Se c’è una cosa che Darius e Dante Martin sanno fare bene, è saltare. Peccato che nell’AEW sembrino destinati a saltare sempre le occasioni giuste. I Top Flight sono il perfetto esempio di come il talento atletico da solo non basti a conquistare il cuore dei fan – e soprattutto quello di Tony Khan.

Il paradosso dei fratelli volanti: tutto fumo e niente arrosto

Partiamo dai fatti: i Top Flight sono atleticamente impressionanti. Dante Martin sembra sfidare la gravità ad ogni mossa, mentre Darius Martin – quando non è infortunato – dimostra una coordinazione che farebbe invidia ai piloti di Avia Master. Eppure, dopo quasi cinque anni in AEW, continuano a orbitare nella fascia medio-bassa del roster come satelliti senza meta.

Il problema è evidente: sono diventati l’equivalente wrestling di un volo charter – costoso da mantenere ma senza una destinazione precisa. Ogni volta che sembrano pronti al decollo verso storyline interessanti, qualcosa va storto. L’infortunio di Darius, la fine improvvisa della partnership con Lio Rush, ora la pausa forzata della rivalità con Action Andretti.

L’eterna maledizione degli infortuni e delle storyline interrotte

La carriera dei Top Flight sembra scritta da Murphy in persona. Nel 2021, Darius Martin si rompe il crociato proprio quando il team stava guadagnando momentum. Tornerà nel 2022, ma poco dopo finisce in un incidente stradale che lo costringe a un altro stop. Come se non bastasse, nel 2023 tocca a Dante Martin infortunarsi gravemente alla gamba durante Supercard of Honor.

Ed è esattamente questo il punto: l’AEW tratta i Top Flight come un esperimento che non sa mai come concludere.

La storyline con Lio Rush e Action Andretti è l’esempio perfetto. Settimane di build-up interessante, tutto si è dissolto nel nulla, lasciando i Top Flight letteralmente in caduta libera. Rush ed Andretti a fare il loro tag team e diventano altri concorrenti scomodi.

Leila Grey: l’ultima speranza o l’ennesimo gimmick vuoto?

Nell’agosto 2024, l’AEW ha tentato di rilanciare il team aggiungendo Leila Grey come “assistente di volo”. Un’idea genuinamente brillante sulla carta: una manager che poteva finalmente dare personalità e spunti creativi ad un team che ne ha sempre mancato.

Leila Grey, ex Baddie di Jade Cargill, vestita da hostess coordina le “manovre di volo” del team poteva portare quella teatralità che mancava ai fratelli Martin. Il team ha persino debuttato nuovi costumi da piloti – un tocco di classe che finalmente dava un’identità visiva coerente al gruppo. Ma anche questa volta, dopo qualche settimana di hype (forse solo mio), tutto si è arenato. Come se l’AEW avesse paura di investire davvero sui Top Flight.

Il problema di fondo: talento senza personalità

Qui arriviamo al nocciolo della questione. I Top Flight soffrono della stessa malattia che affligge molti giovani talenti moderni: sono atleticamente spettacolari ma gli manca quel qualcosa che li possa rendere attraenti in un panorama dove la spettacolarità è la norma, dove nello stesso show hai Ospreay o Bailey.

Prendiamo Darby Allin, simile per stazza ai Martin, riesce a raccontare storie coinvolgenti perché ogni sua mossa folle è in piena continuità con il suo personaggio. I Top Flight invece sembrano bloccati nella fase “devo fare vedere tutte le mie mosse”. E poi?

La gestione discutibile di Tony Khan

Tony Khan non ha mai saputo cosa fare dei Top Flight. Li ha usati come jobber di lusso contro i Young Bucks, li ha fatti sparire per mesi, li ha rimessi insieme, li ha separati di nuovo. È come guardare qualcuno che prova a assemblare un mobile IKEA senza istruzioni.

Il fatto che Darius Martin stia ora prendendo la patente da pilota è ironico quanto basta: mentre lui impara a volare davvero, il suo personaggio wrestling rimane incagliato a terra. Forse dovrebbe insegnare a Tony Khan come si pianifica una rotta.

Il confronto impietoso con la concorrenza

Mentre i Top Flight navigano a vista nell’AEW, altri tag team giovani stanno rubando la scena. I Private Party hanno trovato la loro dimensione, gli Acclaimed (quando erano insieme) avevano personalità da vendere, persino i MxM Collection – con cui hanno feudato – riescono a essere più memorabili.

Il problema è strutturale: in un roster sovraffollato come quello AEW, non basta essere bravi. Devi essere indimenticabili. E i Top Flight, per quanto atleticamente dotati, restano ostinatamente dimenticabili.

Il verdetto finale: un volo che non decolla mai

I Top Flight rappresentano tutto ciò che non funziona nella gestione dei giovani talenti moderni. Hanno l’atletismo per competere ai massimi livelli e una gimmick che potrebbe funzionare. Eppure restano eternamente fermi in pista, con i motori accesi ma senza il permesso di decollo.