L’Archer of Infamy conclude la rivalità con una vittoria brutale che lascia lo scozzese a terra

Damian Priest ha ottenuto la sua vendetta su Drew McIntyre nel Steel Cage Match che ha caratterizzato Saturday Night’s Main Event al Yuengling Center di Tampa. In un incontro violento durato quasi dodici minuti, l’ex campione del mondo ha dimostrato di saper chiudere i conti in sospeso con lo Scottish Psychopath.

Il match che ha chiuso la faida

Il Steel Cage Match di Tampa ha rappresentato il culmine perfetto di questa rivalità brutale. McIntyre ha iniziato forte, attaccando Priest prima ancora che potesse entrare nella gabbia e portando due sedie all’interno della struttura d’acciaio.

L’incontro è stato caratterizzato da violenza estrema, con entrambi i wrestler che hanno utilizzato ogni superficie disponibile della gabbia come arma. Il momento decisivo è arrivato quando Priest ha eseguito una devastante Conchairto su McIntyre, schiacciando la testa dello scozzese tra due sedie d’acciaio.

Michael Cole ha sottolineato come Priest avesse già utilizzato la stessa mossa per “eliminare il suo mentore Edge“, evidenziando la natura spietata dell’Archer of Infamy.

La vittoria controversa

Priest ha concluso il match uscendo dalla porta della gabbia, lasciando McIntyre privo di sensi sul ring. Jesse Ventura, presente al tavolo di commento, ha criticato aspramente questa modalità di vittoria, definendola una conclusione poco soddisfacente e lamentando che Priest non avesse scelto di scavalcare la gabbia.

Le condizioni di McIntyre dopo la Conchairto hanno richiesto l’intervento dei medici della WWE con una barella, ma lo Scottish Psychopath ha rifiutato l’assistenza medica, allontanandosi dal ring con le proprie forze nonostante le evidenti difficoltà.

Cosa significa per il futuro

Questa vittoria potrebbe rappresentare la chiusura definitiva della faida tra Priest e McIntyre, una rivalità che ha dominato entrambi i brand negli ultimi mesi. Per Priest, il successo nella gabbia lo rilancia verso la cima della divisione di SmackDown, mentre McIntyre dovrà leccarsi le ferite e rivedere i suoi piani per il futuro, con le notizie che parlano di un periodo di pausa per il wrestler scozzese.

La faida nata a WrestleMania 40

La rivalità tra Priest e McIntyre affonda le radici in uno dei momenti più controversi della storia recente della WWE. Era aprile 2024 quando Drew McIntyre aveva finalmente conquistato il World Heavyweight Championship sconfiggendo Seth Rollins a WrestleMania 40, realizzando un sogno inseguito per anni. La gioia dello scozzese durò però solo pochi istanti: Damian Priest incassò immediatamente la sua valigetta Money in the Bank e strappò il titolo dalle mani di McIntyre in quello che divenne noto come uno dei cash-in più spietati della storia.

Da quel momento, la tensione tra i due non si è mai placata. Nel corso del 2024, si sono affrontati in diversi contesti, compreso un brutale Sin City Street Fight a WrestleMania 41 e una battaglia che ha coinvolto anche il pubblico durante il Fatal 4-Way Match per lo United States Championship a Backlash.

La rivalità si riaccende nel 2025

Quest’anno la faida si è riaccesa quando Priest ha prima eliminato McIntyre dalla Royal Rumble e poi dall’Elimination Chamber, impedendogli di raggiungere il main event di WrestleMania 41. Nonostante McIntyre avesse ottenuto la sua vendetta vincendo il Sin City Street Fight a Las Vegas, Priest ha chiarito che la questione era tutt’altro che chiusa quando ha nuovamente interferito nel Fatal Four-Way per il titolo United States a Backlash 2025.

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