Per diverso tempo, la TNA era andata ricercando una fisionomia che non le apparteneva. A parte gli errori gestionali, economici e creativi, c’era anche la necessità di rincorrere un modello sbagliato per la loro statura, la WWE. Ecco allora che è mancato a poco a poco l’attaccamento ad un prodotto che è diventato altro da sé, che non riusciva più a fare presa sul pubblico se non in pochi sporadici eventi. Poi è arrivata la Anthem Sports Entertainment e la ruota ha girato.

Oggi Impact non è più la seconda compagnia degli Stati Uniti ma è una delle seconde. Ha passato momenti tremendi, sempre rincorrendo un modello inimitabile. Non lo aveva capito nemmeno Jeff Jarrett, il cui concetto di wrestling era fermo alle origini. Poi la svolta della nuova proprietà, con l’arrivo di Scott D’Amore – un canadese – a capo della rinascita. Dentro anche Don Callis e una serie di eventi in Canada, persino la sede operativa. Dentro la voglia di non morire, di esserci in un’altra maniera, in una fase nuova e se possibile remunerativa. Meno spese, un roster con meno starpower ma più talento, una serie di show ben contenuti e dei ppv lodevoli. Non ci voleva molto? Ma da qui a capirlo ci è voluto tanto tempo e persone nuove.

Ora si parla di realtà canadese. E per esserlo, il locker room ha iniziato a popolarsi di reali atleti madrepatria. Si è partiti dal solo e infaticabile Petey Williams, poi si sono aggiunti il ritorno di Gail Kim, l’apporto recente di Lance Storm come produttore e di Anthony Carelli (l’ex Santino Marella) come conduttore televisivo su Twitch. E poi il roster: Taya Valkyrie, Rosemary, Michael Elgin, Ethan Page, Josh Alexander, Cody Deaner… e la lista sembra che debba accrescere ancora! Può essere un tratto negativo? Assolutamente no. Anzi concede alla compagnia un tratto distintivo molto forte con wrestler ben conosciuti nei territori, che hanno stoffa e qualità per rendere potenti gli spettacoli dal vivo.

A partire proprio da Elgin, che ha deciso di puntare direttamente al titolo: riuscirà a coglierlo? Certamente la sfida con Brian Cage avrà molteplici significati e consentirà al creative team di giocarsela su più fronti. Pensate cosa succederebbe se nel breve periodo ci ritrovassimo campioni tutti wrestler canadesi: sarebbe il preludio ad un ritorno del Team Canada e magari di qualche bel wrestler del passato (vero Bobby Roode e Eric Young?).

Corey
Dal 2006 redattore di Zona Wrestling e autore di rubriche come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Studioso del wrestling in tutte le sue sfaccettature.