Intervistato da Busten Open Radio, Big Show ha fatto un importante paragone con l’Attitude Era, in cui la psicologia sul ring era la fetta più importante del torta, e ciò che invece vediamo adesso, con l’azione e la parte tecnica che hanno sicuramente preso il sopravvento.
Come ben sappiamo, l’Attitude Era, la Golden Age, era caratterizzata da feud importanti e storyline di qualità molto alta, mentre ora spesso tutto questo non si verifica, nota Big Show, e ciò spinge i wrestler a non cercare più di ottenere uno status superiore nella card.

Oggi a me sembra che sia tipo ‘io faccio le mie cose e tu fai le tue’. Lo capisco: forse l’audience è cambiata. Forse è più appassionata all’azione. Forse non vuole il drama, ma io non sono d’accordo. Secondo me lo vogliono, il drama, e quando dai loro qualcosa fatto bene, si appassionano. Quando si tratta di una mossa dietro l’altra e nessuno sta cercando di vendere niente e non significa nulla, perché lo stai facendo? Non tirare cinquanta pugni quando ne basterebbero due.

Big Show ha poi aggiunto che gli piacerebbe che le Superstar fossero motivate a costruirsi un nome per se stesse, considerato che nel business non ci sono mai state così tante opportunità, purtroppo però i wrestler non ne stanno approfittando.

Forse oggi il prodotto è cambiato, ma io non riesco proprio a farmene una ragione. Secondo me, non c’è mai stato un momento migliore per essere una WWE Superstar. Hai accesso e visibilità globali, cose che non abbiamo mai avuto quando abbiamo cominciato. Inomma, mi ricordo di quando ero WCW World Champion e poi, quando sono andato in WWE, abbiamo fatto un tour in Germania e non avevano idea di chi io fossi. Dovevo ricominciare tutto da capo. Adesso, per via dei social media, per tutti quei siti web, grazie a Busted Open Radio, la gente ha molta più visibilità. I fan conoscono meglio il prodotto e scoprono tanto delle Superstar, quindi c’è una chance, di contraddistinguersi dal resto. Ecco come la penso su questa opportunità: sto pregando alcuni di questi giovani ragazzi di distinguersi dagli altri.

FONTEBusten Open Radio
Ha ventiquattro anni e rimpiange di non averli impiegati bene come Randy Orton. Si consola scrivendo e nutrendo porcellini d'India. Legge i libri di Chris Jericho e ci trova anche lezioni di vita.