Amici ed amiche di Zonawrestling.net, un saluto a tutti voi dal vostro Dario Rondanini, di nuovo qui con voi per un altro dei nostri appuntamenti settimanali. Quest’oggi sono consapevole che l’argomento è difficile, e se vogliamo anche molto divisivo. Chi vi scrive è consapevole delle critiche eventuali, ma come ho sempre detto anche al di fuori del web, l’onestà intellettuale viene prima di qualsiasi cosa.

L’argomento di oggi è Triple H. Insieme a voi vorrei provare a fare un ragionamento e capire se sia veramente lui, e nel caso quanto, il responsabile di questo periodo di “stanchezza” creativa in WWE. Perciò, mettiamoci comodi e partiamo, poiché le cose da dire sono un bel po’.

Innanzitutto, ci tengo a precisare che questo editoriale non vuole in alcun modo essere una strenua difesa di HHH e né una captatio benevolentiae verso il pubblico, ma l’intenzione è quella di cercare di fare un ragionamento quanto più lucido e obiettivo possibile. La prima cosa che a mio avviso bisogna dire, prima ancora di qualsiasi altra, è che assolutamente HHH non è esente da colpe se il periodo che stiamo vivendo ora in quanto fan non è esaltante, per usare un eufemismo. Del resto, non solo è normale, ma anche giusto che in momenti come questo in cui il prodotto arranca, a maggior ragione se siamo sempre più vicini a WrestleMania, le principali critiche del pubblico siano rivolte a lui.

Quello che però vorrei provare a fare, è provare a far scattare dentro di voi una domanda: è davvero TUTTA colpa sua? Cerchiamo di capirlo.

Come prima cosa, vorrei lanciare una piccola provocazione, che spero mi perdonerete: tutti o quasi ci ricordiamo gli anni di NXT Black & Gold, immagino. Erano anni in cui il brand di sviluppo era letteralmente la cosa migliore di tutto il panorama major, almeno fino all’arrivo della AEW (e per alcuni anche dopo). Storyline coinvolgenti, un lottato molto spesso di altissimo livello, e un’atmosfera decisamente migliore rispetto al prodotto fumoso che ci regalava il main roster, per non parlare dei Takeover, che molto spesso, se non sempre, erano nettamente superiori ai PPV del main, per distacco.

Alcuni dei momenti più belli di quegli anni sono stati vissuti proprio ad NXT: su tutti il debutto di Kevin Owens e la vittoria del titolo da parte di Sami Zayn dopo un grande percorso di crescita. E come si potrebbe evitare di menzionare la rivalità tra Johnny Gargano e Tommaso Ciampa, all’epoca un must-see assoluto del media.

Ebbene, dietro a tutti questi momenti ed altri, c’è sempre stato Triple H. Certamente non solo lui, infatti tanto di cappello va fatto anche al braccio destro Ryan Ward (che ora si dice sia il nuovo head writer di SmackDown dopo l’abbandono di Road Dogg). Durante quegli anni, la stragrande maggioranza dei commenti dei fan erano entusiastici, sicuramente anche dettati dalla frustrazione rispetto al prodotto scadente che proponeva il main roster. Adesso, però, sembra che improvvisamente Triple H abbia dimenticato come si booka uno show, ma non è assolutamente così, anche perchè a comprova di ciò possiamo sicuramente nominare il periodo che va dalla metà del 2022 fino a WrestleMania 40, un periodo di certo non perfetto, ma forse il periodo migliore che la WWE abbia mai avuto in quanto a profitti e partecipazione del pubblico agli eventi.

Il punto del discorso è che Triple H non può essersi rincitrullito improvvisamente, seppure non sia affatto un booker perfetto (che a mio modesto avviso sarebbe solo Paul Heyman). Quindi, se dovessimo cercare una delle cause di questo abbassamento di qualità, a mio parere una possibile causa potrebbe essere le persone con cui si ritrova a lavorare. Non dimentichiamo che la WWE da un po’ di tempo punta ad assumere dei writer che vengono dal mondo della TV e delle soap opera, che poco hanno a che vedere con il complesso meccanismo del wrestling; se poi ci mettiamo anche quelli che del wrestling ci vivono, come ad esempio Bruce Prichard e Michael Hayes, allora il discorso si aggrava ancora di più. Una critica che si potrebbe forse muovere a Triple H è quella di avere poco polso, di non dire “NO” quando la proposta non è convincente.

Fermo restando che le critiche sono doverose, mi farebbe piacere che le critiche venissero mosse con cognizione di causa, ma purtroppo nella stragrande maggioranza dei casi ciò non avviene: salvando la pace di pochi, i fan di wrestling sono molto uterini e si ragiona molto di pancia. Non importa quanto di buono sia stato fatto in passato e ancora si faccia, ormai è tutto irrimediabilmente inguardabile e il capo del creative team è un incapace.

Questa frase volutamente provocatoria non vuole essere altro che un tentativo di far allargare il ragionamento al fan medio, che soprattutto nell’ultimo periodo si lancia in invettive che, per quanto giuste formalmente, logicamente stanno poco in piedi: “Perchè non chiede scusa nei post show se la gente fischia?” Perchè il wrestling non è come il calcio o altri sport dove l’allenatore può andare davanti alle telecamere e ammettere le proprie responsabilità, per il semplice motivo che nel wrestling vige la predeterminazione, e in fin dei conti, è come guardare una lunghissima serie tv: ci sono le persone a cui piace ciò che si vede, ed altre a cui quelle stesse scene non piacciono. Il motivo per cui ciò avviene è anche perchè, come ogni forma d’arte, si va a toccare anche la soggettività delle persone, che possono essere emozionate o meno da qualcosa che guardano per vari motivi personali, caratteriali e così via.

Ciò detto, sicuramente i recenti cambi nel team creativo saranno stati fatti per provare a raddrizzare il tiro, anche perchè non si può restare immobili davanti alle critiche, e la speranza è che ci sia una visione unica e chiara a guidare i prossimi mesi di TV e non soltanto il potere economico. Altra cosa che non bisogna dimenticare e che potenzialmente può influire sul prodotto attuale, sono le priorità che HHH ultimamente sembra avere. Nella fattispecie mi riferisco al fatto che HHH fa parte da qualche tempo del Comitato per lo Sport, il Fitness e la Nutrizione dell’amministrazione Trump, per cui è ipotizzabile che il focus non sia più tanto sulla WWE (e questo a maggior ragione dovrebbe spingerlo a controllare ancora di più come funzionino le cose in sua assenza).

In ultimo, forse sarebbe opportuno ragionare su chi abbia le effettive “colpe” o responsabilità se si decide di non trasmettere gli eventi nei locali adiacenti allo stadio dove avranno luogo, se il capo del team creativo oppure i capi dell’azienda tutta. La domanda avrebbe una risposta semplice, e forse sarebbe anche inutile porla, ma forse si rende necessario visto che in molti coinvolgono HHH anche in decisioni dove è palesemente poco coinvolto.

Lungi da me voler essere provocatorio, ma spero che quanto espresso in questo editoriale possa essere un pretesto per un dibattito costruttivo sul tema. Io sono sempre il vostro Dario Rondanini, vi ringrazio moltissimo per la lettura e vi do appuntamento alla prossima settimana, sempre qui sulle pagine di Zonawrestling.net.

Aiutaci a portarti più wrestling

Bastano 5 secondi: scegli Zona Wrestling come fonte preferita su Google e seguici su Google News.

Scegli Zona Wrestling come fonte preferita Apre le preferenze Google · 1 click
Seguici su Google News Apre Google News in una nuova scheda

Gratis · Nessuna registrazione · Puoi annullare quando vuoi