Triple H ha offerto uno sguardo sincero sulla realtà di chi guida la creative della WWE, ammettendo che non tutte le decisioni riescono a convincere il pubblico come si spererebbe. Da quando Vince McMahon si è fatto da parte, Paul Levesque ha assunto il pieno controllo della direzione creativa come Chief Content Officer, occupandosi della linea complessiva delle storyline della compagnia. Con WrestleMania 42 ormai alle porte, la pressione di mantenere il prodotto ai massimi livelli è cresciuta ulteriormente, soprattutto di fronte ad aspettative del pubblico in costante evoluzione.

Parlando con Joe Tessitore a ridosso dell’evento, Levesque ha affrontato le critiche che accompagnano il suo ruolo, chiarendo di essere spesso consapevole dei passi falsi tanto quanto i fan stessi.

Triple H e l’autocritica sulle scelte creative della WWE

“È buffo: quando leggi commenti online o senti i fan parlare e dicono ‘non mi è piaciuto’… sì, lo so. Credimi, sono il primo a pensare ‘quella cosa non ha funzionato, non è venuta bene, lì abbiamo proprio sbagliato’. A volte proponi delle cose e pensi ‘vabbè, andrà discretamente, non sarà un capolavoro’. È inevitabile che ci siano alti e bassi nel corso dell’anno.”

Il ritmo tra show di transizione e puntate ad alto impatto

Levesque ha poi spiegato che non ogni show è pensato per essere esplosivo, perché la direzione creativa della WWE si basa su un racconto di lungo periodo, non su picchi continui.

“Ci sono momenti in cui sai che uno show sarà buono, pur senza andare a tavoletta. E ce ne sono altri in cui sai di dover pigiare sull’acceleratore.”

L’equilibrio tra impatto immediato e sviluppo futuro delle storyline

Triple H ha poi evidenziato una delle sfide più complesse dietro le quinte, ovvero bilanciare l’impatto immediato con lo sviluppo delle storie future. Secondo lui, alcune idee possono sembrare entusiasmanti sul momento ma finire per danneggiare il quadro d’insieme.

“Il trucco, a volte, è tenere tutti gli altri nella stessa mentalità di cui parlavamo: pensare al domani.”

“Di continuo la gente propone idee del tipo ‘e se facessimo questa cosa così e così?’. E io penso ‘sì, sarebbe fantastico, ma poi non ci lascia più margine per andare avanti’. Quindi devi bilanciare il ‘cosa faccio oggi di epico’ con il ‘dove arrivo domani’. È sempre un misto, ed è sempre una sfida trovare il giusto equilibrio.”

La sfida di uniformare la visione del team creativo WWE

Il Re dei Re ha chiuso riconoscendo che la perfezione nel wrestling è impossibile, e che il vero obiettivo è mantenere la coerenza su tutta la linea: “Nessuno è perfetto, e io non faccio eccezione. Ma devi cercare, nei limiti del possibile, di gestire tutti affinché restino sulla stessa lunghezza d’onda, così che qualcuno non stia puntando al colpo grosso mentre gli altri cercano una soluzione più misurata.”

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