Il team legale di Vince McMahon non ci sta. John Laurinaitis è stato ufficialmente escluso dalla causa per traffico sessuale di Janel Grant dopo aver raggiunto un accordo riservato, ma secondo l’avvocato dell’ex patron della WWE la sostanza non cambia affatto.
“La verità rimane immutata”
Mercoledì Laurinaitis è stato rimosso dall’elenco degli imputati con un nuovo deposito in tribunale. L’ex dirigente ha accettato di collaborare fornendo prove contro McMahon e la WWE, ma l’avvocato Jessica Rosenberg ha subito replicato a Ringside News con una dichiarazione categorica.
“L’esclusione di John Laurinaitis come imputato oggi non modifica in alcun modo i fatti di questo caso. Vince McMahon non ha mai maltrattato Janel Grant. Non importa quanti comunicati stampa pubblichi il suo team, la verità rimane immutata”, ha sottolineato la legale.
La Rosenberg ha poi tirato in ballo le precedenti dichiarazioni dell’avvocato di Laurinaitis: “Come ha detto in precedenza l’avvocato di Laurinaitis: ‘Il signor Laurinaitis conferma la posizione di McMahon nel dichiarare pubblicamente che le accuse di abusi sessuali e coercizione di Grant nella sua denuncia sono completamente infondate'”.
Laurinaitis ora dalla parte dell’accusa
Il voltafaccia di Laurinaitis rappresenta comunque un colpo per la difesa. L’ex dirigente, che fino a poco fa era al fianco di McMahon come co-imputato, ora collaborerà attivamente con l’accusa. Una mossa che il team di Grant ha definito “un passo fondamentale verso il rendere McMahon e la WWE responsabili delle loro azioni”.
La causa modificata, approvata dal giudice questo mese, accusa McMahon di traffico sessuale ai danni di Janel Grant durante il suo impiego in WWE. Secondo l’accusa, entrambi gli uomini avrebbero aggredito la donna, mentre la compagnia non l’avrebbe protetta. L’uscita di Laurinaitis dal processo non intacca le accuse che restano in piedi contro McMahon e la WWE.
La strada verso l’arbitrato
McMahon e la WWE hanno tempo fino al 13 giugno per presentare le mozioni che potrebbero spostare tutto in sede di arbitrato privato. La strategia punta sull’accordo di riservatezza da 3 milioni di dollari firmato da Grant, che secondo la difesa impedirebbe il processo pubblico. Nel frattempo Grant può continuare a cercare prove sulla validità di quella clausola di arbitrato.
Con Laurinaitis fuori dai giochi come imputato ma dentro come testimone dell’accusa, la pressione su Vince McMahon si fa sempre più intensa.








