Da quando WWE e UFC, per volere di Endeavor, si sono fuse dando vita a quella che oggi conosciamo come TKO, si è creata una gran confusione su chi fa cosa, chi prende le decisioni e via dicendo. Il fan medio, in genere, ha la risposta pronta: se le decisioni sembrano sensate allora sono prese dalla partecipazione WWE, se lo sono un po’ meno allora è stata Endeavor/TKO.
Si è sollevata la questione anche nelle ultime ore, dopo più di 20 licenziamenti che sono stati annunciati nella notte tra venerdì 24 e sabato 25 aprile. Nomi sconvolgenti (come Kairi Sane), nomi meno noti a chi non segue tutta la programmazione WWE, ma la domanda che aleggia è sostanzialmente una: chi ha deciso questi licenziamenti? Nel giornalismo di settore si è cercato di fare un po’ di chiarezza.
Dave Meltzer non ha dubbi: è stato Triple H
Sì, Dave Meltzer fa spesso aggrottare la fronte quando si legge il suo nome in una news, ma oltreoceano gode di alta considerazione e attendibilità. Ringside News ha reso noto che per il giornalista la ‘paternità’ delle decisioni prese sui licenziamenti ordinati nelle ultime ore è da attribuirsi quasi unicamente a Paul Levesque.
“Nessuno al di sopra di Levesque sta dicendo chi licenziare. Forse Nick Khan, forse no. Ari Emanuel non è lì seduto a dire che dobbiamo licenziare Zelina Vega e Kairi Sane. In generale chi prende le decisioni, nel bene o nel male, è Paul. È come negli anni passati, quando la gente incolpava questa o quella persona, mentre la decisione era al 100% di Vince“.
Ma Meltzer non si è fermato qui:
“Non c’è alcuna possibilità che TKO stia imponendo chi tagliare. È possibile che abbiano un tetto salariale non ufficiale e che Levesque, in quanto manager, debba mantenere la cifra al di sotto di tale limite. Molto probabilmente la decisione sul tetto salariale spetta a Khan, e per quanto riguarda le decisioni chiave sul personale, la responsabilità è di Levesque, anche se è probabile che Khan e altri abbiano dato il loro contributo. È come se Vince si consultasse con alcune persone, ma alla fine la decisione finale spettasse a lui e non al cattivo Jim Ross, al cattivo Johnny Ace o al cattivo JJ Dillon“








