Interessante disanima del personaggio di Kevin Owens da parte di uno dei più grandi autori della storia del pro wrestling: Vince Russo. L’ex booker di WWE, WCW e TNA ha parlato nel suo web show “Nuclear Heat” della gestione creativa di Owens, spiegando come questa non sia del tutto coerente. Ve ne riportiamo alcuni estratti.

“Quando la prima volta abbiamo visto Kevin Owens, in molti non lo conoscevano. La prima impressione è quella che conta e conosco gente che realmente si è chiesta: chi è?

Quello che voglio dire è che il suo aspetto non combacia con il suo personaggio. Quello che vediamo è un wrestler che sembra essere fuori forma. Quando lavoravo in WWE e mi presentavano degli atleti, mi sedevo con loro e cominciavo a parlare con loro, cercavo di capire cosa potesse caratterizzarli e renderli unici. Doveva essere qualcosa che fosse già presente in loro e che potesse essere amplificata per un milione di volte. Perchè così funziona, questi ragazzi non sono attori o attrici, sono wrestler. Se gli si chiede di recitare una parte che non è la loro, c’è una grande possibilità che falliscano. Se c’è una possibilità che il pubblico creada al personaggio che questi ragazzi cercano di interpretare, è questa”.

Russo ha poi fatto qualche esempio di wrestler di cui ha costruito l’identità iniziale, da Edge a Christian, che per il loro aspetto ha voluto trasformare in dei vampiri molto belli, misteriosi e fighi, in cui tutti i giovani avrebbero voluto rivedersi. Diversamente andò con Sean Morley, che tutti conosciamo come Val Venis: “Quando ho cercato di capire quale potesse essere il suo personaggio, ho avuto delle difficoltà. La sua passione è la politica, potrebbe stare un giorno intero a parlarti di politica. Io però non avevo alcuna competenza in merito: non mi interessa, non seguo i dibattiti, non voto. Era quindi fuori dal mio spazio d’azione e non avrei potuto scrivere niente per lui. Questo era un problema perchè era la prima cosa che era saltata fuori. Così l’ho guardato bene e ho notato che sembrava un po’ un viscido. Da qui l’idea della pornostar, di Val Venis, ci abbiamo lavorato e la prima volta che Sean ha varcato il sipario ho sentito il più grande pop mai sentito per un esordiente. Tutti sapevano chi fosse Val Venis prima che fosse mai apparso in TV. Così funziona il background”.

Cosa ha visto di Steen la gente quando l’ha visto la prima volta? E non parlo del pubblico di internet che lo ha seguito per tutto il suo percorso, dalle indy al giappone ad NXT. Parlo del pubblico televisivo che non lo conosceva e non gli interessava conoscerlo e che lo vede per la priva volta cambiando per caso canale su Raw. Questo è il test per capire se un wrestler sta interpretando bene il suo personaggio: chiedere agli spettatori che lo vedono per la prima volta chi è quell’uomo.

Russo ha quindi fatto alcuni paragoni rispetto ad altri wrestler considerati “grassi” come Yokozuna e Mick Foley, entrambi secondo lui avevano un personaggio ben distinto, la star del sumo, il matto fuori di testa. Tra gli esempi anche Dusty Rhodes, con i suoi colori sgargianti e la sua personalità straripante, con le sue danze, per finire con Bray Wyatt, che ha le lanterne, la sua famiglia e vive in una baracca in un posto dimenticato da dio. Tutti personaggi che si possono afferrare in un secondo. Il secondo step è quello in cui questi personaggi parlano e palesano il loro personaggio più chiaramente.

La risposta dei fan su Twitter è stata che è un duro, un bullo, un boxer? Qui abbiamo un problema, dato che i suoi stessi fan danno di lui tre definizioni completamente diverse.

Un duro. Due settimane ho visto Owens fermo al centro del ring mentre gli venivano lanciati in faccia una Coca Cola e dei pop corn. Dean Ambrose se ne è andato via tranquillo e non ci sono state conseguenze. Questo non è un duro, togliamo quindi questa definizione dalla lista.

Un bullo è qualcuno che se la prende con qualcuno non della sua taglia, qualcuno contro cui parte avvantaggiato. Kevin Owens al suo esordio si è lanciato contro John Cena. Se sei un bullo non te la prendi con il ragazzo più tosto di tutto il cortile. Te la prendi con uno come Hornswoggle. Possiamo togliere anche questo aggettivo dalla lista.

Cosa diamine ha a che fare Kevin Owens con un prizefighter? Sugar Ray, Roberto Durant erano dei prizefighter. Il prizefighter è un boxer. Un maestro della boxe è un prizefighter. Se fosse uno scherzo perchè sovrappeso, potrei capire, ma non è questo il caso. Non capisco proprio da dove abbiano tirato fuori questa definizione”.

“C’è la community di internet che lo definisce allora un grande worker. Nessuno spettatore casuale lo direbbe mai. Per loro il lavoro sul ring è l’ultima cosa. Loro vogliono l’aspetto, i promo, la storia, l’intrattenimento e poi alla fine di tutto questo, il match. E qui c’è il problema: sul ring, chi è Kevin Owens? Mi dicono che dia i pugni migliori di tutto il business. Mi sta bene, allora perchè combina tutto questo con manovre ad alto rischio come quelle che farebbe Rey Mysterio? Quest’uomo è un brawler o un high-flyer? Ci facciamo delle domande ma non ci sono delle risposte. Quello che vediamo è solo un wrestler fuori forma”.

Vince ha dato allora la sua ricetta per il personaggio di Owens: “Ad NXT ai suoi esordi ha raccontato una storia sui suoi 15 anni di militanza nelle indy, dei lunghi viaggi in auto per raggiungere gli show. Correggetemi se sbaglio, non mi pare abbia mai ripetuto questa storia da quando è in WWE. Se cominciasse a ripetere questa storia: 15 anni di indy, guidare per giorni, combattere di fronte a 20 persone, dormire in macchina, non indietreggiare mai per fare quello che sto facendo. Questo non è mai stato detto – ha spiegato Russo, aggiungendo – “Guardandolo non si potrebbe forse dire che si tratta di un uomo che potrebbe farti il culo se di cattivo umore, in un bar? Io ci crederei. Lo vedrei bene con una birra o degli alcolici, sarebbe un duro e ci crederei. Ma se mi chiedete di credere un uomo fuori forma che si lancia dalla corda più alta, facendo mosse impossibili dimostrando di essere un grande worker, ti direi che non ci credo: AJ Styles può farlo, Rey Mysterio, Kalisto. Loro fanno cose del genere, non Kevin Owens. Non è credibile per me. Vero Kevin Owens sembra un duro, vero, sembra un bullo. Solo che non viene utilizzato in questo modo. I creativi WWE non stanno facendo il loro lavoro al meglio, perchè il motivo per cui è tifato è perchè è un grande worker, mentre dovrebbe avere un personaggio preciso”.

 

Giuseppe Calò
Webmaster di Zona Wrestling, quando non è sul ring lavora in un'agenzia di comunicazione di Palermo. Ama il calcio, le serie televisive e la sua adorata Ambra. Se il sito non funziona al 99% è colpa sua.