Il nome di Vince McMahon, negli ulimi anni, è emerso più frequentemente in ambiti forensi che sportivi. Tra scandali di natura sessuale e dubbie attività finanziarie non si fa mancare davvero nulla.
Molto spesso però, come cita il titolo, riesce a farla franca e a scampare pericoli ben peggiori di quelli già esistenti… E viene istintivo pensare che, come ben sappiamo, i soldi parlano come citava la theme song di suo figlio Shane. O almeno, così pare. Già, perché per quanto se ne possa dire il caro vecchio Vince è tutto fuorché al sicuro, in tal senso.
McMahon raggiunge un accordo, processo – per ora – scampato
La notizia ‘nuda e cruda’ circola già da alcuni giorni, ma sta via via andando in fase di definizione: Vincent Kennedy McMahon II non andrà a processo per le accuse mosse nei suoi confronti dagli azionisti WWE per la cessione della stessa a Endeavor. L’ex patron della WWE ha raggiunto un accordo del quale non sono ancora stati forniti i dettagli, se non uno: evitare questo processo lo metterebbe – il condizionale è d’obbligo – al sicuro da altre vicende che definire spinose sarebbe un eufemismo.
Un avvocato dei querelanti ha rivelato a Front Office Sport che “Vince McMahon ha raggiunto un accordo all’ultimo minuto per evitare un processo sulla fusione tra WWE e UFC prevista per il 2023, un caso che rischiava di rendere pubbliche informazioni sulle accuse di cattiva condotta sessuale e sugli scandali legati al pagamento di tangenti“.
La causa è stata intentata dagli azionisti della WWE dopo la fusione da 21 miliardi di dollari tra la WWE e Endeavor, la società madre dell’UFC, che ha dato vita a TKO Group Holdings. La causa sosteneva che McMahon avesse spinto la WWE verso Endeavor rispetto ad altri potenziali acquirenti perché Ari Emanuel gli avrebbe permesso di mantenere vantaggi finanziari e il controllo sulla WWE.
I querelanti hanno anche affermato che altri offerenti avrebbero potuto costringere Vince a dimettersi a causa di scandali legati a molestie sessuali e pagamenti di risarcimento. Tra gli imputati figuravano anche gli attuali ed ex dirigenti della WWE Nick Khan, George Barrios, Steve Koonin, Michelle Wilson e Frank Riddick.
Durante la fase istruttoria, gli azionisti hanno richiesto documenti relativi alle accuse di cattiva condotta sessuale e ai pagamenti effettuati a donne che avevano accusato McMahon di tali comportamenti. Hanno sostenuto che tali documenti fossero rilevanti per comprendere lo ‘stato mentale’ di McMahon durante il processo di fusione.
Finita qui? Nemmeno un po’
Vince McMahon potrebbe aver evitato questo processo nel Delaware, ma i suoi problemi legali non sono del tutto risolti. La causa intentata da Janel Grant è ancora in corso e McMahon ha chiesto che il caso venga sottoposto ad arbitrato. Lui e Linda McMahon devono inoltre affrontare una causa intentata da cinque ex “Ring Boys”, i quali sostengono che la coppia abbia consapevolmente permesso a un capo della troupe di abusare sessualmente di loro decenni fa.
L’accordo raggiunto significa che la causa intentata dagli azionisti non andrà a processo questa settimana, evitando per ora che una grande quantità di materiale potenzialmente esplosivo venga resa pubblica in aula. Tuttavia, con altre cause in corso, la nube legale che avvolge McMahon è tutt’altro che dissipata.








