“Ce ne siamo andati dalla AEW perché il progetto si stava allontanando dalle idee originarie. Non è più quello che speravamo”. Così Brandi Rhodes, in una intervista, aveva motivato il suo addio e quello del marito Cody Rhodes alla compagnia che avevano contribuito a fondare. Era solo uno dei motivi, ma tanto bastò per scatenare le critiche nei confronti di Tony Khan, Kenny Omega e degli Young Bucks. In particolare perché quelle parole arrivarono subito dopo il trambusto che portò all’addio di CM Punk, le liti, la crisi. In pratica ebbe gioco facile ad entrare a piedi uniti su una azienda che attraversava la tempesta.

Ma qual era questo progetto originario?

Cody non aveva mai nascosto la volontà di ripristinare un vecchio progetto del padre Dusty. Ovvero quello di prendere la NWA e renderla un caposaldo al fianco del quale avrebbero gravitato tutta una serie di compagnie interessate a collaborare. Insomma, un ritorno dei territori ma su scala globale e non solo nazionale, dove il progetto aveva perso ragione d’essere. Il periodo da NWA Champion radicalizzò tantissimo il pensiero del piccolo dei Rhodes, a tal punto che il primo All In (2018) prende piede con la complicità di diverse realtà, sia indy che major o semi-major (TNA, NJPW, ROH, NWA), proprio con l’idea di unire tutto ciò che non faceva parte della galassia WWE. Si può dire a tutti gli effetti che quello fu il primo vero ppv in stile “Forbidden Door” della storia recente del wrestling.

Poi qualcosa si è perso nel tempo. C’è stata una pandemia di mezzo, sono cambiati i piani, si sono create dinamiche del tutto nuove. Pensate solo alla quantità enorme di promotion americane e inglesi che hanno chiuso nel frattempo, a quanto si sono ridimensionate diverse realtà (NJPW e NWA in particolare), e di come anche la WWE sia entrata nel mercato con l’intenzione di guidarlo. A parte una piccola e poco convinta collaborazione con la TNA e l’acquisizione della ROH nel 2022, la AEW non ha poi avanzato nulla di particolare.

Nel mentre qualcosa stava evidentemente germogliando. Messa in un angolo, la AEW ha reagito aprendosi seriamente. Anche attirandosi qualche critica, ma intanto mettendo il cappello un po’ ovunque nel mondo. Tony Khan ha creato una galassia che va di anno in anno irrobustendosi. Alle originarie DDT e RevPro, si sono aggiunte la Defy, la TJPW e la NJPW (e di conseguenza la Stardom). Poi è stata la volta della CMLL con risultati enormi. Collaborazioni in corso – anche se meno evidenti – anche con la MLW, mentre con la Eve è cosa abbastanza recente grazie ai buoni uffici di Will Ospreay.

Dentro questa galassia ci sono 4 paesi: Usa, Gran Bretagna, Giappone e Messico.

Global Wars ha lanciato il quinto paese. L’annuncio dell’accordo televisivo della MLP Wrestling poteva apparire strano alle origini: la metà degli atleti utilizzati proviene dalla AEW, dalla ROH e dalla TNA. In realtà presentarsi insieme a Tony Khan ha sancito come Scott D’Amore sia entrato nell’orbita, garantendosi i wrestler di cui sopra senza dare problemi alla All Elite. La pratica del doppio contratto è una modalità intelligente per ingolosire gli atleti e ritenere questa galassia come l’alternativa economica alla WWE. Chiunque esca da Stamford sa benissimo che può trovare un approdo conveniente, sia in termini di stipendio che in termini di nuove sfide, nuove opportunità.

Nella pratica, Tony Khan sta esaudendo il sogno di Cody. Forse in una condizione anche migliore rispetto a quanto si aspettassero entrambi alle origini. Non stupiscono pertanto le parole al miele dell’American Nightmare rivolte all’ex capo nel corso delle ultime interviste. Sono l’attestazione di come il buon lavoro venga apprezzato e riconosciuto. E chissà che questo progetto non continui ad espandersi: Europa e Australia attendono di scoprire cosa la AEW ha in serbo per loro.

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Corey
Giornalista ed esperto di comunicazione, dal dicembre del 2007 è coordinatore e redattore di Zona Wrestling. Autore di rubriche di successo come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Il primo giornalista in Italia ad aver parlato diffusamente di TNA ed AEW su un sito italiano di wrestling, e ad aver creato un podcast dedicato alla AEW e alla WWE.