Sasha Banks batte Charlotte nel main event di Raw e ritorna campionessa della categoria femminile per la seconda volta. Il pubblico esplode, si sente partecipe e la WWE ci mostra un video che dichiara questa come una delle più grandi rivalità di tutti i tempi. Queste due ragazze sono negli annali del wrestling, hanno raccontato una storia che sarà da esempio per il futuro.

Eppure anche questo feud è figlio di una direzione di Raw poco appassionante e monotona. Molti han pensato che l’aggiunta del titolo Cruiserweight avrebbe dato maggior spettacolo, che le donne nel main event avrebbero cambiato le carte in tavola, che Kevin Owens sarebbe stato il draw che aspettavamo da tempo. Smackdown, con uno stile molto semplice, sta dando lezioni ogni settimana. Non uno Smackdown trascendentale, sia chiaro, ma pur sempre uno spettacolo che scivola mia con tranquillità e che si lascia ben vedere. Cosa cambia? Certamente il lato emotivo mostrato davanti alle telecamere, la capacità di suscitare un sussulto di settimana in settimana con una rosa di wrestler decisamente adatta al ruolo.

Sasha e Charlotte sono figlie di un Raw monotono, legato al tappeto, che fatica ad uscire dal proprio recinto. Di un Raw dove non esiste un piano a lungo termine, una idea diversa dal solito e gli atleti sono disegnati tutti allo stesso modo. Charlotte è la heel irritante e snob; Sasha la buona brava ed egoista; Bayley la buona brava e che deve attendere il suo turno. Il problema principale è che non esiste altro dietro, non ci sono storie che possano accompagnare o interessare quella principale. Nia Jax, ad esempio, non è andata oltre dei semplici squash dal suo debutto. Dana Brooke è il paggetto di Charlotte che viene bullizzato da Sasha. Emma non esiste ancora. Insomma: sei donne, ma dalla scorsa estate stiamo assistendo sempre alle solite sfide tra le solite due atlete.

Fino a che punto Sasha e Charlotte dovranno passarsi il titolo? Sicuramente l’Hell in a Cell sarà spettacolare, magari darà un altro modo per vivere la sfida, ma sarà anche il finale di questa rivalità? Fino a che punto sarà utile porre una nuova sfidante? In caso di vittoria di Sasha, sul suo cammino ci sarebbe una Nia Jax che non ha ancora mostrato nulla e che potrebbe venire affossata senza appelli. E Charlotte? Sì, c’è Bayley ma fino a che punto? Stiamo parlando del top della categoria, di colei che ha dominato il panorama femminile per dieci mesi e che difficilmente si riuscirà a riconvertire.

Ciò che rende debole il futuro è l’aver visto le due ragazze sfidarsi in vari modi per tutto l’anno. La WWE deve capire che non siamo negli anni ’80 quando le faide venivano replicate all’infinito negli house show, con gli sporadici picchi televisivi. Sasha e Charlotte hanno messo in piedi tanti buoni match ma non dei classici. Non dei must come i Triple Threat comprendenti l’inclusione di Becky. Bisogna dunque cambiare, dare una scossa, liberare le ragazze dai paletti e dare a ciascuna la propria forza: così qualunque ragazza sarà meritevole di un salto verso la gloria e scapperà dalla monotonia di vedere sempre gli stessi match

Corey
Dal 2006 redattore di Zona Wrestling e autore di rubriche come il Pick The Speak, Wrestling Superstars, The Corey Side, Giro d'Italia tra le fed italiane, Uno sguardo in Italia, Coppa dei Campioni, Indy City Beatdown e tante altre. Studioso del wrestling in tutte le sue sfaccettature, col tempo ha voluto perdere la definizione di "Marco Travaglio del wrestling web".