Un saluto a tutti i lettori di Zona Wrestling da Giammarco Ibba che da Cagliari, ma col cuore alla T-Mobile Arena di Las Vegas, vi dà il benvenuto all’appuntamento numero 245 con UFC Corner, oggi sui vostri schermi in occasione dell’atteso UFC 313: Pereira Vs Ankalaev.

Lightweight bout: #15 Bobby “King” Green Vs Mauricio Ruffy

Pochissimo da dire, Bobby teme Ruffy finché il nerd non spegne le luci di Las Vegas con uno spettacolarissimo Spinning Heel Kick.

Winner: Mauricio Ruffy (KO: 2:07 – R1).

Strawweight bout: #5 Amanda Lemos Vs #7 Iasmin Lucindo

Inizia lo scontro tra contendenti paglia brasiliane e le due, senza troppe sorprese, non scambiano particolari colpi in piedi e finiscono presto a terra dove l’attività, sempre senz’alcuna sorpresa, non è altissima: con due approcci molto passivi, vediamo la Lemos in posizione dominante e la Lucindo in cerca di diverse chiavi articolari, senza però trovarne una e chiudendo i primi 5 minuti con esattamente 0 colpi significativi portati a segno. Il secondo round segue perfettamente il copione del primo, con un’attività quasi inesistente ed un inconcludente controllo a terra da parte della Lemos che, più per demerito della Lucindo che per suo stesso merito, si ritrova avanti di due round. Dopo una lavata di capo all’angolo di Iasmin, la giovane riesce a portare subito a terra la contesa, ma la scarica d’adrenalina dura mezzo secondo e perde il resto della ripresa in un incontro di rara noia: anche il timekeeper non aspetta altro che Jalin Turner e suona la fine in anticipo.

Winner: Amanda Lemos (UD: 29-28; 29-28; 29-28).

Lightweight bout: #13 Jalin “The Tarantula” Turner Vs Ignacio “La Jaula” Bahamondes

Ha inizio uno dei match non titolati più interessanti di tutto l’anno in casa UFC: due dei quattro leggeri più grandi nella divisione, nonché due Strikers assolutamente élite, si danno scontro qui a Las Vegas; i due iniziano subito con la quarta ingranata scambiando calci al corpo e combinazioni nella tasca pugilistica, ma contro ogni aspettativa La Jaula chiama la guardia e, dopo aver concesso un po’ di controllo a Turner, chiude una bellissima Triangle Choke.

Winner: Ignacio “La Jaula” Bahamondes (SUB: 2:29 – R1).

Lightweight bout: #3 Justin “The Highlight” Gaethje Vs #11 Rafael “Ataman” Fiziev

Ha inizio il rematch da ormai due anni in progetto e, contro ogni pronostico, Fiziev porta immediatamente due takedown a segno e chiude, involontariamente e senza accorgersene, un pericoloso triangolo invertito; i due danno vita a pericolosi scambi nella tasca dove hanno modo di mostrare i rispettivi stili di Striking, con un approccio più ortodosso da parte di Fiziev che più volte cerca il clinch per le ginocchiate al corpo, salvo incassare due buoni destri dell’americano, momentaneamente sotto ai cartellini. Inizia il secondo round ed i due si prestano a diversi scambi ravvicinati al centro dell’ottagono e, sebbene sembri avere la meglio di diverse sequenze, Fiziev non mostra la tipica lucidità e velocità, per poi venir mandato a terra da un poderoso montante destro che riporta la situazione in parità. Parte il terzo round dove, come nel primo capitolo della rivalità, si deciderà tutto: i due danno vita ad una bellissima ripresa, quella dove Gaethje meglio riesce ad imporre il proprio gameplan, portando con tutta probabilità a casa la contesa.

Winner: Justin “The Highlight” Gaethje (UD: 29-28; 29-28; 29-28).

UFC Light Heavyweight World Championship bout: (C) Alex “Poatan” Pereira Vs #1 Magomed Ankalaev

“Ci stiamo cacando sotto”. Inizia l’attesissimo match titolato delle 205 lbs e Pereira scarica immediatamente i Calf Kicks che segnano vistosamente il polpaccio destro di Ankalaev, altamente esposto dalla guardia mancina e dalla base bassa: il primo round va a Pereira per un maggiore spirito d’iniziativa e per aver difeso egregiamente il primo ed unico tentativo di takedown a parere del daghestano. Comincia il secondo round ed Ankalaev porta a casa un round sicuramente di maggiore successo rispetto al primo, fidandosi del suo Striking e mantenendo sempre il centro dell’ottagono, a discapito di un Pereira che non possiamo ancora sapere se stia aspettando il momento giusto o, magari, adagiando sugli allori. Parte il terzo round e Poatan difende magistralmente più takedown del russo che, probabilmente, porta a casa anche questo 10 grazie ad una maggiore pressione, nonostante i continui Calf Kicks di Poatan che pare non trovare il proprio ritmo nel continuo indietreggiare. Siamo giunti ai championship rounds ed Ankalaev tenta dall’inizio alla fine diversi takedowns a parete, tutti difesi da Poatan che concede il round e lo lancia a terra mezzo secondo prima della campana. Eccoci all’ultima ripresa e Pereira ha due ottimi momenti dove attira fortemente l’attenzione di Ankalaev, rispettivamente con un High Kick destro ed un Jab, per poi difendere perfettamente il clinsh a parete ottenendo uno score di 11/11 takedown difesi: tutto dipende da come i giudici hanno considerato il terzo round, il più equilibrato dei cinque.

Winner AND NEW UFC Light Heavyweight World Champion: Magomed Ankalaev (UD: 49-46; 48-47; 48-47).

È finito il divertimento nella divisione dei massimi leggeri, prepariamoci ad una difesa all’anno.

Performance of the Night: Mauricio Ruffy; IGnacio “La Jaula” Bahamondes.

Fight of the Night: Justin “The Highlight” Gaethje Vs Rafael “Ataman” Fiziev.

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PANORAMICA RECENSIONE
Voto PPV
Giammarco Ibba
Giammarco Ibba, sardo, appassionato di musica Rock da sempre e di Wrestling da 10 anni. Amante sfegatato della PWG, i miei Wrestlers preferiti sono Pete Dunne, Minoru Suzuki, Doug Williams e Cara Noir. Scrivo per Zona Wrestling dal settembre 2020, occupandomi di news, della sezione report e della mensile uscita di UFC Corner.
ufc-corner-245-la-tarantola-chiusa-nella-jaulaLa serata è ricca di ottimi momenti, incontri e prestazioni, ma i MA sono davvero grossi: dopo un incredibile momento che consacra Ruffy come IL prospetto dei leggeri, Lemos e Lucindo danno vita ad una grossa pila di merda, venendo seguite da un’incredibile prestazione di Bahamondes ed il rematch tra Fiziev e gaethje che certo non abbassa l’asticella della rivalità tra i due. Il ma più grosso riguarda sicuramente la vittoria di Ankalaev: nonostante una prestazione senza dubbio sottotono del campione brasiliano, non è concepibile come un approccio di pressione a parete porti ad una vittoria, peraltro titolata, senza aver ottenuto neanche un atterramento su 11 tentati e stando sempre sotto, tranne per un round, in quanto a danno, criterio principale nei cartellini.