Siamo ormai alle battute finali di questa Road to Wrestlemania 42, che si terrà il 18 e il 19 Aprile all’Allegiant Stadium in Paradise, Nevada. I match sono quasi tutti scritti, con i due Main Event che svettano sugli altri e che dovrebbero chiudere le due serate più importanti dell’anno. Il primo, non per ordine di importanza, è la sfida tra CM Punk e Roman Reigns per il titolo di campione mondiale dei pesi massimi detenuto dal primo, a coronamento di una rivalità che, a quanto detto dalla WWE, ha radici antichissime. Il secondo è l’incontro tra Cody Rhodes e Randy Orton, passato nelle fila dei cattivi a circa un mese dal grande evento. Era necessario questo turn ? No. Renderà un quid in più al match ? Neppure. Anzi, semmai ha tolto qualcosa; Sarebbe stato di gran lunga più coinvolgente uno scontro tra buoni, e sarebbe stato interessante vedere per chi si sarebbe schierato il pubblico presente. Ciò avrebbe aiutato la WWE a capire se il lavoro fatto con Cody era meritevole di plauso, oppure se era necessario cambiare qualcosa. Tuttavia, nonostante Orton sia ora un “cattivissimo”, temo che il pubblico si schiererà dalla sua, compattato ancor di più da questa scelta di Booking a mio avviso superflua.

Purtroppo il cambio di titolo attuato a Smackdown non è stato digerito da molti, i quali vedevano già Drew occupare il suo meritato posto nel Main Event. Ora lo scozzese sembra essere stato dirottato su Jacob Fatu, con buona pace dei grandi propositi che la WWE sembrava serbare per lui. Difatti, che sia una vittoria o una sconfitta, Drew non guadagnerà un millimetro da questo scontro, vanificando tutto il lavoro fatto per riportarlo in auge. Per fortuna ogni tanto la Compagnia ascolta la pancia dei suoi fan, ed a Wrestlemania potremo apprezzare il tanto atteso scontro tra Brock Lesnar e la sua degna nemesi, Oba Femi. Su quest’ultimo ho delle riserve: Credo che sia distruttivo e potente come pochi. Il suo ingresso sul ring è già diventato un trend sui social, il che non guasta. Ha una sola pecca: Le smorfie e i “taunt” che adotta non sono proprie di un mostro inarrestabile. Non basta essere un gigante. Bisogna saperlo interpretare in tutto. Se migliora questo aspetto, aggiungendo un pizzico di impassibilità cattiva alle sue espressioni, Oba può solo guadagnarci.

Di match sanciti, a meno di un mese dell’evento, ce ne sono solo 5 (quello tra Drew e Fatu è da me solo ipotizzato, ma non vi è nulla di ufficiale). Escluso gli altri incontri di cui sopra, figurano per ora i due match femminili. Credo che questa parte di card sia la meglio costruita dalla WWE. Finalmente il team creativo ha capito che è inutile forzare la mano con chi non è di madrelingua inglese e hanno concesso a Stephanie Vaquer di esprimersi in spagnolo, risultando molto più vera. La sua rivalità con Liv Morgan, condita da promo di tutto rispetto da ambo le parti, è una delle più interessanti degli ultimi mesi. Il loro match farà scuola, e mi auguro che la campionessa in carica mantenga il titolo. Stessa cosa dicasi per il match tra Rhea Ripley e Jade Cargill. Questo incontro è il naturale risultato di una collisione tra eventi, quindi assume tutto il carattere di una sfida ineluttabile. Ad aggiungere un pò di pepe, il “dissing” sui social non tanto velato tra le due. Una Wrestlemania ancora in cantiere dunque, a differenza delle ultime edizioni, che con rimaneggiamenti forzati e cambi dell’ultimo minuto si prospetta un pelino meno energica della scorsa. E forse anche meno attesa, oltreché strana (visto che Gunther, Rollins, Penta ed altri non hanno ricevuto ancora una loro collocazione all’interno della card).

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