere nuove compagnie nell’evento, Khan non ha chiuso la porta. Anzi, ha ribadito che la AEW guarda costantemente al panorama mondiale e considera l’apporto esterno una risorsa preziosa.
“In questo momento è innegabile: nel mondo c’è tantissimo ottimo wrestling. E con la AEW stiamo cercando di abbracciarlo.”
Non si tratta solo di parole. Khan ha sottolineato che la AEW collabora con diverse realtà a livello globale, non solo per scovare nuovi wrestler ma anche per costruire rapporti con le altre compagnie.
“Collaboriamo con tante compagnie, stringiamo partnership con altre realtà del wrestling in giro per il mondo. Cerchiamo di scovare nuovi wrestler, ma anche di farli crescere e di sviluppare le compagnie stesse, e in questo momento stiamo lavorando con diverse federazioni.”
CMLL e STARDOM, i partner che hanno già allargato l’evento
Forbidden Door ha già superato da tempo il semplice incrocio tra AEW e NJPW. Khan ha ricordato che anche il CMLL e la STARDOM sono ormai parte dell’evento, garantendo alla compagnia l’accesso ad alcuni dei migliori atleti di Messico e Giappone.
“Come dicevi, abbiamo aggiunto altri partecipanti a Forbidden Door: grandi wrestler dal Messico con il CMLL, che per noi è un partner straordinario, e la STARDOM, con alcune delle migliori atlete del Giappone che vengono a combattere qui per la AEW.”
I visti e gli accordi: le difficoltà dietro le quinte
Quell’espansione, però, ha un prezzo in termini di organizzazione. In una precedente intervista a Q93 Alexandria, Khan aveva ammesso che l’evento porta con sé non pochi grattacapi: la logistica internazionale, i visti di lavoro e la necessità di trovare un’intesa con promoter che possono avere idee diverse su come impiegare le proprie star. Proprio l’ottenimento dei visti, ha spiegato, è una delle sfide più grandi quando si tratta di portare wrestler dall’estero.
“È un’ottima domanda. C’è tantissima organizzazione da gestire e poi, ovviamente, bisogna ottenere i visti. A volte ti trovi davanti a un grande wrestler internazionale che non ha il visto di lavoro, e vorresti riuscire comunque a portarlo qui.”
Khan ha poi riconosciuto che il booking incrociato significa fare i conti con altre compagnie e bilanciare le priorità di tutti.
“E poi devi metterti d’accordo con gli altri promoter per valorizzare le star che loro vogliono mettere in mostra, e magari hai idee diverse rispetto ai tuoi interlocutori nelle altre compagnie.”
La porta resta aperta per il futuro
Nonostante le complicazioni, Khan non sembra affatto spaventato dall’idea di allargare ulteriormente il progetto. Il Presidente della AEW si è detto entusiasta per l’appuntamento di questo fine settimana e ha lasciato intendere che altri wrestler e altre federazioni potrebbero unirsi al cast negli anni a venire.
“Siamo davvero entusiasti dell’evento di questo fine settimana ma, come dicevi, ci sono tante grandi federazioni di wrestling e in futuro, sì, potremmo pensare di aggiungere altri wrestler e altre compagnie che mandino i loro atleti a questo evento. Del resto molti dei nostri show ospitano wrestler esterni che arrivano da ogni parte del mondo. È uno dei veri punti di forza della AEW.”








