La creazione di contenuti settimanali per la WWE non è mai un compito semplice, e nessuno lo sa meglio di Triple H, che dal suo insediamento come responsabile creativo ha apportato numerosi cambiamenti alla programmazione. Durante una recente intervista con High Performance, l’ex wrestler ha aperto uno spiraglio sulla sua metodologia di lavoro, rivelando come affronta uno degli aspetti più difficili del suo ruolo: la gestione degli show che non raggiungono le aspettative.
“Non posso stare lì a rimuginare troppo. Ci sono cose che cambierei? Ci sono momenti o idee creative dove mi dico ‘Accidenti, quella è stata proprio una schifezza’? Certo. Quando va male un evento… nel nostro settore abbiamo un modo di dire: ‘Ok, è andata male. Tanto domani ci riproviamo’. Capite? Se la puntata di SmackDown del venerdì non è stata granché, abbiamo la possibilità di rifarci la settimana dopo.”
Quando lo show non funziona: l’approccio analitico
Uno degli elementi più interessanti emersi dall’intervista è l’approccio metodico con cui Triple H analizza i fallimenti. Invece di evitare il confronto con ciò che non ha funzionato, il COO della WWE adotta una strategia di analisi immediata:
“Cosa mi è sfuggito? Per quale motivo? A volte semplicemente… nella mia testa l’avevo vista in un modo, ma una volta messa su carta è venuta fuori diversa”, ha condiviso, illustrando come ogni insuccesso venga scomposto per identificarne le cause.
Questa metodologia riflette una maturità creativa che riconosce come anche i migliori progetti possano fallire nella loro esecuzione:
“È tutta parte del processo creativo. Nessuno scrive un film o un libro pensando ‘Voglio fare una cosa così così’ o ‘Sto cercando di fare un film mediocre’, giusto? Però poi non viene fuori come l’avevi immaginata – magari il pubblico non l’ha presa come pensavi, la performance non è stata all’altezza delle aspettative, o non è stata ripresa nel modo giusto.”
Le peculiari sfide degli show dal vivo
Un aspetto fondamentale che distingue il wrestling dalla maggior parte delle altre forme di intrattenimento è la sua natura live, un elemento che Triple H ha evidenziato come particolarmente sfidante:
“Il nostro lavoro va in diretta. Quindi se c’è un momento emotivo che devi catturare e proprio in quell’istante la telecamera sta inquadrando altro, pensi ‘Cavolo, se lo sono perso’. Ti dici ‘Porca miseria’, e realizzi che ‘Non è venuto come volevo’. Ma va bene così. Ti chiedi perché non ha funzionato? Per quale motivo? A volte ci sono ragioni precise e altre volte semplicemente… è andata così. Non ha fatto centro e basta.”
Il pericolo del blocco creativo nel wrestling
Parlando delle insidie psicologiche del suo ruolo, Triple H ha messo in guardia contro quello che potrebbe essere il pericolo maggiore per un direttore creativo: cadere in una spirale negativa di dubbi e insicurezze.
“Devi solo buttarti nel prossimo flusso creativo e andare avanti. E devi stare attento a non finire in un tunnel negativo. Ci penso spesso guardando lo sport: gli atleti entrano in crisi, come i battitori nel baseball, perché iniziano a perdere fiducia, iniziano a perdere quel qualcosa. Non puoi farti questo. Non puoi permettertelo.”
La ricetta per mantenere l’equilibrio creativo
La parte più “rivelatrice” dell’intervista è probabilmente quella in cui Triple H ha condiviso il suo metodo per mantenere la stabilità emotiva e creativa:
“Devi goderti per un attimo le cose che sono andate bene, sentirti soddisfatto per quelle che hanno funzionato, festeggiare un momento, prenderti a calci per un minuto per le cose che sono andate storte, e poi voltare pagina.”
Questo equilibrio tra autocritica e celebrazione dei successi sembra essere la chiave del suo approccio, completato da una prospettiva realistica sulle montagne russe emotive del business dell’intrattenimento:
“Non devi mai dire ‘Guarda quanto siamo bravi’, perché in un attimo può trasformarsi nel contrario. E non devi mai dire ‘Quanto facciamo schifo’, perché anche quello può diventare un successo in un momento. Si tratta solo di continuare a spaccarsi la schiena per essere al top, per offrire qualcosa di straordinario sempre, e dimenticarsi del passato. C’è sempre, ma non deve condizionarti.”