Il caso Andrade e la sua controversa clausola di non-concorrenza con la WWE accende il dibattito tra fan e addetti ai lavori. Questa volta a fare chiarezza ci pensa David Otunga, ex wrestler della federazione e avvocato, che attraverso il suo canale YouTube ha svelato i veri punti deboli del contratto WWE e le opportunità che Andrade potrebbe avere in tribunale.
Il contratto WWE sotto la lente
David Otunga ha preso come riferimento il suo contratto WWE del 2017, confermando l’esistenza della cosiddetta non-compete clause della durata di un anno già all’epoca. La sua analisi è chiara:
“Tuttavia, è abbastanza vaga, e questo è il problema di molte clausole in questo contratto: c’è tantissimo da lasciare all’interpretazione. E ci sono davvero tante clausole vaghe qui.”
L’ex wrestler prosegue:
“Il contratto è pieno di contraddizioni, e questa è una di quelle. La parte de ‘l’independent contractor’ a mio parere non è nemmeno legalmente sostenibile, ad essere onesto.”
Il punto: 90 giorni pagati vs. 1 anno senza stipendio
Normalmente WWE termina i rapporti di lavoro con i talenti offrendo 90 giorni di non-concorrenza retribuiti, così da evitare dispute legali relative alla più dura clausola annuale non retribuita. Otunga smentisce che sia un gesto di generosità.
“Non è un atto di gentilezza da parte della WWE, ma una mossa intelligente per evitare cause sui dodici mesi non pagati che invece rimangono scritti nel contratto.”
Il nodo legale
Parlando del caso specifico di Andrade, Otunga è netto:
“In questa situazione, gli è stata imposta una clausola di non-concorrenza di un anno senza compenso. Se portasse il caso in tribunale, penso che un giudice molto, molto probabilmente deciderebbe a suo favore e annullerebbe quella parte del contratto, perché non si può impedire a qualcuno di lavorare per un intero anno.”
La giurisdizione e i favori della legge
Otunga conclude sottolineando un dettaglio tecnico:
“La giurisdizione del contratto è il Connecticut, che reputo un ambiente favorevole agli affari e quindi alla WWE. Questo rende il contratto già sbilanciato e orientato a tutelare principalmente la compagnia.”








