Amici ed amiche di Zonawrestling.net, un saluto a tutti voi dal vostro Dario Rondanini, anche questa settimana con voi per portarvi una nuova review, stavolta di WWE Backlash! Dopo una WrestleMania con luci ed ombre, come sarà andato questo nuovo PLE, sulla strada per Clash in Italy? Scopriamolo di seguito!
ONE ON ONE MATCH
SETH ROLLINS VS BRON BREAKKER (21:26)
Innanzitutto vorrei fare una premessa sull’ordine dei match della card, a mio dire molto ben posizionati. Il modello ricorda quello già utilizzato con tanta fortuna da Triple H all’epoca dei Takeover di NXT, che spesso appunto includevano pochi match, circa 5 o 6, spesso lunghi e molto intensi. In una serata che, con un risvolto tragicomico, ha avuto più lottato della prima notte di WrestleMania, l’opener è stato proprio questo: lungo e molto intenso.
Gran parte della contesa è stata caratterizzata proprio dalla grande intensità messa in atto dai due wrestler, che non si sono risparmiati (soprattutto Rollins che lottava un match importante dopo l’infortunio di sei mesi). Forse questo non risparmiarsi ha fatto in modo che ci fosse qualche errore di troppo (vedasi la fatica sulla Frankensteiner di Breakker, al punto che per le successive Rollins ha dato una enorme mano all’avversario), ma al netto dell’errore umano il match mi ha lasciato un mix di sensazioni, sia positive che negative. Ho apprezzato però l’intenzione di far apparire Bron come quello che non resta mai a terra a prescindere dal colpo subito. La serata passa agli archivi anche come una serata in cui Breakker ha azzeccato la maggior parte delle Spear, che normalmente sembrano più bracci tesi in salto che Spear. Proprio questa mossa, eseguita durante una bella sequenza, è quella che mette la parola fine al match, sancendo una vittoria forse a sorpresa per Bron. Le parole di Rollins nel post match, con Seth che si chiede se sia ancora lo stesso wrestler di tanti anni fa, rendono sicuramente interessante il prosieguo di questa rivalità, che probabilmente proseguirà visto anche che Rollins potrebbe recriminare di essere stato distratto da Theory e Logan Paul poco prima del finale. Il pubblico anche ha contribuito alla contesa, andando decisamente dietro alla figura di Rollins, ma in un certo senso riconoscendo anche la minaccia di Breakker.
(7 / 10)
UNITED STATES CHAMPIONSHIP ONE ON ONE MATCH (12:56)
TRICK WILLIAMS (c) vs SAMI ZAYN
La domanda più importante è: il Gingerbread Man si sarà fatto vedere? Scherzi a parte, ho apprezzato questo secondo match titolato tra i due molto di più rispetto allo scontro di WrestleMania. Sami Zayn, per quanto possa dirsi un personaggio abbastanza discusso attualmente, sul quadrato è un professionista di tale livello che riesce a far fare ottime figure a tutti i suoi avversari, Trick compreso. Il campione comunque ha dimostrato di avere spalle larghe abbastanza per affrontare le sfide del main roster nel migliore dei modi. Il match di Backlash è stato più divertente, ed anche il coinvolgimento di Lil Yachty ha avuto più senso rispetto a quanto visto a WrestleMania. Il turn di Sami Zayn è quasi completo ormai, col pubblico che lo ha ampiamente fischiato per alcuni tratti. L’Helluva Kick su Yachty è un segnale importante di un Zayn che ha perso di vista l’obiettivo e insegue la sua frustrazione più che il titolo. Tanto di cappello anche a Lil Yachty che sta svolgendo il suo compito senza eccedere e se c’è da prendere colpi, non si tira indietro, vedasi la sequenza di quando Sami lo colpisce pesantemente con il candy cane. Turn di Sami che sembra quindi sul punto di arrivare, con il finto infortunio che ha portato poi Zayn a colpire Trick con l’arma contundente. In definitiva, vittoria importante per Trick com’è giusto che sia, Sami eleva l’avversario e inizia forse a ritagliarsi il ruolo del wrestler utilizzato per mandare over i colleghi.
(7 / 10)
TAG TEAM MATCH
DANHAUSEN & ??? VS THE MIZ & KIT WILSON (11:38)
Non me ne vogliate se su questo match non sarò molto prolisso, ma non credo che onestamente ci sia molto da dire. Cercando di fare un’analisi quanto più intellettualmente onesta possibile, bisogna dire che il personaggio di Danhausen sta trovando la sua dimensione e il fatto che stia diventando over con il pubblico ed abbia un ottimo tasso di vendite per quanto riguarda il merch è sicuramente fonte di buone notizie per la compagnia, ed anche per lui stesso, che sicuramente avrà dimenticato le reazioni indignate dei fan al suo debutto. The Miz e Kit Wilson sono i wrestler perfetti per accompagnare Danhausen, con il veterano che non ha più nulla da chiedere alla sua carriera che comunque ha avuto le sue gioie anche inattese, e il solido worker di esperienza e altrettanto validissimo comedy relief. Il partner di Danhausen alla fine si è rivelato essere Minhausen, apparentemente interpretato dallo stesso mini che a suo tempo interpretò El Torito, pare quindi si tratti di Mascarita Dorada.
L’incontro in sé, viste le premesse non è stato nemmeno malvagio, con Minihausen che ha forse fatto vedere le cose migliori di tutto il match. Considerando l’evidente intento comico e la posizione strategica in card, terzultimo match prima delle due bombe finali, non me la sento di mortificare più di tanto dei performer e un incontro che alla fine hanno intrattenuto, e bene.
(6 / 10)
ONE ON ONE MATCH
IYO SKY VS ASUKA (18:07)
Pur essendo queste due atlete delle autentiche maestre, il match è risultato ovviamente manchevole dell’elemento principale: Kairi Sane. Il suo licenziamento per me assolutamente senza senso ha tolto al match il motivo di interesse principale, dato che il fulcro della contesa e della storyline tutta sarebbe stato il suo ribellarsi ad Asuka dopo mesi di tirannie. Ciò premesso, il match è stato indubbiamente molto bello, cosa che non poteva essere diversa considerando le atlete in questione, sebbene non la “guerra” che forse sarebbe dovuta essere. Trattandosi di due joshi, ossia wrestler giapponesi donne, le due hanno infarcito il match con numerosi colpi visivamente molto pesanti, alcune sequenze veramente molto belle e impattanti (vedasi ad esempio il blue mist sputato da Asuka contro Iyo, che usa il pc di Barrett per proteggersi) oppure la breve ma molto emozionante sequenza di sottomissione, quando Asuka intercetta un moonsault della rivale per chiuderla in una armbar, poi rovesciata da Iyo, a sua volta trasformata nella Asuka Lock dalla senpai. Questo è stato il momento del match in cui per un attimo ho pensato che Iyo Sky potesse effettivamente perdere per sottomissione, ma per fortuna hanno continuato, sfoderando in alcuni momenti una vera masterclass, ma del resto non poteva essere altrimenti, come ho ripetuto fino alla nausea.
Molto emozionante anche il finale, quando Asuka dopo la sconfitta si inchina alla rivale, abbracciandola e baciandola, quasi come a segnalare un ritiro. L’ipotesi ad ora pare scartata in favore di un’assenza prolungata per motivi personali. Il momento è stato a suo modo storico in quanto può suggellare il passaggio di testimone da Asuka ad Iyo Sky come simbolo del wrestling femminile tra le giapponesi.
(8 / 10)
WORLD HEAVYWEIGHT CHAMPIONSHIP MATCH
ROMAN REIGNS (c) vs JACOB FATU (17:50)
Abbiamo parlato prima di guerra? Eccola qui. I due non si sono assolutamente risparmiati, dando l’impressione di assistere ad una violenta rissa. Nonostante il canovaccio sia stato quello solito dei match di Roman, con sequenze adrenaliniche ma molte pause ripetute, questo match nello specifico non è parso lento come a volte capitato nei precedenti, il che ha rappresentato un importante plus. L’attenzione era tutta su Fatu, ovviamente, più che altro per una sorta di “esame” di profitto nel contesto di un main event di un PLE. A mio dire l’esame è stato pienamente superato, con Jacob che è stato scritto esattamente per quello che è: una mina vagante fuori controllo. Il Samoan Werewolf ha fornito una prestazione maiuscola, apparendo come una minaccia assolutamente credibile al regno di Reigns, seppure l’esito poteva sembrare scontato. Anche l’ottimo selling di Reigns ha impreziosito la contesa, che comunque a monte ha goduto di una scrittura molto intelligente, soprattutto nella sequenza in cui, all’ennesima Tongan Death Grip di Jacob, Roman ha colpito l’avversario agli occhi per liberarsi. Notevolissima anche la sequenza, presagio del finale, in cui Roman si aggrappa al turnbuckle per liberarsi dalla mossa letale del rivale per poi scagliarlo contro il turnbuckle scoperto e colpirlo con la Spear finale. La sconfitta non scalfisce affatto lo status di Jacob, anzi se possibile lo eleva ulteriormente, dandogli la possibilità di assurgere al rango di main eventer a cui molti fan speravano potesse arrivare, me incluso.
La sequenza finale, con Fatu impazzito che atterra chiunque dagli arbitri ai producer, da Adam Pearce allo stesso Roman Reigns è un preambolo di quello che ha poi affrontato Reigns anche a RAW, e con lui tutta la Bloodline: un avversario scatenato che non ha nulla da perdere, il che lo rende ancora più pericoloso di quanto già non sia.
(8 / 10)
E con questo, la review di WWE Backlash si conclude. Un ringraziamento a tutti voi per la lettura e vi do appuntamento alla prossima occasione!








