Prima di Fastlane molti lo giudicavano come uno special event inutile, che bastava Elimination Chamber come tappa tra la Royal Rumble e Wrestlemania. Avranno avuto ragione o la serata ha meritato il prezzo del biglietto? Riviviamo l’evento insieme con la nostra review!

 

(Kick Off) Tag Team match: Shinsuke Nakamura & Rusev (with Lana) vs The New Day (Big E & Xavier Woods)
Temevo che i quattro potessero essere un po’ svogliati per essere finiti nel kick off, in particolare gli heel, invece anche sta volta uno degli incontri migliori della serata si è disputato fuori dalla card principale dell’evento. Buon ritmo, incertezza del risultato e un’alchimia di team che nel corso dello special event ho rivisto in pochi casi. Ottimo incontro per svegliare il pubblico, meritano di più.
Winners: The New Day (Big E & Xavier Woods) in 13’20. Voto:  (7 / 10)

Smackdown Tag Team Championship match: The Miz & Shane McMahon vs The Usos (Jey Uso & Jimmy Uso) (c)
Incontro per buona parte soporifero, salvato in parte dal finale e dal pubblico. L’arena tifando per l’idolo di casa The Miz ha reso elettrica l’atmosfera di un match tutt’altro che entusiasmante,un incontro che ha fatto emergere i limiti del marito di Maryse nell’interpretare il face: grazie alle sue abilità al microfono può fare grandi promo come quando è heel, ma ha uno stile in ring incapace di esaltare per gesti atletici. Sul lungo periodo si vedrà se The Miz manterrà il tifo, se basterà il suo carisma, perché il suo stile di lotta non fa emozionare. Gli Usos dovendo fare i cattivi non possono dare spettacolo come al solito per non oscurare i face, così per metà incontro ci si annoia. Nella seconda parte il ritmo sale e Shane intercettando l’avversario in volo dà alla sua prestazione un motivo per non cadere completamente nel dimenticatoio, ma il vero sollievo lo abbiamo nel post match con il segmento dell’atteso split degli sfidanti, che così liberano il posto ad un altro vero tag team.
Winners and STILL Smackdown Tag Team Champions: The Usos (Jey Uso & Jimmy Uso) in 14’10. Voto:  (5,5 / 10)

Smackdown Women’s Championship match: Mandy Rose (with Sony Deville) vs Asuka (c)
Povera Asuka, tutti credevamo che fosse giunto il suo momento dopo la conquista del titolo, ma divenuta campionessa nei piani alti hanno iniziato subito a dimenticarsi della sua cintura, spostando le due più grandi rivali in quel di Raw a confrontarsi con Ronda. Già lo special event è palesemente di transizione, in più con un’avversaria come Mandy Rose era troppo facile prevedere la vincitrice dell’incontro. Il tutto fortunatamente è durato poco (anche se la bruttezza lo fa percepire più lungo di quanto non sia), il fatto che la forte giapponese per sconfiggere l’avversaria debba sfruttare un errore della Deville è la pietra tombale su questo match.
Winner and STILL Smackdown Women’s Champion: Asuka in 6’40. Voto:  (4,5 / 10)

Handicap match: Kof Kingston vs The Bar (Cesaro & Sheamus)
Ingiudicabile, un pestaggio quasi a senso unico di poco più di cinque minuti. Va bene per mandare avanti la storyline e per far empatizzare ancora di più il pubblico verso Kofi, ma come match in sé non si può valutare.
Winners: The Bar (Cesaro & Sheamus) in 5’15. Voto: senza voto

Triple Threat match for the Raw Tag Team Championship: Aleister Black & Ricochet vs Chad Gable & Bobby Roode vs The Revival (Dash Wilder & Scott Dawson) (c)
L’ho già detto, non sono fan di questa tipologia di incontro dove a turno una coppia deve rimanere a guardare le altre combattere sperando di rubare un tag. Nonostante ciò il match pur senza eccellere è stato positivo, in particolare grazie alle doti atletiche di Black e Ricochet, veri protagonisti della contesa. Dietro la lavagna va invece la prestazione anonima di Gable e Roode, scusati in parte per la la combo stipulazione-scarso minutaggio che rende difficile dare il giusto spazio a tutti i partecipanti. I Revival da bravi heel capitalizzano al meglio l’opportunità per mantenere, per la prossima volta mi auguro un classico match a quattro uomini.
Winners and STILL Raw Tag Team Champions: The Revival (Dash Wilder & Scott Dawson) in 10’50. Voto:  (6,5 / 10)

Fatal Four Way match for the United States Championship: R-Truth (with Carmella) vs Andrade (with Zelina Vega) vs Rey Mysterio vs Samoa Joe (c)
Match frizzante fin dalle prime battute, come quando il campione si è lanciato in un potente suicide dive sugli sfidanti (mossa che compiuta da gente di un certo fisico fa sempre un effetto diverso, migliore). A rubare la scena è comunque Rey, confermando una forma ritrovata incredibile per un over quaranta, ma anche Andrade è degno di nota continuando a mostrare una crescita che fa ben sperare per il suo futuro in WWE. R-Truth trova un suo perché nel match proseguendo con la sua imitazione di John Cena, mentre Joe fa partire il suo regno da campione degli Stati Uniti con il piede giusto. Come detto è stato un buon incontro con pochi tempi morti, quello che mi è spiaciuto è stato nuovamente il minutaggio scarso da Smackdown, che fa sì che il match trovi la sua conclusione quando gli atleti sul ring avevano ancora molto da dire.
Winner and STILL United States Champion: Samoa Joe in 10’50. Voto:  (7 / 10)

Women’s Tag Team Championship match: The Boss ‘n’ Hug Connection (Bayley & Sasha Banks) (c) vs Nia Jax & Tamina
Questo incontro fa emergere il limite di questi titoli appena nati in WWE, ovvero l’assenza di veri tag team al femminile. Durante l’incontro (così come nel primo torneo) vedevo tanti singoli messi insieme, non coppie con affinità nello stile di lotta. Si vedevono poche mosse combinate e in generale si nota l’improvvisazione della categoria. Il match della serata (come tanti altri di Fastlane) ha avuto poco minutaggio, in esso si è cercato di fare il compitino e in parte le protagoniste sono riuscite nell’intento, con un botch e un finale banale che rovinano un po’ i piani. Speriamo che in futuro ci sia qualche sfida più stimolante per le campionesse, magari un match a Wrestlemania contro le hall of famer Trish e Lita. Si tratterebbe di un’altra coppia improvvisata di sfidanti, ma l’effetto nostalgia renderebbe le cose più interessanti.
Winners and STILL Women’s Tag Team Champions: The Boss ‘n’ Hug Connection (Bayley & Sasha Banks) in 7’05. Voto:  (5,5 / 10)

Triple Threat match for the WWE Championship: Kevin Owens vs Daniel Bryan (with Rowan) (c) vs Mustafa Ali
La WWE si dimostra ancora una volta esperta nel farsi male da sola. Con una costruzione dello special event del genere era scontato che l’arena si sarebbe arrabbiata per l’assenza di Kingston dall’incontro e che lo avrebbe invocato a lungo, finendo pure per mandare qualche fischio al povero Ali. Fortunatamente la bravura dei tre protagonisti ha fatto sì che nel tempo i cori pro Kofi siano andati diminuendo con i fan che non hanno potuto che dare sempre più attenzione allo spettacolo a cui stavano assistendo. Se Owens ha dimostrato di essere tornato dall’infortunio in ottimo stato e Bryan si conferma il campione che già era pre ritiro forzato, chi stupisce è Ali, sempre più a suo agio da dopo il passaggio dai cruiser a Smackdown. Ha perso il treno della vita a Elimination Chamber, ma spero per lui che continui a ritagliarsi il suo spazio come sta facendo ora. Tornando all’incontro è stato divertente con tutti e tre i protagonisti valorizzati, poi il finale con il running knee che stende Ali in volo è stato un bel vedere. Dopo tanta mediocrità un match con cui rifarsi gli occhi.
Winner and STILL WWE Champion: Daniel Bryan in 18’45. Voto:  (8 / 10)

Charlotte vs Becky Lynch
Con Becky costretta per storyline a lottare da zoppa si è trattato quasi di un angle più che un match, un mezzo squash ai limiti della giudicabilità. Fosse durato la metà probabilmente avrebbe ricevuto un senza voto, ma essendo stato combattuto per un tempo superiore ad altri match della serata credo sia stato giusto dare una valutazione, per quanto non possa che essere negativa. Il finale con intervento di Ronda e vittoria per squalifica della Lynch era scontato, una logica conseguenza in una storyline in cui la logica spesso ha lasciato a desiderare come ho scritto in un recente editoriale. Viste le protagoniste è ancora di più un delitto.
Winner: Becky Lynch in 8’45. Voto:  (4 / 10)

Six-Man Tag Team match: Baron Corbin & Bobby Lashley & Drew McIntyre vs The Shield (Seth Rollins & Dean Ambrose & Roman Reigns)
L’incontro era iniziato benino, fino a quando non si è ricaduti nel cliché del face (Ambrose) in balia degli heel alla ricerca dell’hot tag. Le cose sono migliorate dopo quella fase, in particolare quando l’azione si è spostata fuori ring, almeno il canovaccio è diventato più vario. Peccato poi che al ritorno dei due team al completo sul quadrato sia iniziato quel solito copione dei match dello Shield, in cui prima il trio avversario prova a imitar loro la finisher e poi il gran finale in cui i face riescono effettivamente a eseguirla e metter fine all’incontro. Sono momenti che probabilmente esaltano i loro fan più puri, ma rallentano da morire il ritmo per mostrare un epilogo visto e stravisto. E’ chiaro che l’incontro in sé sia nato solo per sfruttare un’ultima volta la stable visto il ritorno di Reigns e l’addio a breve di Ambrose, per cui hanno dato ai fan dello Shield quello che volevano, ma è stata una passerella banale simbolo di uno special event che aveva ben poco da dire. Non è che sia stato un pessimo match, ma la scontatezza di ogni sequenza e l’inutila del feud ha reso il tutto stucchevole. Probabilmente se vi siete lasciati emozionare dalla reunion avrete dato mezzo voto o più all’incontro, ma essendo io annoiato da questo contorno sono arrivato con fatica ai minuti finali. Il largo minutaggio avrei preferito vederlo impiegare altrove.
Winners The Shield (Seth Rollins & Dean Ambrose & Roman Reigns) in 24’50. Voto:  (6 / 10)

Special Event
Si temeva fosse uno special event filler e così è stato. Sei incontri titolati e sei conferme dei campioni; main event dato allo Shield solo per sfruttare l’ondata emotiva della loro (ultima?) reunion; Becky aggiunta al match di Wrestlemania grazie all’intervento di Ronda, cosa ampiamente pronosticabile, così come lo era lo split tra Shane e The Miz. Sul piano del lottato si era partiti bene nel kick off, ma nella carda principale salvo l’incontro per il titolo del Stati Uniti e quello WWE non si è vista molta qualità, con la povera Asuka invischiata nella mediocrità del suo roster (non era meglio puntare a Naomi come sua avversaria?), Kofi fatto pestare in un due contro uno per raccoglier ancora più la simpatia del pubblico.Tra gli altri tag team match male le ragazze che stanno ancora cercando di dare un senso alle nuove cinture, molto meglio l’incontro delle coppie di Raw che se non altro hanno dato modo ai tappabuchi Black e Ricochet di far divertire la parte del grande pubblico che ancora li conosce poco. A condire questo triste quadretto i segmenti triti e ritriti di Elias utili a lanciare una faida potenzialmente importante come quella tra AJ Styles e Orton che a quanto pare si sfideranno a Wrestlemania con la motivazione del perché sì. Riassumendo la paura si trattasse di un ppv inutile era ben giustificata, con pochissimi match che al di là della loro funzionalità sono anche stati piacevoli da guardare. Si è putroppo puntato più sulla quantità che sulla qualità, mettendo in scena troppi match con il risultato di dover concedere pochissimo tempo ad alcuni di essi. Come al solito non faccio medie matematiche, per me conta il senso che ha avuto l’evento e in questo caso credo che nel complesso si meriti una grande bocciatura.
Voto:  (4,5 / 10)

Sergedge – EH4L

Sergedge
Rievocato durante una seduta spiritica è tornato a infestare il sito di Zona Wrestling con l'ardore di un tempo. Per la serie l'erba cattiva non muore mai.