Stamattina il mio primo pensiero è stato vedere il match tra WALTER e Ilja Dragunov e, una volta visto, leggere i vostri commenti sotto le varie news del sito e tra i tanti uno mi è saltato agli occhi:

“Riuscire a superarsi era difficile. Ma questi due lo hanno fatto”

Un commento molto breve ma che descrive in pieno il tutto, forse meglio di quanto avrei potuto fare io con i miei soliti discorsoni in questa sede. Così facendo ho ripercorso tutta la storia di questi due anni e più dello show britannico, perchè il match che abbiamo visto ieri ha radici profonde: parte dal debutto e dalla conquista del titolo da parte dell’austriaco e arrivo in UK di Ilja, predestinato fin da subito ad essere colui che avrebbe detronizzato il campione. Azione che sembrava impossibile fino al suo debutto e per questo il regno di WALTER lo dividerei in due parti: prima e dopo l’arrivo dell’atleta di Mosca.

Già prima dell’arrivo dell’atleta russo il regno di WALTER era bello, le sue “prime” difese titolate sono state tutte combattute in ottimi match, ma con l’arrivo di Ilja e dalle sue prime gesta si era già capitato tutto: sarebbe stato lui l’erede di quel grande campione che c’era in quel momento. Campione che per il suo status non poteva essere sconfitto da “uno qualsiasi”, ma serviva qualcuno al suo stesso livello.

E abbiamo continuato a pensarlo nonostante il suo primo assalto fallito, anzi, da quell’ottobre del 2020 ci è stato ancora più chiaro quale sarebbe stato il destino dell’NXT UK Championship: sarebbe finito sicuramente alla vita di Dragunov e dopo tanta sofferenza e tanti cambiamenti per Ilja è arrivata questa soddisfazione, WALTER, da ieri sera, non è più campione UK (scusate per l’eventuale spoiler, ma mi era inevitabile).

Nonostante la gioia per il nuovo campione, è ancora difficile da immaginare l’austriaco senza quella cintura in vita, quella cintura che ha portato e onorato per 871 giorni (periodo di stop per covid compreso solo numericamente) senza la quale sarà impossibile vederlo nelle prossime settimane, se non mesi.

E per Ilja invece? Mi auguro un regno all’altezza di ciò che ha dimostrato ieri sera, quando ha battuto l’austriaco con la stessa manovra con la quale era stato sconfitto la prima volta. E ci sono un sacco di probabilità che sia così. Ma avremo modo di parlarne ancora, perchè c’è ancora tanto da dire.

Concludo il mio editoriale scusandomi ancora per l’eventuale spoiler e un consiglio per chi non l’ha visto: guardatelo! Non ve ne pentirete, sicuramente è un papabile match dell’anno. Poi non dite che non vi ho avvisato.

Desil