Ricky Saints non si è trattenuto durante la sua intensa intervista con Cody Rhodes nel podcast What Do You Wanna Talk About?.

La stella emergente di NXT si è aperta completamente, raccontando come l’identità razziale abbia influenzato la sua crescita a New Orleans e di come quel senso di essere frainteso lo segua ancora oggi nel mondo del wrestling.

Saints ha spiegato che, avendo la pelle chiara in una scuola frequentata quasi esclusivamente da ragazzi neri, si sentiva come se non appartenesse a nessun luogo, pur lottando costantemente per trovare il proprio posto:

“A New Orleans ci sono tante persone dalla pelle chiara come me che sono nere — è tutta una questione legata alla storia creola. Io andavo in una scuola praticamente tutta nera a New Orleans East. All’epoca avevo la pelle ancora più chiara di adesso, e costantemente… non direi che venivo preso di mira, perché in parte me la cercavo — parlavo troppo, facevo il gradasso. Ma avevo tanti problemi perché la gente pensava fossi bianco.”

Ricky Saints rompe il silenzio sull’identità razziale e il sentirsi fuori posto

La tensione spesso sfociava in episodi fisici. Saints ha raccontato che finiva a fare a botte “quasi ogni settimana“, a volte provocando lui stesso, ma più spesso per difendersi in un ambiente dove il tema razziale sembrava sempre al centro dei conflitti:

“Era una scuola tutta nera, quindi anche se facevo qualcosa che non piaceva, si trasformava subito in una questione razziale. Finivo per litigare ogni settimana. Mia madre doveva prendere permessi dal lavoro per venire a sistemare la situazione. Io mi difendevo, e sì, a volte partivo io. Ma mi chiedevo sempre — è una questione d’orgoglio o di principio?”

Col tempo, Saints ha trovato la pace accettando se stesso, ma quella lotta ha lasciato un segno profondo:

“Ne sono uscito accettando me stesso — chi sono, come appaio. So chi sono, e non posso cambiare la percezione degli altri. Ma non permetterò mai a nessuno di calpestarmi. Ho dovuto imparare a lasciar correre certe cose. Non ero bravo all’inizio. Mi arrabbiavo, reagivo male, ma ora sono arrivato a un punto in cui ho abbastanza fiducia da andare avanti per la mia strada.”

I consigli di Ricky Saints a Brandi Rhodes

Saints ha anche parlato di una conversazione toccante avuta con Brandi Rhodes, in cui rifletteva sul fatto che sua figlia potrebbe trovarsi ad affrontare gli stessi problemi di identità.

“Ne ho parlato con Brandi — qualunque situazione si troverà ad affrontare, io l’ho già vissuta. Perché è brutto crescere sentendoti fuori posto ovunque. La mia famiglia ha la pelle più scura della mia. Mia madre è molto chiara. Ma non mi sento parte del lato nero — e neanche di quello bianco. È come se vivessi su un’isola tutta mia.”

Visto, ascoltato, compreso: Il bisogno più umano di Ricky Saints

Quel senso di isolamento non è sparito, nemmeno con il successo nel wrestling. Saints ha confessato che il sentirsi frainteso lo tormenta ancora oggi, soprattutto quando viene criticato per essere “troppo emotivo“:

“Quando cresci, la gente si aspetta che tu sia sicuro di te, ma dentro non ti senti capito. E quella rabbia deve andare da qualche parte. Anche adesso, da adulto, mi sento frainteso. Dicono che sono ‘troppo emotivo’. Pensavo che fosse il mio superpotere — il fatto di essere in sintonia con le mie emozioni. Ma adesso mi sento strano ogni volta che le esprimo. La gente fraintende la mia passione. Fraintende il modo in cui dico le cose o come reagisco. E questo mi fa sentire solo. Ma quando mi sento davvero visto, ascoltato e compreso — allora resto fedele a quelle persone per sempre. Non tutti hanno accesso a me. Solo chi riesce a farmi sentire quelle tre cose: visto, ascoltato, e compreso.”

In un mondo fatto di personaggi e performance, Ricky Saints dimostra che la vulnerabilità autentica ha ancora un posto. Le sue parole hanno colpito nel segno, andando ben oltre il pubblico del wrestling, ricordando a tutti che identità, appartenenza e il bisogno di essere capiti sono battaglie che molti combattono, lontano dai riflettori.

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