Cora Jade ha denunciato la cultura tossica all’interno della WWE dopo il suo recente licenziamento e ha preso le difese di Gigi Dolin, che a sua volta ha risposto con fermezza alle voci che mettevano in discussione la sua etica del lavoro.

La polemica è scoppiata dopo la diffusione di un report secondo cui alcuni dei talenti recentemente licenziati da NXT sarebbero stati allontanati perché considerati “pigri” o poco incisivi. Una narrazione che Gigi Dolin non ha accettato passivamente.

In un tweet deciso, l’ex membro delle Toxic Attraction ha scritto:

“Quando non viaggiavo per lavorare con una delle due compagnie con cui ero sotto contratto, mi allenavo duramente 3-4 giorni a settimana, prendendo bump pesanti e facendo esercizi cardio con uno degli allenatori migliori e più severi con cui abbia mai lavorato. Mi allenavo ogni singolo giorno e partecipavo agli eventi dal vivo ogni due fine settimana. Quindi sì, certe cose non voglio proprio sentirle lol. Lo stato del mio corpo parla da sé.”

Cultura tossica e giudizi sul corpo: Le accuse di Cora Jade alla WWE

Dolin, conosciuta per il suo impegno e la dedizione agli allenamenti intensi, ha voluto mettere a tacere ogni insinuazione sull’essere “pigra”. Il suo sfogo sembra indirizzato a chi ha criticato i talenti coinvolti nell’ultima ondata di licenziamenti in WWE.

Cora Jade, anche lei colpita dall’ultima ondata di licenziamenti è intervenuta prontamente, raccontando la sua esperienza e unendosi al crescente coro di critiche. In una risposta diretta al post di Gigi Dolin, ha scritto:

“Questo, senza contare che ero costretta ad allenarmi nella mia palestra personale dopo le sessioni di ‘strength and conditioning’ sul lavoro, che non mi portavano alcun beneficio. L’unico risultato? Subire body shaming da parte di capi, colleghi e fan 🙂 assurdo!”

Il tweet di Jade mette in evidenza quello che lei definisce un ambiente tossico all’interno della WWE, dove l’aspetto fisico veniva giudicato duramente, anche quando i programmi ufficiali di allenamento non erano realmente efficaci.

Sebbene non abbia fatto nomi, il riferimento al body shaming da parte di dirigenti e colleghi aggiunge un peso significativo alle sue parole.

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