Jordynne Grace ha puntato il dito contro un intervistatore che, secondo lei, avrebbe sfruttato un fan WWE con disabilità mentale per ottenere click e non ha usato mezzi termini.

La wrestler ha pubblicamente criticato su Twitter un intervistatore noto come “Ringcontrol”, dopo un suo video diventato virale in cui un fan disabile veniva interrogato sulla sua era preferita della WWE. Durante l’intervista, il ragazzo ha menzionato i celebri “bra and panties match” dell’Attitude Era e ha fatto i nomi di star attuali come Liv Morgan, Becky Lynch, Natalya e Maxxine Dupri, dicendo che gli piacerebbe vederle in un tipo di match simile:

“Nell’Attitude Era c’erano i bra and panties match. In questa era non ci sono. Mi piacerebbe vedere Liv Morgan in un bra and panties match. Anche Becky Lynch — magari anche Natalya. Anzi, forse non Natalya. F***lo Natalya. Meglio Maxxine Dupri — lei è nel mio bra and panties match”. Il filmato si è diffuso rapidamente online e con lui anche le polemiche.

Bufera su Ringcontrol: Jordynne Grace lo accusa di sfruttamento

Grace ha accusato l’intervistatore di aver messo il fan in una posizione vulnerabile, sostenendo che lo abbia sfruttato per ottenere visualizzazioni:

“Intervistare persone con disabilità mentali sapendo che diranno cose fuori luogo, socialmente inaccettabili, solo per fare views… a un certo punto si supera il limite”.

Mentre il video continuava a circolare, alcuni utenti hanno iniziato a prendere in giro il fan, mentre altri hanno difeso la sua condizione. Un commento in particolare recitava:

“Il fatto che la gente lo stia prendendo in giro e dicendo che ‘questi sono i tipi di fan’, è assurdo. Puoi non essere d’accordo e trovare la cosa inquietante, sì, ma è evidente che si tratta di una persona con disabilità mentale e non merita di essere derisa”.

A quel punto Grace ha risposto di nuovo, condividendo un aspetto personale che spiega perché la vicenda l’abbia colpita così tanto:

“Ho un fratello con la sindrome di Down che ha poster di ‘ragazze sexy’ ovunque nella sua camera. Lo trovo strano? Sì. Ma non capirà mai certe dinamiche come le capiamo noi. Sarei devastata se venisse intervistato pubblicamente e migliaia di persone dicessero che dovrebbe morire”.

Con queste parole, Grace ha spostato l’attenzione: non più indignazione contro il fan, ma responsabilità verso chi tiene il microfono. Secondo lei, il problema non sono i commenti imbarazzanti in sé, ma il fatto di esporre deliberatamente una persona vulnerabile per trasformarla in un fenomeno virale.

Il video continua a circolare e il dibattito è acceso: dove finisce il semplice “street interview” e dove inizia lo sfruttamento?

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