Il primo Premium Live Event trasmesso su ESPN della WWE è alle porte, trascinandosi dietro un numero inaspettatamente elevato di critiche sui social da parte dei fan. L’evento in sé non mi convinceva sin dall’inizio, diciamo dal suo nome già. “Palooza” è un termine accrescitivo, esagerato, che indica una straordinarietà. Wrestlepalooza è, dunque, uno show esagerato di wrestling, da urlo, il che più che enfatizzarne l’aura ha l’inatteso risvolto di renderlo altisonante, macchiettistico, esagerato e innaturale. E non è l’evento di punta, come Wrestlemania (che a ragione si chiama così), ma un PLE come tanti altri, che vorrebbe distinguersi dagli altri solo perché è su ESPN (alla modica cifra di 29,99$).
E che fosse “palooza” solo per l’accordo televisivo raggiunto, e non per la qualità dello show, lo si era capito dalla card e dal minutaggio (3 ore e mezza come tutti gli altri “ordinari” eventi). Non che i match annunciati fossero di scarso interesse, anzi, ma non urlavano alla magnificenza e allo sconvolgimento dei fan come il titolo del PLE voleva accreditarsi. L’evento in sé poi, a differenza di una moltitudine di altri casi, a me non è dispiaciuto. L’idea che Lesnar abbia “rotto” quel velo di epicità che aleggia sull’ultimo anno di Cena, distruggendolo con 7 F-5 in pochi minuti, non mi ha indignato, anzi. È quanto di più coerente la WWE abbia potuto fare con questi due. Cena sarà anche in un momento angelico, etereo, ma Lesnar è pur sempre Lesnar: Una bestia inarrestabile. Il match femminile ha sofferto dell’assenza di calore del pubblico nella prima fase, ma resta un incontro all’altezza delle aspettative.
Mi ha sorpreso positivamente la vittoria dei The Vision contro gli Usos, che consente a Breakker e Reed di essere percepiti come pericolosi dagli altri wrestler e, soprattutto, dai fan. Il Mixed Tag Team match è stato divertente, ben coreografato ed a tratti emozionante. Il Main Event, come prevedevo, lungo e monocorde, come quasi tutti i match di Cody Rhodes quando non c’è una storia intrigante alle spalle. Il voto complessivo dato dai fan, dunque, soffre non tanto della qualità dello show (ripeto, a mio avviso non così scadente come si vorrebbe dipingerlo), ma della scelta di Triple H di creare altissime aspettative al riguardo (“Wrestlepalooza sarà ricca di sorprese”) e della cifra (29,99$) che i fan hanno dovuto pagare per fruire dello show. Una questione di prezzi che, anche oltreoceano, si è sollevata e che sta indisponendo progressivamente sempre più fan della WWE. O si trova il giusto equilibrio qualità\prezzo, evitando di massimizzare il guadagno ad ogni piè sospinto, o credo che questo, il problema dei prezzi, potrà creare molti più grattacapi alla WWE dell’effettiva qualità dei suoi show.








