Abyss entra nella Hall Of Fame di Impact Wrestling. Una lieta notizia che finalmente dà peso alla storia della TNA dopo che per troppo tempo la dirigenza della compagnia si è prostrata agli “ospiti” di turno, mettendo sempre alle spalle quelli che hanno lavorato duro affinché il nome divenisse di giorno in giorno sempre più grande.

 

Jeff Jarrett, Sting e Gail Kim sono tre nomi che hanno cambiato il business a metà tra Nashville e Orlando. Kurt Angle, Christian Cage e Team 3D hanno dato una seria spinta al progetto, ma non sono mai stati delle colonne fedeli. Neanche Gail lo è stata per un periodo, ma è un po’ come quella moglie che ti tradisce in un periodo di crisi e poi torna tutto come prima. E tu, tu l’hai data a così tanti ex WWE per diventare famoso che alla fine devi solo perdonare più che essere perdonato. Dunque bene che vi entri Abyss, ma ora la pattuglia deve tornare ad essere più folta.

Chris Joseph Park ha passato cinque anni lottando per i territori della NWA. Tra il 1995 e il 2000 si è fatto le ossa con match di poco prestigio, poi nel 2001 la svolta: vince con un giovanissimo AJ Styles i titoli di coppia e debutta nella IWA Puerto Rico. Lo nota Dutch Mantell che su sul fisico delinea il personaggio di Abyss. La prima apparizione nella compagnia di Savio Rico è così fenomenale che i 13 mila presenti nell’area rimangono shockati dalle sue azioni. Mantell se lo porta dietro in TNA e lì nasce una stella. La storyline è abbastanza semplice: Kid Kash, che è un cruiser, si porta dietro un mostro al guinzaglio e lo scarica addosso ai suoi avversari. I due durano qualche mese, finché Kash imputa al suo scagnozzo una sconfitta. Turn face di Abyss per la gioia del pubblico, feud tra i due a cui seguono match e faide con Raven, AJ Styles, Monty Brown e Jeff Hardy.

Poi nel 2005, con il primo boom della TNA in tv, Park diventa una della colonne della compagnia. L’intuizione è fortissima, dato che al suo fianco si presenta il mefistofelico James Mitchell. Inizia una sequenza di match hardcore che lo impongono all’attenzione di fan e addetti ai lavori, dove il grado di brutalità riporta alla mente la follia della vecchia ECW. Lance Hoyt, Sabu, Rhino, ancora Raven e Jeff Hardy conoscono i colpi di questo mostro di bravura e ferocia. Il suo Barbed Wire Match con Sabu di Turning Point è stato votato come TNA’s 2005 Match of the Year, e questo la dice lunga come si stesse imponendo trai tifosi TNA e non solo.

Così, il 19 novembre 2006 vince il suo unico titolo mondiale e nella maniera più inusuale ci potesse essere, per squalifica. Il regno sarà molto breve e permetterà a Sting di vincere il feud tra i due. La cosa particolare è che Abyss avrà altre chance negli anni, vincerà tanti titoli, ma non arriverà mai a quello massimo della compagnia. Ci riusciranno in tanti tra gli originals (Chris Sabin, James Storm, Bobby Roode, AJ Styles, Eric Young) ma lui no, preferirà sempre altre strade anche perché a poco a poco si è inserito nel booking team e può gestirsi come meglio crede.

Ci sono quattro punti focali poi in cui la sua carriera cambierà (o non cambierà) drasticamente.

  • Feud con Judas Mesias: c’era un gran sapore di WWE perché ad un certo punto ritornò alla mente il rapporto tra Paul Bearer e Kane. Mesias, che al tempo era una star in Messico, attaccò Abyss con l’ausilio di Mitchell. Il feud fu troncato a metà da un infortunio del campione AAA. Quando Mesias tornò, si era perso il momentum caldo e nonostante la violenza prevista dai match, questi due non fecero mai scattare la scintilla. Un peccato, penalizzato anche da una scrittura zoppicante.
  • 10/10/10: Abyss ripetè questi tre numeri per diverso tempo. Non si capiva molto dove volesse andare a parare ma proprio in quella data, durante Bound For Glory, nascerà la stable “Immortal”, con dentro Hogan, Bischoff, Jarrett, Jeff Hardy e Abyss. Una buona idea che morirà nel giro di qualche mese per via delle condizioni psicofisiche di Jeff e di una scrittura ancora una volta traballante, che sapeva dove iniziare ma non sapeva dove finire. Prende piede la presenza di Janice, una bella mazza chiodata che farà tanto male agli avversari del mostro.
  • Joseph Park: dopo anni a misurarsi con un personaggio, Park decide di presentarsi come se stesso. Se stesso e la sua nemesi, se stesso e suo fratello Abyss scomparso da qualche mese dalle scene. L’atteggiamento da ramollito non gli varrà per molto le simpatie del pubblico, ed è risultato chiaro come fosse ormai incastonato nei panni di una figura che si era permeata nella sua pelle in maniera inestricabile. Vi tornerà in vari modi in quei panni borghesi, non ultimo il feud con Grado che non ha dato una spinta a nessuno dei due nell’economia dello show. Dopo di che ha deciso di ritirarsi definitivamente dalle scene, pensando solo a creare e a scrivere.
  • Decay: ecco, nel mezzo di tanto fumo, c’era della carne che funzionava. La Decay era formata assieme a Rosemary e Crazzy Steve, era pazza e truce, abbastanza lunatica e imprendibile. Il feud con gli Hardys, in entrambe le versioni (civili e “Broken”), sarà una delle cose più interessanti tra il 2016 e il 2017 e darà il giusto risalto alla scrittura di Corgan ai piani alti della compagnia. Una volta ritornati sotto Jarrett, la stable sparirà: Steve verrà licenziato, Rosemary diverrà una delle eroine della categoria femminile e Abyss tornerà in soffitta.

E allora eccoci qui a dare il giusto prezzo a tanta fedeltà, a tanto impegno, fisico e mentale. Al sangue versato sul ring, ai colpi ricevuti, ai colpi dati. Agli infortuni, alle idee buone e cattive messe in pratica, al titolo mondiale che non c’è mai stato, e ai tanti titoli che ci sono stati. Ai feud che rimangono nella storia, perché sarà difficile non ripensare ai tempi andati. Ad Abyss che pareva una copia mescolata di Kane e Undertaker, e invece si è dimostrato un personaggio fatto e finito capace di camminare (e correre) con le proprie gambe.

Corey
Dal 2006 redattore di Zona Wrestling e autore di rubriche come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Studioso del wrestling in tutte le sue sfaccettature, col tempo ha voluto perdere la definizione di "Marco Travaglio del wrestling web".