Amici ed amiche di Zonawrestling.net, un saluto a tutti voi dal vostro Dario Rondanini, di nuovo qui per il nostro appuntamento settimanale. Oggi voglio affrontare il classico “elefante nella stanza”. Mi rendo conto che parlare anch’io di una questione di cui ormai stanno parlando praticamente tutti nel wrestling web potrebbe essere ridondante e vi chiedo scusa per questo, ma il problema è talmente grande che non posso ignorarlo.

La questione è ovviamente quella relativa al coinvolgimento di Pat McAfee nella storyline tra Cody Rhodes e Randy Orton per WrestleMania 42. Poche volte nella mia vita ricordo situazioni come questa in cui un così grande numero di fan è stata concorde su un rifiuto così netto di un risvolto narrativo. La WWE nel corso degli anni ci ha mostrato scelte narrative definibili divisive (ne cito alcune a memoria e in ordine sparso): Triple H che batte Booker T a WM 19, Kofi Kingston e Jinder Mahal campioni WWE, e soprattutto forse la più famosa e divisiva di tutte, la fine della Streak di Undertaker. Tutte queste, così come molte altre che sicuramente avrete immaginato, a mio parere non sono comparabili a quello che la WWE ha fatto con Pat McAfee, in quanto sebbene divisive, tali scelte hanno avuto in egual misura detrattori e sostenitori. Il problema però è proprio questo: quale è stato il meccanismo mentale che ha portato la WWE a pensare che inserire Pat McAfee in questa storyline potesse essere giusto?

Ora come non mai, è arrivato il momento di ammettere una dura verità: alla WWE attuale interessa sempre di più vendere il proprio marchio più che i propri lottatori, e soprattutto i vertici della compagnia hanno stabilito che in cima alle loro priorità ci sono i soldi, il guadagno, anche a scapito della coerenza e logica narrativa. Poco tempo fa su queste pagine avete letto un mio scritto in merito alla qualità del prodotto e al booking di HHH. Sebbene rimanga concorde nella mia opinione per cui Triple H non può essersi dimenticato come scrivere decentemente uno show dai tempi dell’era black & gold, è innegabile che il booking sia palesemente peggiorato nelle ultime settimane, quando fino a inizio 2026 avevo individuato una lenta ripresa dopo il torpore dello scorso anno. A ridosso della Road to WrestleMania, e anche durante la stessa, come da prassi i piani saranno sicuramente cambiati più volte, ma stando a ciò che si vede negli show sembra che gli scrittori siano andati nel panico e abbiano iniziato a rimescolare tutti i piani nel tentativo di salvare il salvabile, anche a fronte della situazione poco invidiabile di avere il loro evento più importante in difficoltà con le vendite.

Se da una parte dobbiamo dare la colpa alla sfortuna, visti gli infortuni che hanno martoriato la Vision e che hanno poi fermato Rey Mysterio, dall’altra non possiamo assolutamente tollerare che una compagnia come la WWE possa non avere dei piani alternativi validi. Se la loro idea era quella di coinvolgere Pat McAfee per risollevare la situazione Mania, probabilmente nel quartier generale girano dei funghi particolarmente allucinogeni. Va però altrettanto specificato che, almeno a mio parere, il coinvolgere le celebrità (dicasi in questo caso celebrità “persone al di fuori dell’ambito wrestling“) in generale non è sbagliato, anche perchè il wrestling mainstream ci ha sempre fatto ricorso in modo anche molto insistito: con il rischio di essere definito boomer, nominerò la Rock & Wrestling Era, con la figura fondamentale di Cindy Lauper (assurdo che non sia ancora nella Hall of Fame quando abbiamo persone nella Celebrity Wing che dovrebbero essere eliminate, chi vuol capire capisca…). Anche le altre compagnie major, come la WCW e la TNA lo hanno fatto in passato, con la TNA che ancora ci ricorre di tanto in tanto. Una federazione che vuole attirare occhi su di sé ricorrerà inevitabilmente al crossover con altri personaggi famosi extra wrestling, ma quello che forse possiamo contestare alla WWE di oggi è che le celebrità hanno fin troppa predominanza: se qualcuno mi avesse detto che i volti principali della costruzione di WM 42 sarebbero stati Jelly Roll e Pat McAfee mi sarei messo a ridere, ed effettivamente lo sto facendo, ma non di gusto, anzi.

Veniamo ora a Pat McAfee: per quanto da commentatore fosse per me un’ottima aggiunta agli spettacoli, e da wrestler nei suoi pochi impegni sia sia ben comportato pur non essendo lottatore di mestiere, il suo coinvolgimento in una delle storyline di punta della federazione a ridosso del suo evento più importante non ha nessun senso. Sicuramente, anche questa storia ha subito dei cambiamenti in corsa, visto che era iniziata con Randy Orton che aveva detto “wrestling has more than one royal family”, facendo il verso alla theme di Cody e facendo verosimilmente riferimento a qualche nome a lui affine. Inevitabilmente, il giro delle ipotesi è iniziato a farsi largo, passando da Bob Orton a Ted DiBiase Jr., fino a Vince McMahon addirittura. A prescindere da quale fosse il nome previsto, non esisterà mai una linea temporale in cui io possa credere che Pat McAfee fosse fin da subito il nome orginale. Cosa diamine c’entra la frase di Orton con McAfee? Perchè mai uno come McAfee, che non ha fatto nemmeno un decimo nel settore di quanto ha fatto Orton, dovrebbe avere un’influenza così forte su di lui?

Niente di questa storia ha senso, e sono stati capaci di ammazzare completamente l’interesse verso un match che gran parte della community attendeva con interesse: Cody Rhodes vs Randy Orton, con un Cody che torna in pompa magna in WWE e ne diventa il volto principale contro Randy Orton, l’uomo che gli ha fatto muovere i primi passi nel business e suo amico e mentore. Una storia che si è scritta da sola nell’esatto momento in cui Cody è tornato in WWE, mentre adesso ci dobbiamo beccare un McAfee che brontola frasi a caso invocando un periodo della storia del wrestling che non tornerà mai più. Si dovrebbero veramente vergognare.

Un’altra cosa che mi lascia sgomento al riguardo è che, ammesso che Pat McAfee sia stato messo lì da qualcuno di più in alto, sia esso Ari Emanuel o chiunque altro dei vertici di TKO, non ci sia stato nessuno che abbia detto a questa persona che quello che stava pensando era un’emerita assurdità. Quello che contestavo a HHH nel pezzo che citavo prima era appunto che a mio dire non si opponesse abbastanza alle decisioni altrui, e il punto qui ritorna più che mai. Potreste dirmi che nessuno ha parlato per paura di perdere il posto, oppure che non essendo noi lì fisicamente presenti non possiamo sapere se e come le cose siano effettivamente andate, ma qualunque sia la verità, questo dimostra che il nuovo corso della WWE punta soltanto al momento virale, e se qualcuno dei capoccia vuole intromettersi mandando alle ortiche una storyline che non aveva bisogno assolutamente di nient’altro se non di Orton e Cody, che faccia pure, tanto i fan sono dei boccaloni che si fanno andare bene tutto, no?

Sebbene i fan del wrestling spesso non abbiano bene idea di cosa vogliano, è palese che in questo caso ci sia una convergenza di opinioni talmente netta e radicale, che solo adesso TKO si sarebbe accorta del problema. La dimostrazione è la pipebomb 2.0 di Punk, al punto che hanno iniziato a circolare alcune voci di una futura storyline WWE vs TKO. Come tanti anni di visione del prodotto mi hanno insegnato, non è il caso di farsi tante aspettative, perchè non credo che questa eventualità si possa verificare. Perchè le due entità dovrebbero sfidarsi pubblicamente e non dietro le quinte?

Come ultimo accorato appello, spero che la situazione che si sta verificando in questo periodo possa far capire alla WWE e a TKO tutta che il wrestling deve continuare ad essere quello che è sempre stato, un prodotto per famiglie, non inteso come TV PG o TV 14 ma come forma di aggregazione. Con i prezzi attuali, la fanbase più affezionata sta venendo letteralmente privata della possibilità di supportare un brand a cui tiene, e per quanto frustrante, noi fan dobbiamo continuare ad esercitare l’unico potere che davvero abbiamo: il potere d’acquisto. Questa frase l’avevo già scritta in un pezzo precedente, ma ora più che mai torna attuale. A tutti i fan dico di continuare a far sentire la propria voce, perchè anche se può sembrare che non importi a nessuno, le cose possono essere cambiate, se tutti si faranno sentire.

Cercando di arrivare alla visione di WrestleMania con meno rabbia e rancore in corpo per questo spettacolo indegno che stiamo guardando, io vi ringrazio come sempre per la lettura e vi dò appuntamento alla prossima occasione!

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