Money in the Bank è alle porte, dopo una vera e propria maratona di Special Event nell’ultima mesata e mezzo. Chi porterà a casa l’agognata Valigetta? Il più forte dovrà, infine, tra tutti trionfar…chi sarà mai? Più indeciso di Montella, ecco a voi l’editoriale odierno.

Ci sono quattro tipi di wrestler che, da sempre, partecipano al Money in The Bank. I jobber “atletici”, inseriti esclusivamente per finalità visive di spotfest. I Big Man generici-medi, inseriti al fine di consegnare bump ai malcapitati jobber volanti di cui sopra. I grandi nomi disoccupati, apolidi di una qualsivoglia storyline ed inseriti all’interno di questo match per aggiungere un po’ di interesse e, perché no, buttarla di tanto in tanto in caciara. Infine ci sono i papabili, ossia wrestler dallo starpower abbastanza superiore alla media del match che, pur non brillando nella contesa, portano a casa il risultato.

In questo specifico MITB, abbiamo ben tre elementi appartenenti alla prima categoria (Kofi, Dolph e Neville), due appartenenti alla seconda (Sheamus e Kane), uno alla terza (Randy Orton) ed infine uno nella più prestigiosa, ossia Roman Reigns. A conti fatti, dunque, sarebbe facile poter dire che Roman Reigns è l’unico potenziale vincitore tra i wrestler sino a questo momento inseriti nel match. Analizziamoli uno ad uno, cerando di capire il perché di questa scelta così apparentemente banale.

Dolph Ziggler:il nostro amato (ed ossigenato) main eventer incompiuto è invischiato in una storyline assolutamente inguardabile. Lana da babyface in pericolo è qualcosa di semplicemente inadeguato (pur essendo un perenne tripudio di feromoni agli occhi di chi vi scrive), e l’alchimia di coppia con Ziggy fa rimpiangere quella tra Adam Rose e Rosa. Pensate ad AJ Lee e Vickie Guerrero: con loro il character di Dolph aveva qualcosa in più sia in termini di spessore che di incisività, invece questa storia d’amore così tremendamente forzata risulta essere davvero difficile da digerire. Il suo inserimento in questo match, nemmeno a dirlo, è unicamente finalizzato a beccarsi qualche schienata galattica o qualche caduta siderale: un vero peccato considerato il valore implicito di questo sprecatissimo performer.

Kofi Kingston: a distanza di circa 10.000 anni dal suo esordio (fatta salva una brevissima parentesi composta da uno spezzone contro la Legacy) Kofi ha finalmente trovato un’identità accettabile all’interno di un gruppo heel che danza efficacemente tra la serietà in ring ed una leggera vena comedy. Astruso da questo contesto, comunque, il sosia PG di Bob Marley avrà ancora una volta la strada spianata verso qualche mossa botchata perché troppo pretenziosa e qualche spot che verrà ripetuto in qualche video a termine carriera: la sua vittoria è pura fantascienza, ed il suo ruolo di afroamericano atletico strappato a forza dal partente Shelton Benjamin verrà ancora una volta consolidato. Gervinho.

Adrian Neville: Qualcuno ha detto Red Arrow sulla scala? Qualcuno ha detto Red Arrow DALLA scala? Beh uno di voi due potrebbe avere ragione. Così come Kofi ha praticamente rubato il posto legittimo di Shelton, così Neville ha ereditato lo slot lasciato dal partente Evan Bourne, almeno se contestualizzato all’interno di questo specifico match. La sua presenza dà una ventata di freschezza visto l’alto coefficiente di veterani nel match, e stiamo pur certi che verrà annientato (dopo aver finito i suoi superspot, come direbbe Caressa) da una powerbomb di Sheamus o da qualcosa di simile, ponendo fine alla sua proficua serata. Ametrano.

Kane:Probabilmente il secondo papabile (staccatissimo) dopo Roman Reigns. Il suo coinvolgimento all’interno dell’Authority e la sua perenne contrapposizione all’attuale campione Seth Rollins mi da da pensare e non poco…tuttavia, volendo essere realistici, Kane non ha assolutamente bisogno della valigetta per essere proposto all’interno di una difesa Titolata di transizione (Battleground?) e molto probabilmente è stato inserito per la sua capacità di afferrare gente (anche quello è un talento) e la sua mastodontica stazza. Completamente off topic: il suo sketch a Raw con R-Truth è stato l’highlight della mia settimana di wrestling, e con questo credo di aver detto tutto. Sebastiano Rossi.

Sheamus: mi aspettavo decisamente qualcosa di più dal suo ritorno. Eccezion fatta per il suo turn e per il suo leggero cambiamento di look, Sheamus non ha assolutamente fatto nulla per modificare il suo personaggio, non rendendo ben delineato ne il suo character e nemmeno le suo future intenzioni. Fatto sta che, come spesso è accaduto, prenderà parte a questo match per collezionare lividi ed ammazzare altri malcapitati wrestler, postando regolarmente le sue coreografiche abrasioni sui social. Le tradizioni ci sono, e vanno rispettate goddamit. Alexi Lalas.

Randy Orton: se venisse contrapposto nuovamente a Sheamus da qui ad un mese penso seriamente che il mio cervello potrebbe prendere fuoco. Apolide come poche altre volte nella sua carriera, Randy è oramai troppo grande per match piccoli e troppo piatto per match di spessore in periodi non di transizione. Un domani potrebbe essere contrapposto a Brock Lesnar, visto il corposo rinnovo di quest’ultimo? Possibile, ma dovrà essere fortemente rinvigorito dal punto di vista creativo. Per ora, comunque, prenderà parte a questo match consegnando appariscenti RKO e non vincendo una mazza. Hubner.

Roman Reigns: veniamo al dunque. Dopo esser stato bruciato nel main event di WM, Roman ha fatto tre passi indietro ed adesso sta per compierne un paio in avanti in termini di posizionamento nel roster. Arriva a questo incontro bookato forte come un peperoncino calabrese e quasi over da babyface, surclassando in ogni caso tutti gli altri partecipanti a questo match. Tutto deciso dunque, almeno in apparenza. Due sono gli elementi che potrebbero frapporsi tra lui e la valigetta: il primo è ovviamente Lesnar, che potrebbe mettergli i bastoni tra le ruote per proseguire la faida iniziata qualche mese fa. Il secondo potrebbe essere Seth, nel tentativo estremo di non far vincere al “collega” ciò che sino ad Aprile era di sua proprietà. Queste ipotesi sono reali, ma residuali: realisticamente credo che Roman vincerà senza troppi fronzoli, e contrariamente alla Rumble la sua vittoria, invero, ci sta. E potrebbe aprire uno scenario interessante.

Vi  butto li due idee, ditemi cosa ne pensate. Dean Ambrose e Seth Rollins si massacrano nel ladder match, che sarà super competitivo e duramente lottato vista l’assenza dell’Authority nell’angolo del Campione. Dean ci va vicino ma non riesce a spuntarla…ed ecco che arriva Roman, che con una spear porta a casa donna e gioielli. Le dinamiche potrebbero portare ad una frustrazione di Dean o ad un’indifferente atteggiamento di superiorità di Roman, in grado di creare la tanto agognata interazione a tre tra i membri dello Shield. Seconda ipotesi.

Dean Ambrose la spunta, assaporando nuovamente per poco più di un minuto l’essere Campione. Roman a tradimento incassa, rivelandosi come nuovo elemento “selezionato” dall’Authority in sostituzione di Seth. Da qui vi sarebbero due conseguenze, con il medesimo risultato di cui sopra, ossia un’interazione a tre tra quelli dello Shield: Seth inevitabilmente potrebbe turnare face, Ambrose potrebbe cambiare il suo obiettivo andando contro Reigns e quest’ultimo potrebbe finalmente avere la sua parentesi da heel puro avendo mille frecce al proprio arco da scagliare contro il pubblico.

E secondo voi chi sarà mai a vincere la Sacra Armatura?

Danilo

Danilo
Atarassico, eclettico, nuotatore tendenzialmente pigro, amante dei fagioli con le cipolle, delle serie tv, dei manga e delle botte di Natale. Lavora anche, ma solo nel tempo libero.