Brock Lesnar ha momentaneamente “lasciato” la WWE, dopo aver seminato panico e distruzione una decina di giorni fa a Raw. Ma quale sarà il futuro per la nostra Bestia preferita? Più pungente del senso di colpa post-abbuffata Pasquale, ecco a voi l’editoriale odierno!

Partiamo mettendo le cose in chiaro. Lesnar non è più un heel, oserei dire dalla puntata di Raw precedente a Wrestlemania. Lesnar non è e non è mai stato un tweener, termine tanto gradito quanto usato in modo errato dai più. Lesnar è un babyface. Anzi, vi dirò di più: in questo preciso momento Lesnar è il babyface più over della federazione, con buona pace dei più.

“Ma un babyface non assalta innocenti cameraman ed amatissimi cronisti”. Avete ragione, Cena non lo farebbe, così come non lo farebbe Bryan in modo gratuito, e nemmeno Mizdow o Jay Uso. Orton lo farebbe? Mmmmmh cominciamo a divenire possibilisti. E se pensiamo che Lesnar, attualmente, è esattamente percepito come la WWE vorrebbe far percepire un face “atipico” come Orton, il considerare la Bestia come un buono non buonista comincia ad assumere sostanza.

Il fan di wrestling più smaliziato, ovviamente, comincia a far voli pindarici su tweener, monser face, cool heel e quanti più termini oscuri vi possano venire in mente. La verità, a mio avviso, può essere semplicemente ottenuta rispolverando il buon vecchio rasoio di Occam, mai troppo considerato ed utilizzato: spesso, incredibile ma vero, la risposta giusta è quella più semplice.

La puntata di Raw post-Wrestlemania, eccezion fatta per il main event (una cosa che nemmeno Smackdown a Settembre) è stata totalmente attagliata sul pubblico che avrebbe presenziato live allo show. E se dovessimo utilizzare un immaginario depuratore per ottenere la percentuale più alta di fan “smart” possibile, otterremmo esattamente il pubblico della Raw Post-Wrestlemania, che oramai per tradizione prevede sorprese, angle dal forte ammiccamento, esordi graditi (per suscitare reazioni da un pubblico che ben conosce chi sta per esordire) ed una gestione di booking totalmente dedicata a noi, ossia quella frangia di pubblico che vede NXT, ama Pentagòn Jr che ammazza tutti, legge siti di wrestling e sogna Lana a cavallo di un Carroarmato, stile Valeria Marini che cavalca la mortadella in “Bambola” di Bigas Luna. Guardatevi la copertina e leggete la trama di questo capolavoro oscuro del cinema italiano, btw.

Tornando a noi, proprio in virtù del fatto che lo show post-Wrestlemania è scritto per una componente particolarmente smart, Lesnar non solo (tramite Heyman) ha effettuato una dichiarazione di guerra all’Authority in modo estremamente ammiccante (“il lottatore meno PG dell’era PG”…se questa non è una descrizione da face non so cosa possa essere), ma ha anche deciso di avere il suo rematch titolato la sera stessa, tipica mossa da face…tipico. Tuttavia, vedendosi defraudato di tale ghiotta possibilità ed essendo pur sempre una Bestia assetata di sangue, che pur turnando non può rinnegare l’essenza violenta del suo personaggio, ha deciso di livellare il cronista che, avendo sostituito Jim Ross ed essendo estremamente corporate, non è mai stato amato ed accettato dai fan smart di cui sopra che, ricordiamo, erano parte integrante del pubblico pagante, scusate la rima ed il periodo lungo. E non potendo attaccare Steph ha attaccato la cosa più vicina alla federazione che aveva a portata di F5, ossia un suo impiegato di staff. Alla luce di ciò, ed alla luce della sospensione a tempo indeterminato sugellata da Steph (top heel della Federazione a mani bassissime, al punto da far sembrare HHH un giovialone) potremmo tranquillamente dire che il feud iniziato lunedì vede Lesnar contrapporsi all’Authority. Il Campione contro l’autorità. Il ribelle contro la corporazione. Un pattern già visto in passato, dico bene?

E Lesnar, per essere un babyface efficace, deve semplicemente fare esattamente ciò che ha sempre fatto: presentarsi minaccioso, menare come un fabbro e sadicamente goderne durante l’atto. Che poi diciamo la verità: nel momento stesso in cui è stato chiaro che Bryan sarebbe stato estromesso dal main event di WM, un po’ per meriti suoi ed un po’ per demeriti nella gestione Reigns, Brock è stato percepito da tutti esattamente come un babyface. Anche l’intervista concessa ad ESPN, attratta con la falsa speranza di poter dare lo scoop del ritorno di Lesnar in UFC, ha ritratto un Lesnar decisamente meno propendo ad isolarsi dai fan e più rivolto ad abbracciarne il consenso. E quando la Bestia tornerà, statene certi, sarà accolto con magno gaudio.

In questo contesto  vedere Rollins, assieme all’Authority, contro Lesnar potrebbe essere decisamente un piano in grado di esaltare la forza di quest’uomo che, solo, potrebbe distruggere un’intera fazione. Vedere Lesnar nuovamente contrapposto ad un Reigns heel (è solo questione di tempo, believe that!), magari orfano del traditore Heyman, potrebbe essere efficace. Ed ancora Wyatt, Sheamus in caso di gestione corretta e qualche nuovo heel in rampa di lancio: i piani per poter gestire Lesnar da “buono atipico” ci sarebbero e potrebbero garantire un buon livello allo stato creativo.

Concludo solo dicendo una cosa. Il main event dello show, senza Heyman e Brock, è di una noia mortale. Orton contro Seth Rollins in questo momento storico sta vivendo lo stesso piattume di quasi tutte le faide che hanno visto la Vipera nel main event: lottatore da sempre troppo over per esser gettato nel midcarding e troppo poco over per occupare il main event più di un mesetto, sia da Campione che da sfidante. Chi lo segue per una questione più di pancia che di testa non può non vedere esattamente lo stesso, identico personaggio impegnato nelle stesse, identiche storyline condite dagli stessi, identici script che oramai lo hanno intrappolato in un ermeticamente chiuso “potrebbe dare di più”.

Danilo

Danilo
Atarassico, eclettico, nuotatore tendenzialmente pigro, amante dei fagioli con le cipolle, delle serie tv, dei manga e delle botte di Natale. Lavora anche, ma solo nel tempo libero.