Hell in a Cell è uno degli special event che più ha pagato la scelta di passare ai ppv a tema. L’edizione 2018 ci ha fatto cambiare idea? Scopriamolo insieme e riviviamo la serata nell’odierna review!

 

(Kick Off) Smackdown Tag-Team championship match: The New Day (Big E & Kofi Kingston) (c) vs Rusev Day (Rusev & Aiden English)
Incontro di lusso per essere inserito nel preshow. Nonostante un minutaggio non elevatissimo i quattro mettono su un buon match ad alto ritmo, incerto fino alla fine. Momento d’oro la spear di Big su Rusev che li ha fatti uscire dal ring e la successiva Tope con Hilo di English, ma anche l’accolade esibita da quest’ultimo. Nel finale come detto c’è stato un momento in cui era facile credere che gli sfidanti sarebbero riusciti a trionfare, ma almeno per questa volta i campioni si sono confermati tali. Complimenti ai quattro che hanno scaldato alla grande il pubblico dell’AT&T Center.
Winners and STILL Smackdown Tag-Team champions: The New Day in 8’55. Voto: (6,5 / 10)

Hell in a Cell match: Randy Orton vs Jeff Hardy
Rivelazione della serata. Ero già pronto a sentire i cori “same old shit” per due veterani definiti spesso come bolliti di questi tempi, invece sono riusciti a stupire tutti noi malfidenti. Bell’utilizzo delle armi con il fratellino di Matt che fin da subito vuole metter mano agli oggetti con cui si trova meglio: tavoli, scale e sedie. Poi la Vipera coerentemente con il sadismo del suo personaggio con quel cacciavite nel lobo del rivale ha messo in scena un “what the fuck moment” che rimarrà ben impresso nella memoria. Non è stata una sequenza di puro wrestling, ma sono dettagli come questi che aumentano la percezione di pericolo della tipologia dell’incontro, un fattore che per gli Hell in a Cell da anni era stato quasi ignorato, trasformandoli in match normali con una gabbia attorno. Le foto post match delle ferite riportate dai due mostrano quanto non ci siano andati leggeri in generale nel colpirsi adoperando qualsiasi cosa capitasse loro a tiro. Il finale poi per quanto parzialmente sbagliato (Orton si leva troppo presto dal tavolo) è stato comunque d’effetto mettendo in luce il più grande pregio e al tempo stesso difetto di Jeff: quella voglia di essere estremo, di stupire il pubblico che a volte gli ha fatto perdere di vista l’obiettivo principale, vincere. Come difetto si potrebbe obiettare che abbiano lottato più un hardcore match che un Hell in a Cell match, sfruttando poco la struttura salvo che nel bumb finale, ma il risultato è comunque pienamente soddisfacente. In passato abbiamo assistito ad Hell in a Cell più brutali, ma con le restrizioni attuali per me un tale risultato va premiato.
Winner: Randy Orton in 24’50. Voto: (7 / 10)

Smackdown Women’s championship match: Becky Lynch vs Charlotte Flair (c)
Dopo una prima fase interlocutoria le due hanno iniziato a mostrare parzialmente quello di cui sono capaci. Dal punto di vista dello storytelling mi è piaciuto il lavoro continuo della sfidante al braccio sinistro di Charlotte, a sua volta venduto bene dalla campionessa. Nel complesso però avevo aspettative più alte, mi è parso che le due tenessero il freno a mano tirato volendo forse tenersi le cartucce migliori per il rematch, che immagino sarà ad Evolution. E qui aggiungo un commento un po’ malizioso, ma mi aspettavo la vittoria di Becky. La figlia di Flair è stata la prima a partecipare e a vincere in un Hell in a Cell match, è stata lei a interrompere la lunghissima striscia di vittorie di Asuka e ha altri record, non mi stupirei nel vederla rivincere la cintura nel primo special event al femminile della WWE. Ma lasciando perdere il pensar male del vostro recensore ribadisco che il match di questa domenica non mi ha soddisfatto come speravo. Sicuramente positivo, ma credevo qualcosa in più, inoltre il finale con errore ha reso l’agognata vittoria di Becky meno epica di quello che poteva essere.
Winner and NEW Smackdown Women’s champion: Becky Lynch in 13’50. Voto: (6,5 / 10)

Raw Tag-Team championship match: Dolph Ziggler & Drew McIntyre (c) vs Seth Rollins & Dean Ambrose
Con quattro protagonisti del genere le aspettative erano alte e sono state mantenute. Dopo una fase iniziale con i campioni in controllo sono partite le danze quando Seth è riuscito finalmente a dare l’hot tag al compagno. Dai suicide dive uno seguito all’altro in poi il ritmo è salito ulteriormente, con diversi near fall con la sensazione che potesse vincere chiunque. I tanti scambi hanno messo in luce l’ottima chimica dei quattro, impossibile dare meriti a un protagonista rispetto agli altri. Avrei voluto dare un voto più alto, ma la prima fase un po’ troppo “banale” rispetto al resto e l’assenza di spot tali da farmi saltare in piedi dal divano hanno fatto sì che dessi un giudizio meno positivo; il risultato complessivo è stato comunque una goduria capace di tenere alta la tensione per buona parte dei tanti minuti concessi. Ben fatto.
Winners and STILL Raw Tag-Team champion: Dolph Ziggler & Drew McIntyre in 24’52. Voto: (7,5 / 10)

WWE Championship match: Samoa Joe vs AJ Styles (c)
Come per l’incontro femminile di Smackdown, bene ma non benissimo. I due a Summerslam avevano offerto uno spettacolo migliore e quando leggi quei due nomi l’uno accanto all’altro è lecito aspettarsi di più. Il ritmo è stato poco fluido, con rallentamenti eccessivi nelle sottomissioni e azioni fuori ring poco efficaci che si alternavano ad accelerazioni improvvise più coinvolgenti. Non critico in sé il finale controverso funzionale a mandar la storia avanti, quando il fatto che in questo feud non sia la prima volta in cui siano stati usati espedienti simili per allungare il brodo. Un passaggio di titolo avrebbe reso tutto più frizzante, così abbiamo avuto un match dal punto di vista qualitativo non pienamente soddisfacente e un esito che non avanza di un millimitro la storyline tra i due. Probabilmente il giudizio che do sta un po’ stretto, ma non uso quarti di voto e il sette non me la sento di attribuirglielo, nella stessa serata altri incontri hanno divertito di più. AJ e Samoa Joe, ne siete capaci, mostrateci qualcosa in più. Feed us more!
Winner and STILL WWE champion: AJ Styles in 19’. Voto: (6,5 / 10)

Mixed Tag-Team match: The Miz & Maryse vs Daniel Bryan& Brie Bella
Parlando di aspettative in questo caso penso che tutti le avessimo alquanto basse: non ci siamo sbagliati. Le parti dove erano in gioco Miz e Bryan erano discrete, niente di speciale ma intrattenevano, su quelle delle ragazze stendiamo un velo pietoso. Sia Maryse che Brie non sono wrestler attive e hanno entrambe partorito quest’anno, già tra loro non si è mai vista una potenziale nuova Trish Stratus quando combattevano regolarmente, figuriamoci ora. Deprimente poi vedere Daniel strisciare in mezzo al ring cercando disperatamente di dare l’hot tag alla moglie. Finale anticlimatico che ha messo fine allo strazio. Già è difficile gestire i match misti, ancora di più se il cinquanta per cento dei contendenti si sa in anticipo che non metterà in scena nulla di buono.
Winners: The Miz & Maryse in 13’. Voto: (4,5 / 10)

Raw Women’s championship match: Alexa Bliss vs Ronda Rousey (c)
Dopo lo squash di Summerslam hanno provato a rendere più incerto l’esito, aggiungendo a bordo ring le due alleate della sfidante e il dolore alle costole come limitazione per Ronda. Il maggior equilibrio non ha comunque portato gran divertimento, dato che la fase di controllo di Alexa tra sottomissioni e attacchi poco convincenti non mi ha mai dato l’impressione di poter vedere una nuova campionessa, con un lottato sottoritmo oltretutto. Ronda è stata resa campionessa troppo presto e più si va avanti più si vedono dietro l’angolo nuovi problemi di gestione, ma se non altro c’è qualche passo avanti nel percorso da fighter a wrestler.
Winner and STILL Raw Women’s champion: Ronda Rousey in 12’02. Voto: (5 / 10)

Hell in a Cell match for the Universal championship: Braun Strowman vs Roman Reigns (c)
I match con il titolo Universale di mezzo stanno diventando sempre più una cozzaglia di powermove e overbooking, condita con quel no sense che rende tutto ancora più indigesto. Abbiamo avuto una prima fase di battaglie fisica tra i due contendenti con l’aggiunta saltuaria di qualche arma; una seconda con l’arrivo dei compagni di stable che si sono fronteggiati sul tetto della struttura; una terza con l’intervento di Lesnar che ne ha date a tutti. E’ qua partono le domande: perché sono saliti fino in cima? Perché Roman e Braun sono rimasti inerti a terra mentre le due fazioni lottavano tra loro? Giustificato invece l’intervento di Lesnar che privato del rematch si è voluto vendicare, ma nonostante la giusta motivazione ha mandato a donne di facili costumi un incontro già pessimo di suo. Avete presente la ciliegina sulla torta? Ecco, qui siamo nel caso opposto. Tra l’altro il segmento sulla cima della struttura a cosa è servito? E’ questo il fatto grave, hanno inserito una parte che è stata completamente distaccata dal match principale, anzi, che di fatto lo ha bloccato inutilmente, ha distratto da esso. Lo spot di Rollins e Ziggler precipitati in contemporanea sui tavoli inoltre non è nulla di originale, lo stesso Seth lo aveva già svolto con Ambrose quattro anni fa. Oltre a considerare inutile l’inserimento di Foley come arbitro infine chiedo a quelli con più memoria di me: c’era già stato un altro Hell in a Cell finito in no contest?
No contest in 24’10. Voto: (4 / 10)

Special Event:
Per più della metà dell’evento è stata una gran serata. Dopo un divertente kick off abbiamo avuto una bella sorpresa (Hardy e Orton), una gradita conferma (l’incontro per i titoli di coppia di Raw) e due match che anche se ci si aspettava di più hanno comunque divertito (per il titolo femminile di Smackdown e quello Universale). Poi di colpo è andato tutto a rotoli. L’incontro a coppie miste si sapeva fosse a rischio disastro, quello per il titolo femminile di Raw tra le qualità in ring non eccelse della sfidante e l’inesperienza della campionessa era a rischio, mentre per il main event ormai chi di dovere dovrebbe prendere qualche decisione, la collezione di insufficienze gravi si sta facendo sempre più ampia. Mi sembra ormai palese che impiegare wrestler fisici che si fronteggiano a suon di power move non sia una strategia vincente, costringendo ogni volta a sfruttare l’overbooking per non rendere ogni incontro una fotocopia del precedente. Per movimentare il tutto rischiano troppo di sfociare nell’insensato, come è successo in modo evidente domenica ma era già accaduto ad esempio a Summerslam (Lesnar che mena Strowman fuori ring dimenticandosi di Reigns). I tre match finali quindi abbassano parecchio il giudizio finale, ma in una serata in cui per più della metà del tempo si era soddisfatti non voglio essere troppo severo. Un vero peccato comunque fino a un certo punto si poteva pensare di assistere ad uno dei migliori special event dell’anno.
Voto: (6,5 / 10)

Sergedge – EH4L

 

 

Sergedge
Rievocato durante una seduta spiritica è tornato a infestare il sito di Zona Wrestling con l'ardore di un tempo. Per la serie l'erba cattiva non muore mai.