Nonostante il mese di maggio mi stesse facendo ricredere sulla possibilità di riavere un buon prodotto settimanale, la scorsa puntata di iMPACT ha dimostrato come il basso livello creativo sia tornato in scena e forse nella sua reale forma.
Non solo ciò, a “rubare la scena” vi è anche il fattore interno al backstage con tutta la delusione e frustrazione del caso.
Non è una novità direte voi, anche se in realtà da otto anni a questa parte era difficile pensare di vivere nuovamente circostanze di questo tipo.
Negli ultimi due mesi ben 5 superstars hanno chiesto e ottenuto la fine anticipata del loro contratto con la federazione.
A far rumore più di chiunque altri, Steve Maclin, ex TNA World Champion fresco di rinnovo ad aprile scorso.
Tali dinamiche dimostrano come la compagnia stia navigando nel caos gestionale più totale.
Ok, due anni fa ti sei liberato di Scott D’Amore per questioni interne, ma nonostante ciò, hai mantenuto duro perché hai tenuto ben saldi al timone i pionieri e fondamenta del gruppo quali Gail Kim, Eric Young, Sami Callihan, lo stesso Tommy Dreamer e altri, poi pian piano ti sei liberato anche di un altra veterana come Gail, sempre per divergenze con i dirigenti Anthem e il sempre più potere di Carlos Silva ha prima giovato e poi distrutto.
Specifico, il giovamento arriva dalla fame e dalla voglia di lottare per qualcosa e quel qualcosa era non solo una collaborazione con qualcuno di importante come la WWE, bensì l’ottenimento di un contratto televisivo migliore e capace di riportare in auge il nome della federazione.
Dallo sbarco su AMC dello scorso gennaio però, la realtà e le aspettative si sono scontrate nel modo più assurdo possibile.
Ricordate l’intervista da me fatta a Devon Dudley? (in caso contrario potete recuperarla cliccando QUI) Parlai proprio con lui della possibilità reale di rivivere la TNA come la federazione #2 non solo d’America, ma del Mondo.
Parole invecchiate malissimo data la situazione.
Per confermare i discorsi finora scritti.
Siamo a meno di 20 giorni da Slammiversary e abbiamo solo 2 match annunciati e uno di questi vede meno della metà dei nomi partecipanti all’interno della competizione del caso (Ultimate X ndr).
Perché tutto questo?
Difficile spiegarlo, ma virando su parole semplici e poco convenzionali, l’attuale TNA sembra rappresentare la classica persona che ha raggiunto il suo obiettivo.
Colui senza ulteriore fame, ma solo con la soddisfazione di una pancia piena e una sazietà ormai agguantata da tempo.
Aver ottenuto il contratto con AMC e gli ottimi numeri del 2025, ha rilassato tutti e ora a subire le negatività del caso sono i wrestler, poi il prodotto e infine noi fan.
Le speranze erano alte, l’hype di altissimo livello specie dopo gli ultimi due anni di buon prodotto, ma soprattutto di grandi numeri… e invece, siamo al punto di partenza e oggi anche un veterano come me che segue la TNA sin dal 2005 (tre anni dopo la sua fondazione, quindi da oltre un ventennio) si sente deluso, ancor più degli anni bui come il 2014 e 2015… lì almeno eri cosciente delle problematiche economiche e non.
Ora invece hai tutto, ma ad esserci è l’incapacità e la mancata voglia di saper sfruttare quel tutto.
Si vende?
Viene lecito pensare ad una vendita, se non addirittura ad una volontarietà in questo calo, forse per vendere alla WWE (?).
Se così sarà (ormai non credo più a nulla e non ragiono più su niente) risulterà essere un grande smacco, nonché una delle più grandi delusioni per questo sport d’intrattenimento, forse di pari passo alla morte della WCW nel 2001.
Qualora vogliate restare connessi con il sottoscritto, vi segnalo un nuovo episodio del Pro Wrestling Culture e del ZW Radio Show.








