Il meglio di Raw contro il meglio di Smackdown. Sfide incrociate per la supremazia territoriale, una questione di numeri che portato gli esponenti principali di ogni categoria ad affrontarsi sul ring. Survivor Series ha puntato sulla storia attuale e dell’ultimo periodo, facendo affidamento sui protagonisti che hanno dominato le rispettive categorie in questo anno, e sullo scontro epico tra le due fazioni #1. Andiamo quindi a scoprire la TOP 5 in cui lo scarto è stato davvero minimo, eccezzione fatta per l’incontro ch si è aggiudicato il primo posto.

 

5. THE USOS vs CESARO & SHEAMUS

Scelta doverosa quella di presentare i suddetti tag team in rappresentanza dei rispettivi roster in quanto a parte breve intoppi nei loro regni titolati, i fratelli Uso e il duo formato da Cesaro & Sheamus, sono gli assoluti protagonisti nella propria categoria. I numeri parlano chiaro e nel 2017 sono sempre stati in prima linea conquistato più volte le cinture. Nel corso di quest’anno ci siamo ritrovati più volte, e giustamente, ad esaltare le loro prestazioni che anche in questa occasione hanno ripetuto dimostrandosi all’altezza della situazione. In effetti non c’è poi così tanto da dire in quanto ciò che i nostri occhi hanno potuto vedere, è l’unione di quello che hanno costantemente esibito per mesi e mesi. Uno spettacolo che ha annullato quella sorta di gelo iniziale dato da una mancanza di wrestler da tifare, come dimostrano i cori che sono andati a crescere di minuto in minuto accompagnando le superstar. Fase finale esaltante grazie allo stile inconfondibile dei fratelli Uso, capaci di alzare in un istante il ritmo della contesa collezionando spot in stereo mode. Probabilmente ci troviamo di fronte ad uno dei tag team migliori dell’ultimo periodo, dove impegnarsi per trovare un difetto è a dir poco tempo sprecato. La formula delle Survivor Series è andata sicuramente a premiare quello che riguarda il panorama dei tag team, e Cesaro & Sheamus hanno in più occasioni risposto con quelle doti che li hanno portati ad affermarsi nel roster di RAW.

 

4. ALEXA BLISS vs CHARLOTTE

Se la mancanza di una storyline adeguata ha portato ad una rivalità quasi inesistente, il cambio di titolo per colei che sarebbe andata a rappresentare Smackdown ha decisamente cambiato la prospettiva del match per eccellenza della women’s division. Contrapporre Charlotte ad Alexa Bliss è lo scenario migliore possibile in quanto sono le uniche ragazze che si sono laureate campionesse di entrambi gli show, e i numeri sono dalla loro parte. Da Wrestlemania 32 in poi, la Flair e la Bliss sono attualmente in prima ed in seconda posizione nella classifica della longevità dei title reign. Ognuna con una storia diversa ma entrambe talentuose, come constatato in quei quindici minuti, peraltro ben spesi. Nonostante Alexa sia fisicamente esile, non lo da a vedere. Sul ring, di fronte a Charlotte che con il fisico è geneticamente predisposta per questo mestiere, non è apparsa “debole” ai nostri occhi. Una volta che il match ha inizio, il talento e il carisma prendono il sopravvento. Presentare l’incontro in una situazione di pareggio tra i due roster ha dato un maggiore peso, e per la qualità espressa ci possiamo ritenere soddisfatti. L’equilibrio e l’andamento generale di quanto è accaduto all’interno del ring, hanno ampiamente giustificato il perché Alexa e Charlotte siano ad oggi le massime figure esponenti della categoria.

 

3. BROCK LESNAR vs AJ STYLES

Partendo dal presupposto che far disputare il match tra i due campioni con un punteggio di 3a2 e con un main event ancora da disputare, abbia consegnato la vittoria nelle mani di Lesnar prima ancora che l’incontro abbia avuto inizio, c’è da dire che l’aver portato al ppv Lesnar vs AJ sia stata una scelta più che convincente. Sebbene Jinder Mahal stia vivendo con discreto successo in questa sua seconda chance, presentare P1 come WWE Champion ha avuto tutt’altro valore. Come lo stesso AJ ha riportato sul suo account twitter, quello che conta maggiormente è dimostrare di potere affrontare ogni tipo di avversario e rendere al massimo. The Phenomenal One è andato ben oltre ogni rosea aspettativa domando la bestia, portando Lesnar a ben 15 minuti di azione, un fatto alquanto inusuale. La differenza di stazza ha inoltre messo a repentaglio il fisico di AJ dovendo subire cadute rovinose date dall’impeto dei suplex di Brock. L’andamento del match ha come in un certo senso emesso un pareggio, premiando la possenza di Lesnar, ostacolo che AJ Styles non ha potuto abbattere dovendo rinunciare alla Styles Clash (e vedendosi neutralizzare la Calf Crusher) Parlare di vincitori e vinti è indi per cui riduttivo. Brock contro AJ è l’ennesimo punto a favore di Survivor Series che vede quindi fregiarsi il merito di aver portato un Epic Encounter, quando fino a poco tempo fa poteva contare su delle misere probabilità che potesse mai un giorno realizzarsi.

 

2. TEAM RAW vs TEAM SMACKDOWN

Il match decisivo per la supremazia tra i due roster è vissuto principalmente sui face-to-face/mindgames tra passato, presente e futuro. Come ad esempio la battaglia tra i due GM, o il ritrovarsi dopo la parentesi NXT oppure HHH dinanzi ai suoi figliocci. Situazioni che hanno creato phatos e partecipazione massiccia del pubblico. Un fattore senz’altro positivo che non basta però per salire in cima al gradino più alto del podio. La fase del wrestling lottato poteva sicuramente essere gestita in maniera differente ma la scelta della fed di puntare essenzialmente sullo starpower ha portato comunque un risultato visivo non indifferente. Per un Kurt Angle apparso leggermente rigido e poco in forma, abbiamo avuto uno Strowman sopra le righe, un monster heel che continua a stupire ed essere apprezzato, e la prestazione nel ppv è un ulteriore passo in avanti in quello che potrebbe rivelarsi un 2018 di successi. Positivi i riscontri nelle altri one-on-one ma il vero traino dell’intero incontro è stata la storyline e gli avvenimenti che si sono susseguiti, a partire dalle continue schermaglie tra Joe e Balor per proseguire con un Triple H capace di tutto pur di ottenere la vittoria. La parte finale è andata a fasi alterne ma colui che doveva emergere come il vero e unico vincitore, Braun Strowman, è sicuramente uscito dall’evento con ulteriori punti a suo favore essendo stato colui che ha eliminato più avversari della squadra avversaria, rimettendosi in piedi dopo essere stato schiantato su un tavolo, per poi infine mettere ko niente di meno che il COO della fed. Nonostante un enfasi non eccezionale ed un finale pilotato, il 5vs5 ha regalato momenti di sfida, tradimenti (ben giocata la carta Owens/Zayn) e conclusioni che potrebbero aprire le porte ad eventuali future faide, ed ha sopratutto confermato quanto alto sia il volere di puntare su Strowman.

 

1. THE SHIELD vs THE NEW DAY

Non solo i classici incontri tra campioni contro campioni, ma anche un inedito di lusso. Survivor Series è stato infatti teatro della collisione tra le due fazioni più domanti dell’ultimo decennio in casa WWE. Mentre lo Shield chiudeva i battenti nel corso del 2014 per mano di Seth Rollins, qualche mese dopo Il New Day atterrò sul terreno consolidandosi negli anni a seguire. Una sorta di passaggio di consegne, di testimone, per poi ritrovarsi a battagliare tra di loro. Un tempismo impeccabile. Date le premesse non si poteva di certo attendere un incontro privo di qualità, e difatti i 6 wrestler hanno aperto il ppv nei migliori dei modi. Nei venti munti concessi abbiamo potuto assistere a tutto ciò che ha contraddistinto le due fazioni. Azioni no-stop calibrate al millesimo, esibendo peraltro nuove manovre dove tutti e tre i componenti del team aveva un preciso compito. Nessuna analisi sugli uomini coinvolti presi come singoli perché il match riguardava essenzialmente il fattore della squadra, lo spirito di una fazione che lavora assieme, spalleggiandosi l’uno con l’altro. Un concentrato di spettacolo che ci ha tenuti incollati alla tv. La risposta del wrestling al film in cui Superman e Batman si affrontarono. L’incontro di Survivor Series ha dimostrato il perché il New Day e lo Shield abbiano avuto un impatto così significativo e concreto sin dal loro esordio nel mai roster. Potremo quasi azzardare di etichettare il match come once in a lifetime.