Alla NWA voglio davvero tanto bene e in questi anni, di tanto in tanto, ho sempre buttato un occhio sconsolato per vedere a che punto fosse, nella nostalgica speranza di rivedere il titolo nuovamente rilevante in qualche maniera.
Tra un mese esatto la vecchia NWA proporrà lo show del 70esimo anniversario, evento impareggiabile per ogni altra compagnia, almeno dal punto di vista anagrafico, con il rematch tra Cody e Nick Aldis, che sono stati tra i protagonisti di All In. Siamo passati nel giro di due anni da campioni, praticamente sconosciuti al grande pubblico, come Jax Dane e Tim Storm a Aldis (ex TNA) e l’attuale Cody (Bullet Club/ROH/NJPW).

Sicuramente l’accelerata è stata data dal passaggio di proprietà del marchio nelle mani di Billy Corgan, che con la preziosa collaborazione di Dave Lagana, uno che di wrestling ci capisce e come, ha rimescolato le carte e si è inserito in maniera chirurgica in una zona minuscola di mercato, ma che può permettere la sopravvivenza e qualcosa di più. Uso questi termini perché non credo ci siano le condizioni per vedere la seconda rinascita dell’NWA, ma di contro può diventare una preziosa “stampella” per tutto il movimento.

Gli Young Bucks hanno creato un “metodo”, con la piattaforma Being the Elite e ci hanno dimostrato che oggi, un grosso network alle spalle a questo livello, non è più necessario. La NWA da un anno a questa parte ha iniziato ad usare i social in maniera simile, utilizzato quel “metodo”, di centralizzare il rapporto con i fan con il canale YouTube, raccontando nella forma documentaristica più tradizionale, l’avvicendarsi di storyline. L’idea di andare a braccetto poi con l’evento All In è stata, inutile sottolinearlo, estremamente intelligente.
Lagana a fine 2017, in una intervista ci diceva che a suo parere il “Metodo Bucks”, non è altro che l’inizio di una nuova epoca del wrestling, che presto o tardi anche la WWE dovrà abbracciare, che lui chiamava “Authentic Era”. Ora non voglio proporre questa teoria come profetica e inevitabile, lo scrivo solo per cercare di leggere questo momento storico da una prospettiva nuova e originale.

Il panorama mondiale del wrestling adesso è ricco e molto probabilmente la forza di ripetere un Bullet Club 2, capace di emergere e diventare più grande della promotion stessa in cui lavorano, non ce l’ha nessuno, neanche chi possiede un brand prestigioso come quello NWA; in più abbiamo la WWE che con NXT negli ultimi anni ha cannibalizzato il mercato indie-oriented.
Il Market-focus della NWA è stato ben spiegato da un’intervista di qualche mese fa al campione dell’epoca Aldis, dove sostanzialmente sottolineava cosa la NWA dovrebbe essere. E la cosa che mi ha fatto piacere sentire è che la questione affondava le radici nella storia, quella per cui la NWA è nata nel 1948.
Non focalizzarsi sull’avere uno show televisivo, un roster e dei pay-per-view, che non avrebbe la forza di resistere a un competitor come la Ring of Honor, per dirne uno, ma sul valorizzare enormemente la cintura mondiale che deve essere difesa in più compagnie possibili in giro per il mondo.

E questa è una buona filosofia, che non richiede troppo impegno e fa valorizzare il campione e la cintura, poi di tanto in tanto centralizzare la faida in un evento casalingo. In fin dei conti, mai come in questo momento il titolo NWA ha avuto significato e valore, dai tempi in cui la TNA chiuse i rapporti con la storica federazioni di federazioni.
In termini emotivi la storyline tra Cody e Aldis, a ben pensarci, è stata una delle cose migliori viste quest’anno; rivedere un Rhodes nuovamente con la cintura alla vita è stato un momento meraviglioso.
Ho molta curiosità di vedere il passo successivo, quanto Cody avrà voglia di investire tempo della sua carriera attorno a questo titolo, come e soprattutto dove verranno strutturate le difese.

Una cosa è certa, stiamo vivendo un periodo estremamente stimolante per quando riguarda il pro-wrestling, sia per noi spettatori, sia per i creativi che lavorano in questo business, che negli ultimi anni è invecchiato troppo velocemente e adesso deve tornare “Autentico”.

Luca Grandi
In allenamento per diventare un cattivo dei Cavalieri dello Zodiaco. Cerco di non perdere la salute tifando Arsenal. Tengo un occhio aperto sui fumetti e le serie tv come Tetsuya Naito.